Stranger Things – Recensione 2×07

Ciao ragazzi, sono Veronica e sono tornata con la mia ultima recensione per questa stagione di

Stranger Things

Sono molto contenta di aver avuto la possibilità di parlarvi di questo episodio in quanto credo sia uno dei più -se non proprio IL più- significanti di questa stagione.

Chapter Seven: The Lost Sister

Che tradotto sarebbe Capitolo Sette: La sorella perduta, ci fa compiere un viaggio assieme ad Undi (mi dispiace piccola, per me non sarai mai e poi mai Jane!), un viaggio di coscienza e di crescita attraverso ciò che era, ciò che è e ciò che vuole essere.

Un episodio a parer mio molto profondo e che ci fa conoscere un personaggio che sicuramente vedremo di nuovo e che era stato introdotto proprio nella season première (e di cui se ben ricordate, vi avevo già parlato: 008, la sorella di Undi, appunto.

Tutto l’episodio è stato costruito in modo estremamente diverso dagli altri, nessun Demogorgone, nessuna avventura dei nostri piccoli amici, solo Undi e il suo percorso per scoprire qual è la sua casa.

Questo settimo capitolo si è aperto in quella che sembrava essere la sua nuova casa: quella in cui vive sua madre. Madre che però, scopriamo essere incapace di parlare, intendere e volere.
Tutto ciò che può dare alla figlia che ha cercato disperatamente per tantissimi anni sono poche parole chiave che, grazie al potere che condividono, creano una storia fatta di tristezza, perdita e sofferenza.

Sofferenza che sembra essere radicata così nel profondo in Undi che tutto ciò che fa riesce solamente ad aumentarla e mai ad eliminarla infatti, persino la donna che dovrebbe essere dalla parte di sua madre, che era lì il giorno del parte e che aveva promesso di aiutarla si rivela tutt’altro che affidabile.

Ma qui, parliamoci chiaro, la cosa era decisamente prevedibile. Inoltre, non so quanti fan di The Vampire Diaries ci siano in ascolto ma tutta la scena mi ha ricordato incredibilmente il momento in cui Elena Gilbert decide di presentarsi a casa di un’amica di sua madre e questa finisce per chiamare alcuni uomini e avvisare della presenza della ragazza; per questo la sensazione che sarebbe accaduto lo stesso anche qui non mi ha abbandonata sin dallo scorso episodio e a quanto pare, non mi sbagliavo.

Questa storia però, per quanto triste l’ha condotta alla seconda tappa del suo viaggio e se vogliamo tutto questo episodio, questa ricerca, può essere trasportato nella vita reale con un singolo avvenimento: l’adolescenza.

Di fatti, come ogni adolescente che si rispetti anche lei ha vissuto il suo momento dark, se pur un pochino più dark del normale (rubando e finendo quasi per uccidere) che le è servito a conoscersi più a fondo, a capire i propri limiti e a comprendere la cosa più importante di tutti: se stessa.

Sapevo che Undi non avrebbe abbandonato se stessa per trasformarsi in Jane e il fatto che lo abbia fatto in primo luogo per Mike mi ha sciolto il cuore come neve al sole. Saranno solo bambini ma credo siano una delle ship più belle e genuine della televisione.
La gelosia le da rabbia e il fatto che lui abbia bisogno di lei le da la forza di abbandonare la strada sbagliata; per dirlo con parole mie o meglio, con una sola parola del mio vocabolario “speciale”:

patatini.

Incredibilmente significativa inoltre la sequenza di scene che hanno accompagnato la presa di coscienza di Undi e che ci ha riportato ai tempi della prima stagione e a ciò che l’ha unita a quel gruppo di ragazzini, partendo da quel “potremmo chiamarti Undi“.


Seguito da quel “vado dai miei amici, vado a casa mia” che mette il punto a questa disperata ricerca di se stessi e di un porto al quale appartenere dimostrando che finalmente lei sa qual è il suo posto; non ha bisogno di combattere per sé stessa e per gli altri come fa sua sorella, non ha bisogno di salvarsi da sola, ha solo bisogno di fare ciò che le riesce meglio: salvare i suoi amici.

E poi diciamocelo, sicuramente nemmeno lei sarà rimasta indifferente alle parole del poliziotto, insomma quel “non voglio perderti” sarebbe in grado di scaldare anche i cuori più gelidi.

 

Per quanto riguarda 008 non saprei esattamente cosa dire ma so che il suo personaggio non mi è piaciuto in modo particolare.
Certo, si tratta pur sempre di una ragazzina (nonostante al fianco di Undi sembrasse già una donna) che ha avuto un passato burrascoso e che a differenza di sua sorella non ha ancora trovato un posto nel mondo ma non sono riuscita ad empatizzare con lei in modo particolare e per quel poco che ho visto il suo personaggio non è rientrato nella rosa dei miei preferiti.

In ogni caso sono sicura che questa non è stata l’ultima volta che 008 è venuta a farci visita, soprattutto perchè il legame con sua sorella sembrava essere autentico e una persona come lei, in cerca di un posto dove stare, che finalmente trova il modo di sentirsi completa, non credo possa rinunciare facilmente ad un tale sentimento.
Inoltre, non credo che i produttori sprecherebbero un potenziale come il suo per una singola apparizione, non credete?

Detto questo sono incredibilmente impaziente di vedere gli ultimi due episodi di questa stagione e di assistere alla reunion di Undi con i ragazzi.

Non sto già nella pelle.

E voi?

Io colgo l’occasione per salutarvi e nascondermi nel Sottosopra fino al prossimo anno con le recensioni della nuova stagione; ovviamente ci sono ancora due appuntamenti quindi con me o senza di me, restate connessi piccoli Demogorgoni!

Veronica.

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