Supernatural – Recensione 13×23

Bentornati ad un’altra recensione di Supernatural, stavolta parleremo del ventitreesimo episodio della tredicesima stagione, Let the Good Times Roll, in cui niente va come previsto ed uno dei fratelli si vede costretto a compiere un sacrificio – che non aveva affatto preventivato – per salvare l’altro, oltre che il mondo intero.

Ma prima di cominciare, CARRY ON MY WAYWARD SOOOOON!!

D’accordo, adesso possiamo seriamente parlare dell’episodio.

La calma prima della tempesta

Comincia così, prima pensi a tutto quello che potrebbe andare bene, sogni, ti illudi e poi la realtà punge il tuo palloncino di felicità con un ago e tutto quello che potrebbe andare storto ti esplode in faccia.

All’inizio dell’episodio, Dean parla con Sam di un futuro ipotetico in cui hanno sconfitto tutto il male che esiste al mondo, dove finalmente possono rilassarsi tutti: loro due e Cas potrebbero sedersi su delle sdraio, i piedi nella sabbia, delle birre ghiacciate in mano e tre favolose camicie hawaiane guardare le onde del mare che si muovo verso la riva e si ritirano. Invece, persino un semplice sogno si rivela essere un’utopia, perché è chiaro fin da subito che non si avvererà mai.

Poco più tardi, Jack fa un incubo e Dean va da lui per rassicurarlo che va tutto bene. Ci sono un paio di cose da notare in questa scena: la prima è il fatto che Dean cerchi sempre di inculcare un messaggio positivo nella testa di chi si ritrova davanti, come anche in quella dello spettatore; la seconda è quanto sia cresciuto il suo rapporto con Jack.

Soffermiamoci, quindi, un attimo, sulla prima: Jack e Dean sono simili, in quanto entrambi hanno il “complesso dell’eroe“, cercano sempre di salvare tutti, ma purtroppo devono venire a patti col fatto che non possono. Dean spiega, inoltre, a Jack, che le persone sbagliano, perché puoi persino non riuscire a salvare le persone che ti eri ripromesso di aiutare, ma ogni giorni possiamo fare di meglio e riprovarci, nonostante tutto, perché almeno qualcuno al mondo può guadagnare dal nostro altruismo.

Il secondo aspetto è questo: siamo partiti dal fatto che Dean provasse timore nei confronti di Jack, perché pensava potesse mandare tutto a rotoli ed inizialmente voleva addirittura ucciderlo, mentre ora è arrivato a dirgli che lui fa ufficialmente parte della famiglia. Sia lui che Sam (alla fine) glielo dicono. Questo è importante a più livelli, perché è proprio in seguito alla dichiarazione di Dean che Jack affronta il padre, dopo aver smascherato le sue bugie, capendo che Lucifero ha fatto del male alla sua vera famiglia. Inoltre, bisogna sempre ricordare – e questo ormai l’ha capito anche Jack – che la famiglia non è solo quella di sangue (Family don’t end in blood), ma può essere ritrovata anche negli amici, nelle persone che ci stanno vicino nel momento del bisogno.

La bontà di Jack

Parliamo quindi della crescita del personaggio di Jack, in generale. Abbiamo qui un Jack che si incolpa, perché continua a fare del male alle persone senza volerlo e non sa più cosa fare al riguardo, come aggiustare qualcosa che ha rotto per sempre. A questo punto, entra però in gioco Lucifero, che lo raggira (per l’ultima volta) chiedendogli di scappare con lui, che insieme possono fare di meglio, che non è colpa sua. E Jack, che vuole disperatamente porre fine ai suoi errori e vuole anche una famiglia, ci casca in pieno.

Per fortuna, Jack alla fine smaschera Lucifero, grazie alla testimonianza di Maggie e lo affronta. Vede il suo vero volto, il reale colore dei suoi occhi e lo lascia al suo destino. O almeno, ci prova, perché Lucifero ruba il suo potere e per errore, si porta dietro anche Sam con lui, oltre al figlio.

Inoltre, Jack alla fine tenterà di sacrificarsi, pur di non vedere Sam morire. Questo dimostra quanto sia legato ai fratelli ed a Cas.

La spada di Michele

E poi, arriviamo al mento che mi ha spezzato il cuore. La decisione di Dean, quella di dire a Michele, quella parola che gli era rimasta strozzata in gola un tempo, ma che adesso si vede costretto a pronunciare, per salvare Sam ed il mondo intero. Non ha scelta e lo urla a Cas. E sinceramente, dalle due espressioni, quasi non so chi mi faccia più pena fra i due, se chi si sacrifica o chi è obbligato a vedere una persona che ama, distruggersi in quel modo.

Quindi, Dean sancisce un patto con Michele: lui sarà la spada di Michele, il suo perfetto contenitore, ma dovrà mantenere la guida dell’operazione. Diciamo che, durante il combattimento contro Lucifero, la luce rimane alleata di Dean, ma dopo, scoprirà che Michele, ovviamente, l’ha ingannato sin dal principio.

Alla fine, Dean riesce a sconfiggere Lucifero, che muore definitivamente e credo che questo sia il vero, grande colpo di scena di questo episodio, perché giravano già un po’ di voci riguardanti il fatto che Dean avrebbe pronunciato quella fantomatica parola.

Non so cosa ne sarà adesso di Supernatural, senza Lucifero. Era un personaggio intrigante, è stato caratterizzato in modo così particolare, da dare vita ad un diverso pensiero nei confronti di questa entità, oltre al fatto che dava un po’ di brio alla serie. Però, era anche ora che venisse perlomeno relegato ai margini, ormai il suo arco narrativo era finito e stava anche facendo più guai che altro.

E qui, per un attimo, ci ho sperato anch’io. Per un secondo solo, ho sorriso e gioito assieme a loro, pensando che forse, per una volta, sarebbe andato tutto bene. Invece no, anche stavolta, bisogna soffrire ed aspettare pazientemente la prossima stagione per sapere come si risolverà la vicenda.

Michele, quel dannato traditore, ci ha fregati tutti. Non c’è più Dean alla guida del proprio corpo, ma l’arcangelo. E chissà per quanto tempo vi rimarrà.

Bonus: parallelismi

Dato che è l’ultimo episodio, ho voluto inserire un piccolo angolo per farvi notare tutti i parallelismi che ci sono in questo episodio con le stagioni passate.

Il primo è quello con la 4×01: Castiel cerca di farsi sentire da Dean e distrugge i vetri della stazione di servizio, poi entra nel fienile e viene inquadrato dai piedi, all’impermeabile, al volto. Allo stesso modo, Michele rompe i vetri delle finestre e viene inquadrato così.

Nella 5×18, Cas ferma Dean, che vorrebbe dire di Sì a Michele, mentre qui non ci riesce.

Nella 5×04, The End, il Dean del futuro dice a quello del passato che questa è la fine (end), quindi deve dire di a Michele. Qui, Michele stesso afferma che è arrivata la fine e per questo, Dean capisce cosa deve fare.

Nella 11×14, Lucifero rende edotti gli altri del fatto che si sia impossessato del corpo di Cas e Dean ne soffre, qui è il contrario, anche se con Michele al posto di Lucifero.

Infine, nella 12×12, Cas dice che vuole bene ai fratelli e così fa Jack in questo episodio, entrambi poco prima di morire, sebbene poi non succeda in entrambi i casi.

Ormai giunti alla fine delle recensioni di questa serie che davvero amo, vi dico che è stato un onore ed un privilegio poterla recensione e farvi conoscere il mio pensiero sugli accadimenti che ci hanno tenuti incollati allo schermo di volta in volta. Grazie per aver letto.

Ci vediamo in autunno!

Erica 

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