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Blindspot – Recensione 5×11

Ho pensato parecchio a quale sarebbe stata l’introduzione perfetta, ma poi sono arrivata alla conclusione che non voglio qualcosa di perfetto. Preferisco di gran lunga il solito stile incasinato tipico di me e del mio cuore e partner in crime Sara, che adoro perché mostra quanto teniamo alle cose di cui discutiamo. Ed è così, questa serie ci ha appassionate e ci ha fatto avvicinare tantissimo, chi ci ha seguito fin dall’inizio lo sa. Per tre anni abbiamo pianto, riso, insultato, esultato e urlato e lo abbiamo fatto insieme, nonostante i 536,7 km di distanza. E ora eccoci qui, riunite ancora una volta per parlare della fine di questo viaggio. Mi sembra ancora surreale trovarmi in questo momento. Quindi, iniziamo come abbiamo sempre fatto. Non posso credere che sto per scriverlo, ma buongiorno ladies and gentlemen e benvenuti nella recensione della 5×11, Iunne Ennui, il SERIES FINALE di Blindspot.

Ecco, l’ho detto. Wow. Questo è il centesimo e ultimo episodio della serie, quindi proverò a rendergli giustizia. Ovviamente anche Sara avrà la possibilità di dire la sua, e lo farà in corsivo. Questa recensione non sarebbe completa senza di lei. E ora, dopo aver blaterato per procrastinare e fingere che Blindspot non sia veramente finito, iniziamo a parlare di Iunne Ennui.

BLINDSPOT – RECENSIONE 5×11

Questo centesimo episodio si apre con la nostra Jane sdraiata su un lettino medico, dopo che nello scorso episodio si era sigillata nella stanza con la bomba ZIP per proteggere Kurt. Quando hanno fatto vedere il team più giovane di qualche anno io ero già preparata al peggio ma, miracolo, grazie alla straordinaria William Patterson ora c’è un antidoto. Peccato che non è servito a niente, ma di questo parleremo dopo.

Blindspot recensione 5x11

Nonostante siano riusciti a recuperare (quasi) tutte le bombe ZIP, Ivy Sands è scappata, quindi la missione del team non è ancora conclusa. Peccato che la nuova odiosissima direttrice dell’FBI non sia d’accordo, e come ringraziamento per aver salvato il mondo offre loro disoccupazione e immunità. Che magnanima, mamma mia. Che poi, immunità per cosa? Aver fatto il loro lavoro? Aver sacrificato tutto per il bene comune? Si meriterebbero medaglie, statue, un aumento, una promozione, tutto tranne che il licenziamento. Inoltre, lasciatemi dire quanto sia una mossa da idioti lasciar andare i migliori agenti che ci siano durante una guerra contro una pericolosa cellula terroristica.

E infatti, non appena si scopre che Ivy è ancora negli Stati Uniti e sta programmando un ultimo attacco, anche lei si rende conto che la mossa migliore sia lasciar fare al team quello che sanno fare meglio: salvare tutti (tranne se stessi) (lo so, scusate, ma è la recensione della 5×11 di Blindspot, cosa vi aspettavate?). E qui torna per l’ultima volta un grande classico:

NEW YORK IS UNDER ATTACK!

Mi mancherà scriverlo.

Questa direttrice fa un passo avanti e cento indietro, perché poi non si fida della location che ha dato Jane e fa perdere tempo a tutti con ulteriori controlli. Ci tengo a sottolineare che Kurt, invece, era pronto a fidarsi ciecamente di sua moglie. Non ha neanche pensato di dubitare di lei, appena Jane ha finito di parlare era già con un piede fuori dalla porta per entrare in azione. Li amo, li amo, li amo.

Proprio in quel momento, però, ricominciano le allucinazioni di Jane. Oltre alla nuova Arla Grigoryan vede anche i passati direttori dell’FBI: Sam Pellington, Eleanor Hirst e Matthew Weitz (♥). Dà la colpa ad un mal di testa, ma subito dopo torna lui, l’unico motivo per cui sono grata alla ZIP: ROMAN BRIGGS. Ormai sapete quanto Sara ed io amiamo Luke Mitchell in questo ruolo, e rivederlo è stata una gioia per gli occhi e il cuore. Ovviamente, però, era solo frutto dell’immaginazione di Jane e lei, dubitando di se stessa, si auto-accusa di essere un magnete per disastri. Povera piccina.

Anche Oscar ha fatto la sua apparizione solo per dire che le persone intorno a lei muoiono. Poteva starsene dov’era. Subito dopo, Jane si è trovata nel covo dei cattivi con Ellen Briggs a.k.a Shepherd, Madeline la strega, Hank Crawford, Dolan Osmond, Cade, Markos, Oscar e Roman l’amore nostro. E tutti si prendevano gioco di lei. Merde in vita e merde da morti. Però, è anche grazie a loro che Blindspot è stato così fenomenale. Quindi, anche se non mi dispiace per niente che siano morti (tranne Roman), voglio ringraziarli per essere stati degli stronzi.

E a proposito di stronzi, parliamo di Martin Gero. O meglio, di come il creatore di Blindspot abbia pensato che fosse una buona idea UCCIDERE READE al primo episodio e farlo tornare come un’ALLUCINAZIONE di Jane nell’ultimo. E quanto era felice lei di rivederlo! Mi si è spezzato il cuore, di nuovo. Sapete che ero in negazione, non volevo credere che fosse morto davvero. Ora non ho più niente a cui aggrapparmi quindi MARTIN GERO MORTACCI TUA. Ti odio profondamente. Spero ti cada una baracca sulla testa.

E dopo questo piccolo sfogo, che la recensione della 5×11 di Blindspot prosegua.

Jane dubitava di se stessa e Roman e Oscar la volevano buttare giù, mentre Reade è apparso come una luce in fondo al tunnel che le ha riportato un po’ di fiducia in sé, autostima e positività. Avrei preferito vederlo vivo, ma penso che sia stato un bel gesto mostrarlo in questa veste. E non so, perché quando Jane entra in chiesa vediamo quattro matrimoni: quello di Tasha e William celebrato da Bill Nye, quello di Roman e non-me, quello di Patterson e David Wagner celebrato da Martin Gero stesso (pagliaccio) e, soprattutto, quello di TASHA E EDGAR celebrato da Keaton.

blindspot recensione 5x11

Patata o Rapata?

Martin Gero infame per te solo lame. Ho perso dieci anni di vita quando ho visto Zapata con il pancione e il vestito da sposa. Quanto avrei voluto che non fosse un’allucinazione. I Rapata ci sono stati portati via troppo presto, ma se anche voi li amate guardatevi questo video che ha fatto Sara:

Nonostante tutte le allucinazioni, JANE BADASS DOE ha messo K.O. quattro tizi in meno di due minuti, THE POWER. Il tutto per sentirsi dire da Tom Carter che è come il napalm. Quantomeno così Kurt e Tasha hanno scoperto che l’antidoto non ha funzionato e l’hanno portata a fare un controllo.

Jane: So I’m not dying.

Dr. Maggie Horne: We get enough of Patterson’s cocktail in you and you’ll lead a long, happy life.

E Kurt che non voleva lasciare il suo fianco. Va 😊 tutto 😊 bene 😊.

Blindspot è subdolo così, ti fa credere che andrà tutto bene e poi ti pugnala alle spalle, questa 5×11 è un esempio, ma continuiamo con la recensione.

Tra la sfilata di personaggi passati che tornano non poteva mancare Borden la talpa, che fa capire a Jane che le allucinazioni la possono aiutare a trovare le informazioni che servono al team. Ovviamente, Jane è così altruista che se ne frega altamente della sua salute e rimuove l’antidoto. La amo ma mortacci sua. Un viso familiare che sono stata felice di rivedere è quello di Nas, che ha aiutato il team a capire che la bomba ha una forma cilindrica e che potrebbe essere inserita in un bidone della spazzatura. Insieme sono geniali, fantastici, spettacolari. Ma mortacci anche a Rich che continuava a ricordare che questa è la fine.

Sorpresa delle sorprese (not really), Ivy vuol far esplodere la bomba a Time Square. Dopo questa scoperta Jane sarebbe dovuta tornare a stendersi e ficcarsi l’ago dell’antidoto nel braccio, ma no, ha preferito partecipare alla missione. I flashback al primo episodio sono stati un colpo bassissimo. Invece, mi è piaciuto un sacco vedere un vecchio personaggio dopo l’altro come turisti a New York che all’improvviso si palesavano come allucinazioni e portavano Jane direttamente alla bomba. Mi duole ammetterlo, ma è stata un’idea geniale per rendere omaggio a tutti gli attori che hanno fatto parte di Blindspot negli anni, dovevo inserirlo in questa recensione della 5×11 perché non avrò altre occasioni.

Bomba trovata, Ivy catturata, Time Square svuotata ed ecco che i Jeller si trovano da soli davanti ad una bomba da disinnescare. Avevo il cuore a mille in questa scena. Non perché dubitassi delle capacità del team, ma per quel DANNATISSIMO conto alla rovescia che continuava a scorrere mentre i MIEI AMATISSIMI JELLER erano lì tranquilli che parlavano e Rich e Patterson litigavano sul colore del filo da tagliare. William voleva solo sentire Rich ammettere che lei è più intelligente di lui, ma PORCA MISERIA che ansia. E i Jeller che si baciano mentre tagliano il filo, IL MIO POVERO CUORE. Per fortuna hanno avuto successo e la bomba è stata disinnescata, e fin qui tutto bene. Ma…

BLINDSPOT – RECENSIONE 5X11: IL FINALE

Abbiamo visto tutti l’episodio, quindi sappiamo come è finito. Martin Gero ci ha offerto due versioni, facendo capire quale secondo lui sia quella canonica ma lasciando un margine di dubbio per chi preferisca l’altra alternativa.

Nella prima versione arcobaleni e unicorni, il team al completo torna alla base dell’FBI da eroi e i loro colleghi applaudono. Jane ha preso l’antidoto appena in tempo. Vengono licenziati comunque, ma almeno sono vivi. Patterson, Tasha e Rich ricordano il passato davanti al muro del pianto con la foto di Reade. Jane e Kurt si trovano nella stanza degli interrogatori (perché?) e parlano del futuro.

Blindspot recensione 5x11

L’FBI ha SEI nuovi “top agents” che non sono altro che una versione low budget del nostro team. Tutto va bene. Vediamo anche un flash forward bellissimo, che scalda il cuore: sono di nuovo tutti riuniti per Natale. Ci sono Tasha con suo figlio, Bill Nye, Sarah Weller, Allie e Bethany, i figli adottivi dei Jeller, Rich e Boston di nuovo insieme, Patterson entusiasta del nuovo mistero che sta risolvendo con Rich. Si sono persino ricordati di Avery. AVERY! Vi rendete conto? Sono episodi e episodi che io e Sara aspettavamo di sapere che fine avesse fatto. Ci saremmo accontentate di una telefonata, eppure eccola lì, a parlare con Boston.

Blindspot recensione 5x11

Sarebbe stato un finale perfetto, sdolcinato forse, ma dopo tutto quello che abbiamo passato ce lo meritavamo.

blindspot recensione 5x11
blindspot recensione 5x11

Stavo ancora ridendo per Avery quando è arrivata la mazzata.

Kurt: There’s some world somewhere, where this dinner never happened.

In quel mondo orribile, peggio della Darkest Timeline in Community, Jane è svenuta subito dopo aver disinnescato la bomba e poco dopo è stata dichiarata morta e chiusa in un sacco per cadaveri. Che, tra l’altro, hanno lasciato lì in mezzo alla piazza. Blindspot si è concluso come è iniziato: con Jane da sola a Time Square.

Blindspot recensione 5x11

Riguardo al dubbio di questo finale un po’ aperto Martin Gero ha detto:

Non lo commenteremo. Quello che è interessante è che è un test di Rorschach per capire se sei un ottimista o un pessimista, e se vuoi un finale felice o triste. Alcune persone pensano fermamente: “Oh, stava solo immaginando uno scenario diverso”. Altri sono tipo: “Oh mio dio, è morta e tutta questa cena non esiste”. Penso che entrambe le idee siano valide.

Che qualcuno riporti Martin Gero al circo, mi sa che si è perso. Cosa diavolo vuol dire entrambe sono valide? Prendi una decisione! È il tuo lavoro, dannazione. Non puoi farci vedere tutti felici e contenti e poi il cadavere di Jane, dai! Lo trovo estremamente crudele. Giusto per farvi capire come la penso, questa è stato quello che io e Sara ci siamo scritte in diretta:

Per parafrasare:

LA SITUATION AT THE MOMENT IS THAT STIAMO MESSI VERY MALE.

Dato che a quanto pare viviamo in un’anarchia, io ho deciso che il mio finale è quello della cena. So dove sono tutti, so che sono felici e ho la speranza di uno spin off su Rich e Patterson che cercano il marchingegno di Isaac Newton. O su Tasha come investigatrice privata.

blindspot recensione 5x11

In realtà io sono una pessimista cronica e sotto sotto penso che Jane sia morta, ma perché l’hanno lasciata a Time Square? Cosa ne è stato degli altri? Le hanno fatto un funerale o hanno appeso la sua foto al muro del pianto e basta come per Reade? Come sta Kurt? La figlia di Tasha e Reade è nata comunque bianca come il latte rossa come il sangue nonostante i suoi genitori siano tutto tranne che caucasici? Rich si è rimesso con Boston?

blindspot recensione 5x11

Visto? Troppe domande. Preferisco il finale della cena. Ora, però, voglio assolutamente sapere cosa ne pensate voi. Quale finale pensate sia quello canonico? Siete pessimisti o ottimisti? Lasciateci un commento o qui sotto o sulla nostra pagina Facebook, non vediamo l’ora di leggervi!

E ora che la recensione della 5×11, Iunne Ennui, series finale di Blindspot, è finita, it’s time to get personal. Come ha scritto Sara nella scorsa recensione, all’inizio non avevamo idea di come sarebbero andate le cose. Abbiamo preso una decisione impulsiva, data dal nostro amore per la serie, e abbiamo iniziato a scrivere. Pensavamo che dopo una stagione avremmo dovuto smettere, ma comunque volevamo farlo per noi stesse, come nostro piccolo angolo di sfogo. Invece, senza nessun tipo di pubblicità qualcuno ha trovato le nostre recensioni e le ha seguite fino alla fine, dandoci la possibilità di continuare questa bellissima tradizione.

Sono passati quasi tre anni da quel fatidico 29 ottobre 2017 e ora siamo alla fine del viaggio. L’amore per Blindspot non è cambiato, ma il rapporto tra me e Sara sì. Grazie a questa serie abbiamo iniziato a parlare più spesso, a conoscerci e abbiamo instaurato un rapporto bellissimo, dove lei mi aspetta per vedere l’episodio e poi mi prende per il culo perché “2+2=4, Martina”. Ho iniziato con una partner in crime, ora ho guadagnato un cuore. Non sarebbe stata la stessa cosa senza di lei, non mi sarei divertita così tanto in questi anni. Quindi è giusto dire un bel GRAZIE SARA, I LOVE YOU. Non abbiamo più Blindspot da recensire insieme, ma vi posso garantire che questa non sarà l’ultima volta che scriveremo qualcosa a quattro mani.

Avete letto che belle parole mi ha scritto il mio cuore? E pensate che la prendo in giro il 90% del tempo che parliamo. Scherzi a parte, non so descrivere quello che c’è tra me e Martina perché è davvero speciale. Nonostante siamo a chilometri e chilometri di distanza siamo connesse e questa è una cosa che non si può cambiare. Ho sempre detto che “Blindspot” non sarebbe mai stato così bello se al mio fianco non ci fosse stata Martina, e lo ridico oggi nella recensione finale. Un’ultima occasione per dire a tutti voi che ci leggete quanto il mio cuore sia per me meglio di qualunque serie TV del mondo. GRAZIE MARTINA, I LOVE YOU TOO (ma non smetterò di prenderti in giro)!

Questi sono i commenti a questa stagione, in caso ve ne foste perso qualcuno:  5×01 – 5×02 – 5×03 – 5×04 – 5×05 – 5×06 – 5×07 – 5×085×09&5×10. Poi, qui trovate tutte le altre recensioni di Blindspot, oltre a questa della 5×11. Abbiamo anche scritto un appuntamento della nostra rubrica Hotland – dove anche l’occhio ottiene la sua parte sul nostro Roman Briggs, ve la lascio qui!

Last but not least, grazie a chi ci ha seguito sin dall’inizio, grazie a chi è arrivato dopo e ha deciso di restare, grazie a chi ha letto uno di questi appuntamenti, grazie a chi ha commentato, grazie a chi ci ha scritto su Facebook chiedendoci quando sarebbe uscita la recensione, grazie a chi è stato così paziente da leggere tutto questo papiro, grazie a chi continuerà a seguirci. Grazie a tutti.

Grazie anche a Blindspot, al cast pazzesco con talento da vendere e, con rammarico, grazie anche a quel fetente di Martin Gero per aver creato la serie.

Okay, siamo veramente giunti alla fine. A full circle. Non mi resta che una cosa da dire: ADDIO, BLINDSPOT.

Martina

THE END

blindspot recensione 5x11

R.I.P. Jane Doe, Remi Briggs, Alice Kruger.

Vediamo cosa posso dirvi su di me. Studentessa di lingue? Probabilmente non vi interessa. 23 anni? Solo anagraficamente, dentro sento di averne come minimo 80. Telefilm addicted? Duh. Personaggi preferiti? Tutti al cimitero. Le mie ship? Never canon. Insomma, mai? 'Na gioia.