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"Capitolo Trenta"
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Chilling Adventures of Sabrina – Recensione “Capitolo Trenta”

“Capitolo Trenta” di Chilling Adventures of Sabrina, scelgo te.

Non credo che qualcuno di noi avrebbe mai avuto voglia di scegliere proprio the Uninvited tra gli Orrori di Eldricht come accompagnatore ad un matrimonio ma, insomma, il meglio tra il peggio non può proprio essere la scelta sbagliata, giusto?

"Capitolo Trenta"

Bentornati in una nuova recensione della quarta stagione di Chilling Adventures of Sabrina, non vedevo l’ora di ricominciare a scrivere di Sabrina e devo dire che la confusione di questi episodi mi sta sia intrigando che facendo perdere il filo del pensiero, speriamo di non perdere anche quello del discorso.

The Uninvited

Questo secondo episodio, il “Capitolo Trenta” per la precisione, ha come protagonista un ospite indesiderato che ha sempre voluto far parte di un gruppo ma che si è ritrovato sempre ad essere emarginato da persone senza cuore provocandogli un’alienazione tale da renderlo sia vittima che carnefice.

Una grande metafora di ciò che può essere la vita quando si è diversi, quando si fa parte di una minoranza che con fatica (o per nulla) viene accettata dalla massa innescando così una serie di reazioni che portano a diventare come chi ci ha rifiutati quando la chiave per uscirne è proprio nel senso opposto.

A primo impatto non vorremmo proprio aver a che fare con un individuo come l’Indesiderato ma se imparassimo a non far sentire nessuno in questo modo, forse, non esisterebbero più persone indesiderate per le proprie scelte ed il proprio aspetto ma solo persone non compatibili con noi per ben altri motivi.

Gli Orrori di Eldritch non saranno una passeggiata, ne vedremo delle belle e delle brutte, purtroppo, ma credo sia bello, significativo ed interessante apprendere qualcosa da tutto quello che vediamo e sentiamo, non importa di cosa si tratti, se una serie tv, di un documentario, di un film o di una canzone, l’importante è che ci lasci qualcosa, che ci metta in condizione di approcciarci diversamente anche al tratto più infinitesimale della questione.

The Uninvited è un individuo che voleva uscire dall’oscurità dopo la scoperta del fuoco ma che, essendo stato respinto, decise di far ripiombare nell’oscurità, ovvero nella morte, e di privare della luce, cioè della vita, coloro che non l’avevano accolto.

C’è qualcosa di più bello del condividere le conquiste con chi ci circonda ed essere inclusivi praticando gentilezza?

Molte emozioni ed azioni sono meravigliose e credo proprio che tra queste ci siano anche quelle sopra elencate.

E forse il messaggio di questo araldo, divenuto malefico, non è poi così crudele, forse potrebbe fungere da memorandum per ciò che sarebbe potuto essere e che non è stato per colpa dell’aver respinto chi non era accettato rendendolo indesiderato, facendolo sentire solo, incompreso e non amato tanto da farlo reagire aggressivamente contro i suoi stessi simili.

E sarebbe bene ricordare, sempre, che le azioni hanno conseguenze e, in questo caso, totalmente disastrose.

The Uninvited è molto chiaro in questo “Capitolo Trenta”, la scoperta del fuoco, della luce e la conseguente uscita dall’oscurità, dal buio hanno reso egoista l’umanità che si abbevera alla fonte della vita senza voler concedere un posto alla propria tavola a chi è, semplicemente, diverso quindi occorre privare gli abitanti della Terra della luce e farli ripiombare nell’oscurità e nel terrore in modo da concedere loro di imparare dai propri errori.

Ci mancherai proprio tanto!

Occorre toccare il fondo per rivedere le stelle e, tragicamente parlando, è proprio quello che sta succedendo a Greendale, non si dovrebbe imparare attraverso gli orrori, la morte e la forza bruta eppure non c’è più tempo per tornare indietro o per bloccare il processo, non quando anche chi è immortale scopre di non essere indistruttibile, non quando il vuoto sta per avere la meglio, non quando l’inviato e l’accettazione arrivano troppo tardi, non quando il nuovo inizio coincide con la fine di tutte le cose.

Nel “Capitolo Trenta” Sabrina Spellman e Sabrina Morningstar con l’aiuto di Lucifero, di Lilith e di Caliban son riuscite ad imprigionare l’ospite indesiderato nella magica casa gialla, accogliente ed ingannevole persino per uno degli Orrori e ciò fa capire quanto la non accettazione, la solitudine, l’alienazione, il non amore possano danneggiare un’anima sensibile trasformandola in un mostro capace di provare qualcosa di nuovo grazie a dei sentimenti umani come quelli dichiarati da Sabrina per colui che è stato respinto da tutti.

Sabrina, ingannandolo, ha saputo far leva sulla voglia di far parte di qualcosa che prova anche la stessa Spellman per poter riuscire ad imprigionarlo per sempre acuendo ancor di più il rancore, la rabbia e la sensazione di abbandono.

Ci saremo davvero liberati dell’ospite indesiderato? Forse, materialmente parlando, si ma non potremo mai scordare ciò che abbiamo appreso dalla sua esperienza.

Sabrina Spellman e Sabrina Morningstar

Lo ammetto, devo ancora scendere a patti con il fatto che esistano due Sabrina e che saranno migliori amiche in eterno, figuriamoci poi capacitarmi del matrimonio di Sabrina Morningstar con Caliban durante questo “Capitolo Trenta”.

Una Sabrina ha Caliban, l’altra avrà Nick (vero che li farete ritornare insieme, si?!) e le due linee temporali possono ritornare ad essere definite lineari ma, insomma, lo shock è stato comunque forte anche se gradito.

"Capitolo Trenta"

Il matrimonio in rosso è stato davvero molto bello e Kiernan era davvero meravigliosa con quell’abito però credo che nessun matrimonio potrà mai essere più speciale rispetto a quello di Hilda e Dr. Cerberus, parlo della seconda cerimonia, naturalmente.

Ritornando alle due Sabrina, Lilith aveva ovviamente capito ci fosse qualcosa sotto ma credo non pensasse minimamente ad un’eventualità simile e si è molto stupita del piano ingegnoso di Sabrina, non perchè dubitasse delle sue capacità ma perchè ha paura per il proprio figlio che, a causa del matrimonio imminente, rischia di non avere neanche una possibilità di accomodarsi sull’infernale trono.

Piccola nota: quale padre avrebbe mai parlato come Lucifero l’ha invece fatto del promesso sposo della figlia minorenne?

Abbiamo tutti reagito come Lilith credo, dandogli però ragione con una parte di noi stessi perchè, voglio dire, Caliban è seriamente bellissimo ma Sabrina è pur sempre figlia di tutti noi giusto?

L’addio tra le due Sabrina mi ha sicuramente straziato il cuore, non me l’aspettavo minimamente ma sono certa che le rivedremo insieme nuovamente, si spera in occasioni positive ma, purtroppo, in Chilling Adventures of Sabrina non è poi così detto.

In ogni caso, il gesto di Sabrina Spellman nei confronti di Caliban non è stato dettato da sentimenti del tutto positivi visto che si sentiva sola e non voleva che la sua unica compagnia l’abbandonasse e la privasse della propria vicinanza per sposarsi con un ragazzo che proprio del tutto buono non è.

Se devo essere sincera, nel corso di questo “Capitolo Trenta”, ho pensato fin da subito che Caliban acconsentisse alla castrazione come sacrificio e per dimostrare a Sabrina il proprio amore ma non perchè sia giusto privarsi di qualcosa sotto ricatto ma perchè è, fondamentalmente, debole e privo di carattere, si comporta come un succube di Sabrina Morningstar al limite dell’identificazione con uno zerbino e quindi era prevedibile l’accontentasse dimostrando così, almeno per me, di essere non un bravo ragazzo ma un debole uomo di argilla.

Hilda, Dr. Cerberus e Sabrina

Dal brindisi di Sabrina, dalla scena finale del “Capitolo Trenta” e dal precedente episodio abbiamo potuto renderci conto di quanto Sabrina Spellman si senta sola senza un ragazzo al proprio fianco e vorrei tanto che percorresse la strada capace di condurla alla consapevolezza di essere potente, speciale, completa e autonoma, anche e soprattutto, potendo contare solo su se stessa.

Sabrina sente la necessità di avere uno scopo nella vita da poter condividere con le persone care creando problemi sovrannaturali non rendendosi conto di non aver bisogno di mettere in piedi situazioni pericolose solo perchè è l’unica single del gruppo.

Mi dispiace davvero vederla in queste condizioni, sentirla parlare con le lacrime agli occhi e percepirla così arresa sul versante sentimentale tanto da “rovinare” il matrimonio della zia ubriacandosi prima del brindisi affidatole, da mettere in imbarazzo i propri amici, la propria famiglia, da uscire con due ragazzi diversi pur di sopperire al vuoto causato dall’assenza di Nick e tanto da voler creare un qualcuno che sia in grado di racchiudere sia tutti i lati positivi di Harvey che quelli di Nick.

A cosa serve creare qualcuno capace di incarnare la perfezione quando è delle imperfezioni, dei difetti che ci si innamora, quando non si riesce a fare a meno di quei piccoli particolari che non ci sarebbero mai piaciuti in nessun altro se non proprio in quella determinata persona per cui batte il nostro cuore.

E spero che Sabrina capisca chi vuole, cosa vuole ma, ancor di più, che si senta forte e che veda se stessa come unica persona indispensabile per vivere per poi decidere con chi condividere la propria vita in base all’amore provato e non al bisogno.

L’amore non ha nulla a che vedere con il bisogno.

Non si ama qualcuno perchè si ha bisogno di quella persona, anzi, riesci ad amare una persona quando senti di non averne bisogno ma di non volerne farne a meno e non perchè ti completa ma perchè il proprio essere va condiviso con chi è capace di apportarci qualcosa di positivo, con chi riesce a non toglierci ciò che abbiamo raggiunto, a chi vede i nostri lati oscuri e ci fa amicizia.

Si ama per amore non per bisogno, altrimenti non si tratta di amore ma di convenienza atta solo a colmare un vuoto.

E il matrimonio di Hilda e Dr. Cerberus ne è la dimostrazione più grande.

Bonus:

  • La morte di Dorian Gray in questo “Capitolo Trenta” e il quadro insanguinato mi hanno fatto male.
  • Padre Blackwood insieme a Mary Wardwell e ad Agatha è ancor più inquietante di prima, la scena in cui mangia con gusto il pezzo di carne del Secondo Orrore mi ha disgustato quasi quanto quella in cui the Uninvited azzanna il cuore di Dorian.
  • Theo preda dell’incubus del sesso non ha creato danni ma avrà, sicuramente, terrorizzato il fidanzato, c’è poco da dire dato come ha reagito al concerto.
  • Ho la sensazione che i disegni di Harvey ci saranno molto utili nel corso della stagione, la particolarità che lui possa aver assorbito le percezioni di Roz mi ha davvero entusiasmata, vediamo come proseguirà il tutto.
  • Quanto avete sofferto nel vedere Sabrina Spellman bandita dall’Inferno?
  • Sabrina Spellman con il costume del proprio personaggio preferito è Sabrina Spellman degli Archie Comics…e, insomma, gli altri…ci siamo capiti, no? Entusiasmo a mille.
  • The Uninvited mi spaventava di più in silenzio che dopo aver ricevuto la lingua, dimostrazione del fatto che è meglio sapere rispetto al non sapere.
  • Ambrose che riesce ad ottenere un’istantanea tramite la negromanzia applicata sugli occhi dei singoli morti nel momento antecedente la loro ha dato un tocco ancor più macabro ma risolutivo all’intero episodio.
  • Nick che vuole farsi uccidere pur di salvare tutti gli altri poi?! E’ sempre stato uno dei miei personaggi preferiti, e infatti, ma…speriamo bene.
"Capitolo Trenta"

Per la recensione del “Capitolo Trenta” è tutto, passo la parola a Veronica per la prossima.

A risentirci, pardon, a rileggerci nel corso della recensione del trentatreesimo capitolo.

Voto a “Capitolo Trenta”: 8 e mezzo, episodio molto bello e ben costruito, speriamo che la ripresa continui fino alla fine di questa avventura.

Un bacio grande.

Vi lascio al nuovo album soundtrack dedicato a questa quarta e ultima parte di show.

Irene

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Salve, sono Irene e non ho mai amato definire la mia persona e ciò che faccio. So solo che ciò che viene scritto, nel momento stesso in cui viene composto, non è più solo mio ma anche di chi legge. Sono curiosa di sapere in che modo lo sarà. Meglio nota come vulcano d'idee o l'Arti(coli)sta per un chiaro e semplice motivo: la scrittura è il mio elemento, l'arte che mi scorre nelle vene, il modo più realistico e spontaneo che ho di vivere.