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Chilling Adventures of Sabrina,  Recensioni,  Telefilm

Chilling Adventures of Sabrina – Recensione 1×19

Questo penultimo episodio della seconda parte della prima stagione di Chilling Adventures of Sabrina è stato un po’ sottotono per me e non mi ha entusiasmata più di tanto ma, considerato il fatto che si sia trattato di un’episodio di transizione prima dell’Apocalisse, direi che non possiamo lamentarci più di tanto.

Sabrina è diventata una mortale a 360°, ha finalmente capito il ruolo di una certa Madame anche se non sa ancora che la cara Mrs. Wardwell in realtà è Lilith e ha completato il processo che porterà all’inizio dell’Apocalisse e al ritorno sulla Terra del Signore Oscuro nelle proprie sembianze reali, tutto è pronto per l’episodio finale e cambierà ogni cosa dato che Sabrina non è solo l’Araldo infernale ma colei che regnerà al fianco di Lucifero come sua regina e, quindi, regina dell’Inferno e, giustamente, Lilith è alquanto contrariata, non vedo l’ora che la verità riguardo lei venga alla luce visto e considerato che già quando Sabrina ha collegato tutto capendo la funzione di Mary Wardwell mi si sono illuminati gli occhi.

Naturalmente Sabrina è stata la protagonista indiscussa dell’episodio ma, prima di parlare di lei, vorrei soffermarmi su Hilda, Zelda e Prudence che sono state delle vere badass e lo saranno ancora di più per salvare quella che si è trasformata nella Chiesa della Notte, la congrega e l’intero mondo che è a rischio esplosione, incendio e invasione di creature infernali e, a quanto pare, sono proprio le donne a doversi ingegnare per proteggersi e proteggere la Terra, sia umani che streghe e stregoni.

Zelda ha fatto il doppio gioco con il marito ed è stata tradita da Prudence che, per fortuna, si è resa conto di quanto il proprio padre sia mostruoso, diabolico e perverso visto il futuro che aveva previsto per la piccola Leticia ed il piccolo Judas e l’indifferenza che ha avuto per la propria stessa figlia in pericolo di vita proprio a causa di Zelda che non aveva intenzione davvero di ucciderla ma di dimostrarle e farle vedere con i propri occhi come si sarebbe comportato il padre con lei in caso di pericolo e per fortuna Prudence ha aperto gli occhi e ha reagito in maniera fredda e calcolatrice ed è corsa a liberare Zelda dalla cella nei sotterranei e si è messa a disposizione dell’intera congrega per proteggerla in solitudine ma con una forza davvero invidiabile.

Ho apprezzato davvero tanto il fatto che sia rimasta all’Accademia e che sia presa carico di tutti gli stregoni e delle streghe, che abbia assunto il comando e che si sia assunta tutte le responsabilità con forza e tenacia, essendo spaventata a morte ma essendo anche una guerriera e una strega di sani principi e di buona volontà, sto amando tantissimo il percorso di Prudence e spero che nella prossima stagione le venga dato ancora più spazio dato che lo merita  e che tutti noi abbiamo bisogno di più Prudence nella nostra vita (e di sapere qualcosa in più su Agatha e Dorcas, soprattutto su Dorcas e Melvin, scusatemi, so che è successo nello scorso episodio ma non riesco a dimenticare le sue lacrime e voglio assolutamente che ci siano degli sviluppi per loro due) e di sapere come andrà a finire tra lei ed Ambrose, non potete neanche immaginare quanto io li shippi insieme.

Passando poi ad Hilda, devo dire che quella strega sa il fatto suo, è tosta a modo suo e, nonostante il suo essere paurosa, non riesce affatto ad evitare di dire ciò che pensa e di reagire ed è ancora più apprezzabile rispetto agli altri dato che fa più fatica a reagire ma, quando lo fa, è assolutamente letale e Shirley e Methuselah ne sanno qualcosa. Hilda non le manda a dire, si mette in moto e fa in modo che vengano preservate le persone che ama e le persone che hanno bisogno di protezione e che lei stessa venga rispettata e non considerata inferiore solo perchè donna che deve fare dei “favori” per ottenere ciò che è giusto/che le spetta.

Credo che chiunque abbia odiato Lilith almeno per qualche minuto in questa prima stagione ma credo anche che sia impossibile non amarla e non empatizzare con lei o, almeno, per me sarebbe assolutamente impossibile ed impensabile ma mi rendo che venga facile pensare male di lei visto che, di certo, bene non si è comportata con Sabrina avendole fatto compiere la Profezia ed essendo scattata solo alla fine e non per salvare davvero la ragazza ma per cercare di evitare che diventasse la Regina dell’Inferno al proprio posto, sappiamo tutti che Lilith aspira a quel ruolo e che fa qualsiasi cosa pur di ottenerlo, anche far uccidere una povera ragazza che non ha nessuna colpa.

ll punto è che, nonostante tutto, non si riesce affatto a non amare Lilith, a non provare quella sorta di amore/odio talmente potente da non poter essere controllata o scacciata via in alcun modo, quando all’inizio dell’episodio ha toccato la propria costola per controllare le azioni di quel fantoccio a cui ha dato il nome di Adam, rimembrando la creazione della donna dalla costola di un uomo, appunto Adamo e stravolgendo la storia, mi è venuto da piangere perchè quella donna vuole solo essere amata e considerata pari dell’uomo e del Signore Oscuro ed è capace di staccarsi, materialmente, una costola pur di ottenere la sottomissione e la fedeltà di qualcuno che non vuole esserle fedele ma che è obbligato ad esserlo non per propria scelta. L’odio e la comprensione sorgono spontanee vedendo determinate scene e capendo le motivazioni che spingono Lilith a comportarsi in un determinato modo. I villain veri sono quelli che si fanno amare nonostante tutto, quelli che non sono cattivi e crudeli per il solo gusto di esserlo ma perchè sono spinti da motivazioni anche più grandi di loro stessi e credo che Lilith sia un villain perfetto, non si può evitare di odiarla ma non si può neanche non amarla e non desiderare di proteggerla e che abbia un futuro, quello che si merita e che le è stato portato via per troppo tempo ingiustamente per la sua ingenuità e per la sua voglia di essere amata e protetta e non sottomessa, Lilith è la salvatrice e la guerriera di se stessa e non ha bisogno di un padrone ma di un proprio pari.

Il mio bambino

Parlerò per qualche minuto di Nicholas e poi concluderò questa mia ultima recensione per quanto riguarda la prima stagione di Chilling Adventures of Sabrina dedicando l’ultimo paragrafo alla protagonista indiscussa, Sabrina, per poi lasciare la parola a Giusy che si occuperà di un finale di stagione affascinante, doloroso, incredibile e difficile che ha lasciato sicuramente le porte spalancate alla suspance che avremo fino a quando non vedremo la seconda stagione.

Nicholas è davvero il fidanzato perfetto, vuole proteggere Sabrina e non riesce assolutamente a non essere egoista quando si tratta della salvaguardia della ragazza che ama ma non può evitare di essere il primo fan della propria ragazza quando ha bisogno di lui e ha bisogno della sua forza e che sia ancor più forte per se stesso e per lei. Credo che questi due stiano dando davvero un bell’esempio sull’amore, nonostante tutto, Nicholas c’è sempre per Sabrina ed è sempre pronto a spronarla, aiutarla, sorreggerla, difenderla, proteggerla e amarla che, davvero, non so come potrebbe essere possibile non amarlo e non amare questa coppia. La scena in cui salva Sabrina nella vasca resterà sempre impressa nella mia memoria. Non vi spoilero nulla ma con l’episodio finale ho iniziato ad avere, definitivamente, una nuova meravigliosa OTP, poi capirete perchè.

Concludo con Sabrina dicendo che non posso non essere follemente innamorata di questa meravigliosa biondina che non ha esitato un attimo e si è sacrificata per salvare il mondo intero accettando, di fatto, il non essere più una strega e l’invecchiare, rinunciando così al proprio futuro con Nick, con Ambrose e le zie, rinunciando a tutto pur di proteggere il mondo e chi ama, pur di salvare tutti ha rinunciato alla propria felicità mettendo davanti quella altrui, Sabrina Spellman è davvero meravigliosa ma spero che nel futuro dedica di mettere se stessa al primo posto almeno per una volta perchè ne ha bisogno e noi abbiamo bisogno di vederla felice senza che debba sacrificarsi.

La sua bontà si è vista ancor di più quando ha sparato al proprio alter ego per poi consolarla e non lasciarla sola nella morte, chiedendole continuamente scusa e cercando di scendere a patti con le proprie azioni, peccato che abbia solo compiuto del tutto la Profezia e che i suoi sforzi e sacrifici non abbiano sortito l’effetto sperato e che abbia solo dato il via all’Apocalisse…per fortuna ha Lilith, Nicholas, le sue zie ed Ambrose, non ha nulla da temere…forse.

Non c’è bisogno di temere l’arrivo del Signore Oscuro con una squad del genere, no?!

Poor Theo

E, a proposito di squad, Theo, Roz ed Harvey sono davvero meravigliosi come trio, non trovate? E devo dire che sono sempre più fiera di Theo che non ha bisogno di cambiare il proprio corpo per sentirsi un ragazzo ed accettarsi e sono sempre più con gli occhi a cuore per Roz ed Harvey che si sono innamorati e sono davvero, davvero troppo teneri e dolci, avranno il loro happy ending?

Voto all’episodio: 7 e mezzo, niente di straordinario ma sicuramente un episodio ben fatto come transizione per l’inizio dell’Apocalisse.

Bonus:

  • Evito proprio di parlare in modo accurato di Padre Blackwood perchè già me ne sono occupata nella scorsa recensione e diciamo che il mio parere non è migliorato o cambiato ma solo peggiorato.

  • Io voglio, pretendo, un’amicizia tra questi due, vi avverto.

  • Avete notato i due riferimenti a Riverdale? Il fiume Sweetwater e lo sciroppo targato Blossom.

Alla prossima stagione miei cari, non vedo l’ora di poter recensire di nuovo Chilling Adventures of Sabrina che già mi manca fin troppo e grazie per avermi seguita fino ad ora, un bacio grande.


Irene

 

 

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Salve, sono Irene e non ho mai amato definire la mia persona e ciò che faccio. So solo che ciò che viene scritto, nel momento stesso in cui viene composto, non è più solo mio ma anche di chi legge. Sono curiosa di sapere in che modo lo sarà. Meglio nota come vulcano d'idee o l'Arti(coli)sta per un chiaro e semplice motivo: la scrittura è il mio elemento, l'arte che mi scorre nelle vene, il modo più realistico e spontaneo che ho di vivere.