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Chilling Adventures of Sabrina – Recensione “Capitolo Ventidue”

“Capitolo Ventidue” di CAOS, un episodio che ho amato tantissimo e che ha dato degli spunti importanti per gli avvenimenti futuri che, sono certa, si verificheranno.

Avete già letto la recensione del primo episodio? Prima di cominciare, vi rimando proprio lì, nel caso in cui non abbiate già provveduto.

Piccola precisazione:

Non ho visto gli altri episodi della terza parte che sto gustando piano piano un po’ perché sono in sessione e un po’ perché ho deciso di procedere così scoprendo episodio per episodio senza correre.

Le serie Netflix sono bellissime perché consentono di poter fare delle maratone senza dover aspettare settimane ma…c’è un ma.

Questo metodo di visione ci fa intristire perché le stagioni terminano immediatamente e, per coloro che recensiscono, è leggermente più complicato incastrare tutto al meglio.

Bando alle ciance, Nick è finalmente tornato ad essere l’unico abitante del proprio corpo ed è tra le braccia di Sabrina e noi dobbiamo parlare di questo episodio.

Ho apprezzato molto il simbolismo presente, la rappresentazione del viaggio che porta l’anima di un mortale verso il Paradiso o l’Inferno è stata molto suggestiva, la macchina bianca, la macchina nera, una persona che ti accompagna per mano verso il tuo destino, che può decidere dove spedirti, mi ha fatto riflettere davvero molto.

Entrambi i mortali hanno venduto la propria anima al Diavolo, chi per raggiungere il successo, chi per poter vivere ancora altri sette anni ma entrambi hanno deciso di fare un patto con chi non avrebbero dovuto e, entrambi alla fine non si sono pentiti.

Il giocatore di scacchi mi ha davvero fatta emozionare, sembrava un nonno talmente buono e dolce da non meritare l’Inferno e, infatti, Sabrina ha rischiato il proprio trono pur di donargli la grazia eterna e in quel gesto abbiamo potuto vedere il lato tendente alla luce della nostra protagonista.

Con la vicenda del gelataio la regina ha mostrato il suo lato oscuro che gode nel punire qualcuno che ha fatto del male ad un innocente, in questo caso, ad una bambina che ha, addirittura, rinchiuso in un congelatore in modo da farla morire assiderata.

Beh, il percorso di Sabrina è in bilico proprio tra l’oscurità e la luce quindi è giusto ed è ragionevole che debba affrontare momenti simili che accomunano i due aspetti anche contemporaneamente.

Questo “Capitolo Ventidue” di CAOS ci ha regalato dei rimandi alla vicenda del Dottor Faust di Marlowe e  al Dorian Gray di Wilde e, in effetti, nella serie abbiamo proprio il personaggio di Dorian quindi si, ha avuto molto molto senso e spero ci siano altri riferimenti letterari così aulici ed interessanti.

Sabrina non è sola come Regina dell’Inferno, ha Lilith al suo fianco come reggente e come mentore, la cosa dovrebbe terrorizzare i più ma io, in realtà, sono non elettrizzata ma…di più, molto di più anche perché la nostra Madame, in un certo senso, protegge la Regina, come si è potuto vedere nella scena in cui la sposta, letteralmente, da vicino a Caliban.

Ormai sapete che ho dei personaggi prediletti e Lilith è sicuramente tra questi, ogni volta che vedo comparire Michelle Gomez sullo schermo sono proprio felice ed entusiasta, sarà forse per l’interpretazione, per quegli occhioni super comunicativi, per il potere che emana, per la sua insita oscurità mista a quell’alone di tristezza dovuto al tradimento, alla delusione, alla mancanza di amore.

Tutti questi aspetti hanno brillato per pochi secondi nel momento in cui Lilith ha riaccompagnato la bimba dalla sua mamma, ho visto una scintilla in quegli occhi che mi ha davvero straziata ma, giustamente, l’orgoglio e il potere sono riemersi subito con lo sdegno in quella risposta “Chi sono io?”, della serie “Come osi non sapere chi io sia?” per poi metterli da parte immediatamente e nuovamente.

Fosse per me vorrei un intero spin-off sulla figura di Madame Satan ma, dato che ci troviamo nel “Capitolo Ventidue” di CAOS, torno a parlare dell’episodio.

Ma Sabrina, una strega, la Regina dell’Inferno può mai essere disattenta quando si tratta di incantesimi? Esce da un cerchio di sale lasciando un piccolissimo varco? Ma si può mai? E, giustamente, il caro Lucifero ne ha approfittato quando ha sentito le streghe pregare Lilith per far capire chi è il capo, il vero “falso dio”, attraverso dei cari scarabei che hanno seminato terrore e pazzia all’interno dell’Accademia.

Sabrina Sabrina, un po’ di attenzione.

Per quanto riguarda Padre Blackwood…lo stregone cattivo è tornato “invecchiato” di quindici anni con due figli quindicenni, i gemelli sono stati “imprigionati” in una casa delle bambole da Prudence e Ambrose e, a quanto pare, ha trovato un nuovo convivente in Lucifero. Cosa succederà adesso?

Cosa sta facendo crescere dentro di sé quell’uovo dai bagliori dorati? Perché Blackwood voleva sacrificare i propri figli? Perché ha utilizzato la Magia spazio-temporale? Chi sta per tornare e perché non solo gli Antichi che, sembrava, stessero arrivando già dalla parte finale del primo episodio?

Gli orrori arcani (Eldritch significa proprio “arcano”) saranno una conseguenza dell’avvento degli Antichi? E chi sarà la nuova entità che prenderà il posto del falso dio se così dovrà essere?

Padre Blackwood ha ripulito la propria magia dal satanismo ma sembra molto più fanatico di prima ed io non vedo l’ora di scoprire cosa succederà quando l’uovo si schiuderà.

Voto all’episodio: 8, ho adorato follemente il “Capitolo Ventidue” di CAOS e voi?

Per questa settimana è tutto, vi rimando a lunedì per la terza recensione a cura della nostra Giusy ed io sono proprio curiosa di continuare a vedere questa stagione che, credo, darà il via all’Evil Sabrina che dovremo affrontare prossimamente.

Ho visto una luce oscura negli occhi di Sabrina e so che quella luce non si spegnerà tanto presto, anzi. Quando ha chiesto a Lilith di far soffrire con creatività il gelataio mi son resa conto che i poteri infernali piacciono molto alla nostra bimba che bimba più non è per come si è ribellata ai re e per come ha infranto le vecchie regole.

Ah, dimenticavo, Robin è appena arrivato ma la ship per Theo e il nuovo abitante di Greendale è già partita, sono adorabili e puri e meritano tutta la gioia possibile.

Per concludere aggiungo solo che, forse, le parti dove il trio formato da Roz, Harvey e Theo canta, suona e si diverte sono un po’ inserite a caso ma svolgono bene il loro ruolo così come le parti in cui si esibiscono le cheerleader e cioè quello di contrapporre la “normalità” alla “realtà infernale”.

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Irene

 

 

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Salve, sono Irene e non ho mai amato definire la mia persona e ciò che faccio. So solo che ciò che viene scritto, nel momento stesso in cui viene composto, non è più solo mio ma anche di chi legge. Sono curiosa di sapere in che modo lo sarà. Meglio nota come vulcano d'idee o l'Arti(coli)sta per un chiaro e semplice motivo: la scrittura è il mio elemento, l'arte che mi scorre nelle vene, il modo più realistico e spontaneo che ho di vivere.