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"Domande stupide"
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SKAM Italia – Recensione 4×07 “Domande stupide”

“Domande stupide”, le stesse che riempiono la testa di coloro che non si sentono capiti e di coloro che senza conoscere non possono, oggettivamente capire.

"Domande stupide"

Le cosiddette “Domande stupide”, quelle che si ha paura di fare perchè si vuole evitare di innervosire la persona a cui sono rivolte e quelle a cui c’è bisogno di rispondere per evitare incomprensioni e distanze motivate solo dalla paura di essere invadenti o dalla certezza, non poi così certa e fondata, di essere discriminati.

In questo settimo episodio della quarta stagione di SKAM Italia abbiamo potuto vedere quanto le minoranze siano vittime di discriminazioni e razzismo tanto da discriminarsi autonomamente impedendosi di rispondere a domande considerate stupide e scontate ma che, forse, potrebbero far comprendere e conoscere ciò che nessuno ha mai spiegato.

I muri costruiti instaurano solo ulteriori distanze che, se non accorciate, rischiano di minare l’autostima personale e i rapporti interpersonali con coloro che si amano.

Si rischia di considerare razzisti coloro la cui unica colpa non è il razzismo ma il NON conoscere, un po’ quello che Sana ha iniziato a pensare.

Ovviamente ci sono anche persone che si nascondono dietro al non conoscere e al non capire e che sono razziste indipendentemente dalla conoscenza ma non si può fare di tutta l’erba un fascio.

Il razzismo esiste e va combattuto con le uniche armi possibili: L’INFORMAZIONE E LA COMUNICAZIONE

Nel corso di questa recensione voglio concentrarmi sul confronto tra Martino e Sana che credo possa essere considerato l’emblema dell’intera quarta stagione di SKAM Italia.

"Domande stupide"

Martino e Sana rappresentano quella fascia di popolazione considerata inferiore o meritevole di discriminazioni solo perchè diversa da ciò che viene definita NORMALITA’.

Il punto è che la normalità non deve essere stabilita da qualcuno perchè nessuno detiene la verità assoluta e, di conseguenza, nessuno può arrogarsi il diritto di decidere cosa sia giusto e cosa sia sbagliato, quale sia la normalità e quali siano i margini per sfociare nell’anormalità.

Come abbiamo potuto vedere anche tra discriminati ci si ritrova a considerarsi, ancora una volta diversi, Sana crede che Martino non possa capire perchè anche i non appartenenti alla comunità LGBTQIA supportano chi, invece, ne fa parte, cosa che non vale per coloro che non sono musulmani e che considerano sottomesse le donne islamiche solo perchè portatrici sane di velo.

Martino ha voluto porre l’accento sul fatto che Sana non può sapere cosa pensano gli altri di lei e che non può pretendere di non essere giudicata senza appello se non risponde alle domande che considera stupide.

Ed è qui che vorrei sottolineare quanto ci sia bisogno di non cadere nella trappola del razzismo perchè, per paura di essere giudicati, ci si ritrova in un circolo vizioso tale da rendere impossibile un dialogo o un’integrazione.

Chi viene discriminato non si sente capito e il non sentirsi capiti porta ad aver paura di aprirsi, paura che, come conseguenza, comporta il non rispondere a delle domande che potrebbero essere la chiave per abbattere le discriminazioni.

Insomma, un gran casino.

Ecco perchè l’Italia e gli altri Paesi hanno bisogno di una chiara e ad hoc Educazione alla diversità con uno slogan preciso “Diversità=Uguaglianza”, essere diversi non è motivo di discriminazione, non deve esserlo eppure, ancora oggi nel 2020, ci si ritrova con notizie di cronaca capaci di raggelare il sangue. Non si può fare finta di nulla.

SKAM Italia è una di quelle serie tv in grado di sollevare questioni difficili e delicate che hanno bisogno di essere trattate perchè ogni singolo essere umano merita di essere considerato uguale ad ogni suo simile.

Come afferma Martino in “Domande stupide”, Sana è diventata talmente insofferente da trasformarsi in insopportabile senza nemmeno volerlo e, così facendo, vede tutto negativo, trasforma ogni singola emozione in negatività e non riesce ad uscirne fuori se non distruggendo tutto…se non risponde alle domande che considera stupide e scontate come potrà mai essere compresa da persone che non sanno?

Martino, in quella scena, ha rappresentato tutti coloro che non hanno una cultura, in questo caso, in ambito islamico così come Luchino ha rappresentato tutti coloro che non conoscono concetti vari come l’identità sessuale, la fluidità sessuale e luoghi comuni riguardanti la comunità LGBTQIA.

Ed è questa la forza di SKAM Italia, riuscire a rappresentare sia la tematica delicata che i protagonisti, sia chi inizia ad avere dei contatti con chi vive delle difficoltà dovute al riscoprirsi o allo scoprirsi che le persone incapaci di capire.

Ognuno di noi ha avuto bisogno di un amico in grado di starci vicino nei momenti più complicati e di dir noi ciò che vorremmo sentirci dire e cioè:

“Tu hai bisogno dell tuo migliore amico che sta qui con te adesso”

"Domande stupide"

Quanti di noi hanno un “Martino” nella propria vita?

Se l’avete dovete considerarvi fortunati, nel caso in cui, invece, non l’abbiate, sappiate che ognuno di noi merita una persona del genere, qualcuno che ci faccia sentire a casa nostra e capiti senza paura di essere giudicati.

Le persone hanno bisogno delle persone e noi tutti meritiamo la felicità e meritiamo di trovare le persone giuste con cui condividere la nostra vita, non accontentatevi, cercate coloro che vi fanno stare bene perchè, se le persone che avete intorno, non vi fanno sentire bene e a vostro agio, vuol dire solo che non siete con chi è giusto per voi.

Non pensate di essere sbagliati, non cambiate mai per un rapporto perchè non funzionerà mai, l’unico cambiamento possibile e duraturo è quello fatto per noi stessi.

Non pensate di essere sbagliati ma non abbiate mai paura di migliorarvi, l’unica cosa da fare è diventare la miglior versione di se stessi.

Devo dire che l’amicizia tra Sana e Martino è davvero meravigliosa e spero che Sana riesca a far ragionare il ragazzo in merito alla rottura con Niccolò da cui io devo ancora riprendermi.

Martino, come tutti i ragazzi di quell’età, alterna momenti di maturità estrema a momenti di estremi infantilismi, di paura e di gelosia e aver lasciato Niccolò ne è la dimostrazione.

Si, Niccolò gli ha mentito, non gli ha parlato di Luai proprio per paura ma è innamorato e non avrebbe mai tradito Martino in questo modo infame e insensibile, non dopotutto quello che hanno vissuto insieme.

Sana ha fatto bene ad aspettare per parlare con Martino di ciò che sa in merito alla questione Niccolò-Luai ma non affatto apprezzato, nuovamente, il ruolo dello psicologo.

Anche durante la seconda stagione mi lamentai dello stesso motivo e credo che alcune cose sia deontologicamente scorrette o poco corrette, non posso farci nulla, anche se se ho ammesso quanto sia giusto lo slogan “NAMACISSI”, una delle parole più utili della storia.

"Domande stupide"

Uno psicologo dovrebbe amare la verità ma ottenuta non per vie traverse, sinceramente e non mi è piaciuto il mettere in quella situazione Sana, visibilmente in difficoltà.

Niccolò, prima o poi, avrebbe detto la verità a Martino, al massimo lo psicologo avrebbe dovuto spingerlo a parlare con il proprio ragazzo ma non a farsi dire come stavano i fatti da un esterno che non poteva nemmeno sapere proprio tutto, nonostante l’implicazione della propria famiglia, fattore scoperto solo in quel momento, nella questione di Luai, costretto dall’imam a praticare un esorcismo tramite avvelenamento per liberarsi del demone che l’avrebbe reso omosessuale.

Stendiamo un velo pietoso su questa questione, io ancora non riesco a credere che esistano determinati fanatismi ingiustificati e immotivati, spero solo che guardando SKAM Italia qualcosa, anche un piccolo granello di sabbia, possa smuoversi e far aprire gli occhi.

Voglio concludere parlando di una scena di “Domande stupide” che ha fatto molto scalpore e cioè quella in cui Sana toglie il velo per pochi secondi in compagnia di Martino e Filippo.

Ora, io non so quanta flessibilità ci sia nel togliersi il velo per le donne islamiche e capisco se alcuni musulmani possano essersi sentiti poco rappresentati dalla scelta di Sana in “Domande stupide”, settimo episodio della quarta stagione di SKAM Italia ma penso sia utile sottolineare una cosa.

"Domande stupide"

SKAM Italia non pretende di rappresentare ogni singola sfaccettatura delle tematiche trattate ma, anzi, dà voce ad una singola storia che può racchiudere una parte della comunità di cui si parla o narrare una storia unica, l’importante è che passi il messaggio giusto e cioè:

Diverso non è pericoloso, non è da allontanare, da odiare, da discriminare, è solo da amare e da capire, da abbracciare.

Non puntiamoci il dito contro tra di noi utilizzando questa scena di “Domande stupide” che, come scopo, ha solo quello di far capire che le realtà sono molte e che non ne esiste una predefinita da rispettare e da raccontare.

Bonus nell’episodio “Domande stupide”:

  • Di certo Sana non ha fatto bene a rispondere in quel modo a Federica ma, forse, tutti i torti non li aveva.
  • Filippo è pur sempre il mio cuore
  • Sana che strappa il poster di una Wonder Woman con il velo è stata un qualcosa da brividi
  • Sana che guarda le ragazze salire in bus mentre sente la mancanza delle sue amiche mi ha fatto stringere il cuore
  • Sana e Malik che non si parlano più mi hanno fatto piangere, quanto sono belli e perfettamente imperfetti insieme?!

Voto all’episodio “Domande stupide”: 9 e mezzo, straordinario ancor di più.

"Domande stupide"

Al prossimo appuntamento, spero di avervi tenuto compagnia e vi invito a seguirci su Facebook e a leggere le precedenti recensioni, nel caso in cui non l’abbiate già fatto.

Irene

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Salve, sono Irene e non ho mai amato definire la mia persona e ciò che faccio. So solo che ciò che viene scritto, nel momento stesso in cui viene composto, non è più solo mio ma anche di chi legge. Sono curiosa di sapere in che modo lo sarà. Meglio nota come vulcano d'idee o l'Arti(coli)sta per un chiaro e semplice motivo: la scrittura è il mio elemento, l'arte che mi scorre nelle vene, il modo più realistico e spontaneo che ho di vivere.