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Donne che mettono in dubbio o confermano la nostra sessualità,  Rubriche

Donne che mettono in dubbio o confermano la nostra sessualità

Questa è forse una delle prime volte che non so da dove iniziare, cercare di farvi capire quanto è amabile la donna che prenderò in esame oggi è un compito arduo.
Sono arrivata ad inserirla in questa rubrica, come si dice nel calcio, in zona cesarini perché la molla che ha fatto scattare il mio amore per lei risale al Series Finale ma per capire di chi sto parlando dobbiamo fare un salto indietro, fino al 2009.

Per ben 7 anni eravamo certi che Prison Break fosse finito anche perché il protagonista indiscusso donò la sua vita in cambio della libertà della moglie e del fratello e per giunta, anche se non si fosse sacrificato, il suo destino non sarebbe stato roseo visto che era comunque in fin di vita.
Il 4 Aprile di quest’anno però, la serie è tornata con sconvolgenti rivelazioni ed io, episodio dopo episodio, pregavo per rivedere la donna.

GRETCHEN MORGAN – PRISON BREAK

Esistono vari tipo di personaggi nel mondo delle serie tv, quelli che ti fanno innamorare al primo sguardo come ad esempio Michael Scofield, quelli che hanno bisogno di un po’ più di tempo, come la dottoressa Sara Tancredi ed infine ci sono quelli che detesti, che odi a tal punto da augurargli una morte lenta inquadratura dopo inquadratura, credetemi oppure no ma Gretchen Morgan ha fatto parte di questa categoria per tantissimo tempo.
Profondamente, molto profondamente, ho sempre avuto un debole per il suo carattere forte ma il tutto era offuscato dalla finta decapitazione della dottoressa Tancredi.
Gretchen aveva condannato a morte una delle mie Ship preferite e questo non potevo proprio lasciarmelo scivolare addosso, così decisi di odiarla con tutta me stessa.
Come sono arrivata a inserirla in questa rubrica?
Ora ve lo spiego:
Iniziamo parlando del suo carattere, anche se l’ho detestata a morte per tutta la terza stagione, quella spietatezza, durezza e grinta mi hanno sempre affascinata, sapevo o meglio sentivo che fosse tutto frutto di sofferenze passate e che profondamente non era poi così cattiva come si mostrava.
Successivamente abbiamo scoperto che era un soldato durante la guerra in Iraq, lì è stata imprigionata e torturata brutalmente, arrivando fino al punto, se possa mai essere possibile, di abituarsi a qualsiasi genere di tortura.
Questo infatti è stato ben visibile quando il generale Zavala ha usato sulla mia Gretchen metodi di interrogatorio non convenzionali ma lei non ha mai ceduto.
Nonostante le torture applicatele ripetutamente e brutalmente, non ha mai concesso un centimetro al generale facendoci immaginare quali atrocità le possano essere accadute quando era un soldato.

Questo suo spirito di sopravvivenza è soltanto un piccolo tassello dell’intero puzzle perché Gretchen è molto più che una donna torturata e visibilmente devastata che vuole fare al mondo quello che è stato fatto a lei infatti, come tutti ha un punto debole ed è proprio grazie a questo che mi trovo a scrivere queste righe.
La soldatessa addestrata e indistruttibile diventa completamente l’opposto quando si tocca il tasto Emily, sua figlia.
Magari questa donna avrà ucciso centinaia di persone e subito torture che non possiamo neanche immaginare ma è ancora in grado di amare incondizionatamente sua figlia.
Come potrete immaginare, non è una madre modello ed è costantemente in pericolo ma
ecco che arriviamo ad uno dei punti fondamentali della presenza di Gretchen in questa rubrica, Emily pensa che lei sia sua zia.
Dopo tutto ciò che ha subito quello che riesce a farle male letteralmente e a torturarla è il suono della voce di Emily che chiama Rita, la sorella di Gretchen, “Mamma”.
Tutte le volte che va a trovare la figlia ha gli occhi lucidi ed ogni volta che se ne va li ha distrutti, il modo in cui prima di chiudere la porta rivolge l’ultimo sguardo alla sua piccola è stata una delle cose più devastanti di Prison Break.
Tornerò sull’argomento Emily tra poco ma prima di questo voglio parlare di un’altra accoppiata vincente.

GRETCHEN MORGAN E SARA TANCREDI

Nemiche più che leggendarie ma per farvi capire quanto questa donna sia meravigliosa ho bisogno di parlarvi del loro folle rapporto.
Durante la quarta stagione, quando si è scoperta la verità sulla decapitazione di Sara, già il mio amore per lei si era magicamente innalzato ma i dubbi sinceri mi sono apparsi in una particolare situazione.
Queste due donne, entrambe straordinarie, nonostante le difficoltà si sono trovate costrette a collaborare ma la dottoressa è stata prigioniera proprio di Gretchen che, come sappiamo, non ha la mano leggera infatti, anche Sara è stata torturata a frustate dietro la schiena ogni volta che cercava di fuggire.
Di certo con questi presupposti non ci potevano essere delle basi concrete per aprire una collaborazione ma Gretchen ha trovato una specie di modo per “Farsi perdonare”.
Ecco, questa è un’altra delle scene che dice molto di lei, cresciuta con occhio per occhio dente per dente, Gretchen chiede alla dottoressa di incontrarla in una camera di albergo e la proposta che Sara si sente propinare ha un chè di ridicolo ma che lascia capire molto della nostra donna.
20 secondi di frustate.
Convinta che il perdono non esisti e che per riappacificare le cose la vendetta sia le strada giusta, il soldato Morgan si toglie la camicia, poggia le mani sul comodino e aspetta che le arrivino le frustate su una pelle già maciullata.
Ecco, forse in questo instante il mio odio ha iniziato ad incanalarsi verso altre strade, non potevo definirlo ancora AMORE ma ci eravamo già vicini.
Questa scena è significativa per centinaia di ragioni, Gretchen non sa cosa sia un rapporto umano, non sa cosa sia l’amore, non sa cosa si provi ad essere amata infatti, più che altro si concede per soddisfare il piacere del corpo.

In tutta questa confusione, il modo in cui protegge la figlia è doppiamente emozionante e l’immenso sacrificio che ha fatto rinunciando alla maternità vi fa capire quanto tanta spietatezza e rigidità possano trasformarsi in dolcezza se parla della sua bambina.
Passiamo ad un’altra nota dolente, il suo corpo, Gretchen è una donna affascinante, sexy e senza il minimo problema con se stessa ma le cicatrici sulla schiena sono l’unico ricordo terribile che si porta dentro e dietro giorno dopo giorno.
Quando era prigioniera in Iraq ha subito uno stupro di gruppo, per questo nei lati interni delle cosce ha ancora dei profondi graffi che le ricordano la tragica esperienza vissuta.
Come se tutto questo non bastasse, spesso la nostra guerriera si trucca pesantemente il volto per mascherare l’ennesimo ricordo traumatico della sua vita, una cicatrice.
Può una persona con questo passato provare ancora emozioni?
Può una donna devastata dalla vita in questo modo avere bontà nel suo cuore?

Eccoci finalmente giunti dove volevo arrivare fin dalla prima riga, l’istante in cui mi sono innamorata, la risposta ad entrambe le domande è inaspettata, SI È POSSIBILE.
Gretchen è stata rinchiusa in un penitenziario femminile dove con il passare dei giorni ha ritrovato una sua vecchia conoscenza, ebbene si, la dottoressa Tancredi.
Nonostante l’uomo con cui ha avuto sua figlia, il genelare Cranch, le abbia chiesto di ucciderla, lei non lo hai mai fatto, anzi ha deciso di allearsi con quest’ultima.
Prima l’ha aiutata uccidendo la donna che minacciava la sua città e poi le ha permesso di ricongiungersi, per quella che credevamo l’ultima volta, con Michael.

Quando erano ad un passo dal traguardo, una guardia ha colto sul fatto Gretchen che, oltre a inventare una delle scuse più strepitose di sempre, dona le chiavi della libertà a Sara Tancredi.
Un ultimo gesto di bontà dopo le torture che le ha inflitto?
Sensi di colpa?
Possibile ma no.
La ragione principale per cui Gretchen ha preferito rinunciare alla libertà è stata, ancora una volta, Emily.
Quando si è inginocchiata ha lasciato sul portico della cappella una collanina fatta a mano da lei per il compleanno della figlia chiedendo a Sara di portargliela per conto suo.
Per alcuni versi è impossibile amarla, ha compiuto atrocità di qualsiasi genere ma il modo in cui ha preso la vita di petto e tentato in tutti modi di provare ancora emozioni, come per la figlia e per la sorella, mi ha fatto impazzire e continuerà a farlo.
Come ho già detto è un personaggio il cui splendore probabilmente non può essere spiegato ma spero che queste parole vi abbiano trasmesso almeno 1/3 di quello che io sento per lei.
 

 

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Ciao a tutti! Sono Sara, il Braccio Destro dei Redheads Diaries, vivo a Roma e, come potete immaginare, sono una telefilm addicted. Le mie serie preferite sono, Game of Thrones, Blindspot, This is us e talmente tante altre che sono impossibili da elencare. MIO MARITO È CISCO RAMON!