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Emily in Paris - Recensione
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Emily in Paris – Recensione

Dopo aver fatto una maratona di Emily in Paris, serie di Netflix approdata sulla piattaforma il 2 ottobre, abbiamo pensato di scriverci una recensione (senza spoiler!) per parlarne un po’. Siete pronti? Partiamo!

Emily in Paris - Recensione

Chi non ha mai sognato di visitare Parigi almeno una volta nella vita? Be’, Emily Cooper (Lily Collins) non solo ha l’occasione di andarci, ma anche di lavorarci! La protagonista lascia Chicago, i suoi amici e un fidanzato in favore di un nuovo inizio nella capitale francese.

Durante i primi tempi, la sua vita è molto solitaria ed Emily riscontra delle difficoltà fornitele sia dai colleghi che cercano in ogni modo di contrastarla, sia dalla padrona di casa che non la aiuta nei momenti in cui il suo appartamento avrebbe bisogno di una certa dose di manutenzione, essendo molto vecchio.

A questo punto, Emily si rimbocca le maniche e, sempre col suo immancabile sorriso, comincia a prendere le redini della situazione, sforzandosi di imparare il francese, di fare amicizia e di diventare parte integrante della squadra di Savoir. Fra una peripezia e l’altra, però, Emily forse riuscirà a trovare anche l’amore.

Emily in Paris - Recensione

Una serie leggera, divertente e romantica

Emily in Paris è una serie leggera, divertente e romantica. È un po’ un misto di Gossip Girl, Sex and the City (in effetti condividono lo stesso creatore, Darren Star) e Il Diavolo Veste Prada. I colpi di scena fanno in modo che non risulti banale, movimentando un po’ la trama e di certo gli intrecci sono stati costruiti apposta per trarre in inganno lo spettatore, cercando di colpirlo quando crede d’aver capito ogni cosa.

Se volete immergervi nella moda, questa serie fa sicuramente per voi, a partire dagli outfit stilosi di Emily (uno dei quali ispirato ad Audrey Hepburn!) alle sfilate che compaiono nella serie. Ma Emily in Paris non tratta solo di questo.

Spunti di riflessione

Tralasciando le frivolezze, la serie parla anche di argomenti rilevanti ed attuali, come il rispetto per le donne, la vita delle influencer di Instagram (Emily crea un profilo dove pubblica le proprie esperienze e i suoi seguaci aumentano sempre di più col passare dei giorni), il fatto che oggi molti agi – ma anche molti problemi – provengano direttamente dai social. Non vengono particolarmente approfonditi, ma in effetti non è questo l’obiettivo della serie. Quello che vuole fare è solo dare degli spunti di riflessione e offrire punti di vista diversi, cercando anche di viaggiare dalla prospettiva americana a quella europea.

Debolezze e punti di forza

Le storie romantiche sono il fulcro della serie, ma a volte sono un po’ scontate e sembrano piazzate apposta per dilettare lo spettatore, quando a livello di trama non ce ne sarebbe neanche bisogno. Ci sono però anche dei punti di forza, ossia il fatto che si riesca ad empatizzare con i personaggi, che hanno varie sfaccettature, anche se in questa prima stagione non c’è stato abbastanza tempo per approfondirle al meglio.

In conclusione, è sicuramente una serie a cui dare una possibilità, soprattutto se siete amanti delle caratteristiche di cui vi ho parlato all’inizio, cioè leggerezza, comicità e romanticismo. Se state cercando invece una serie rivoluzionaria, non farà per voi, ma può senz’altro indurvi alla riflessione, il che non è da sottovalutare.

Fateci sapere i vostri pareri sulla recensione o su Emily in Paris qui sotto nei commenti o sulla nostra pagina Facebook!

Erica

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Scrittrice, serializzata e lettrice accanita.

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