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Grey’s Anatomy – Recensione 14×23 | The Redheads Diaries

Ben tornati in questa PENULTIMA recensione di Grey’s Anatomy. Ebbene si, siamo sempre più vicini alla fine e io non ce la faccio a farcela. Non sono per niente pronta ad affrontare un altro finale di stagione.

Inutile dire che questo episodio, chiamato “Cold as Ice” (il titolo dice tutto), mi ha uccisa e fatta piangere come solo i finali di stagione (o semifinali) sanno fare. Finalmente abbiamo visto cos’è capitato alla nostra Kepner e ci siamo tolti il peso dallo stomaco, che sinceramente mi ha perseguitata per tutta settimana.

Una delle cose che ho adorato di questo episodio è stato il fatto che sono tornati sia Matthew che la mia amatissima Herman, che anche lei ce ne ha messo del suo per farmi piangere.

Ma ora, INIZIAMO!

APRIL KEPNER

Da dove si comincia?

Come lo spiego quello che ho provato durante l’episodio? Come si urla e come si piange in una recensione?

Allora, partendo dal presupposto che alcuni PICCOLI spoiler me li ero già fatti (tipo che April non moriva), ecco che vediamo arrivare Matthew in ospedale, e prima di venire sedato sussurra il nome di April ed altre parole sparse. Già li stavo morendo.

Ecco che i nostri best doctors si mettono all’opera per trovare la nostra piccola gioia di April, che sembra essere scomparsa, ed infatti lo è veramente. Chi potrebbe trovarla se non il suo mentore, il suo punto di riferimento, la sua roccia comunemente chiamata Owen Hunt?

In ospedale, ecco che tutti i capi chirurghi si mettono all’opera per cercare di riportare in vita il corpo della Kepner apparentemente morto. Spiegare cos’ho provato nel vedere tutti i dottori che per anni le sono stati accanto cercare di salvarle la vita è veramente impossibile. Se dovesse finire Grey’s, non ho la minima idea di come farò a sopportare il vuoto che lasceranno.

Poi mi chiedono perchè amo Grey’s Anatomy.

GUARDATELO E CAPIRETE.

Mentre cercano di riscaldarla, la Pierce decide di metterla sotto bypass, in modo da riportare il sangue in circolo ed avere più chance, e mentre cercano in tutti i modi di recuperare sangue per lei, ecco che Jackson origlia un frase che dice:

“Cerchiamo di salvare la vita alla dottoressa Kepner”

ED ECCOLO CHE PARTE IN QUARTA PER ANDARE DA LEI.

E IO? PIANGO.

Appena l’ho visto entrare nella sala operatoria e l’ho visto così, vulnerabile come lo è stato solo con lei, impaurito e fragile, sono morta dentro. Della serie ciaone proprio.

Il modo in cui le si butta addosso, tenendole la mano ed aspettando che il suo cuore riprenda a battere, è unico, è inspiegabile, tra loro c’è un legame talmente forte che è difficile anche da dirlo a parole.

Maggie, intanto, cerca in tutti i modi un battito che inizialmente non esiste, ma che grazie alla sua costanza e perseveranza appare, facendo tirare un respiro di sollievo non solo a loro ma anche a noi poveri fans.

Una volta stabilizzato il suo cuore, entra in gioco la Shepherd che pensa al suo bellissimo cervello, troppo prezioso per questo mondo.

Ed ora, è arrivato il momento che più mi ha distrutta, che più mi ha fatta piangere e che sicuramente nessuno di noi si aspettava.

Jackson, seduto affianco ad April e aspettando che essa si svegli, INIZIA A PREGARE. 

Prega, prega affinché non le venga strappata via April, prega affinché la mamma della sua bambina non muoia, prega affinché l’amore della sua vita non la lasci, E PIANGE.

Si abbandona a lei, si sfoga, le sta accanto come nessun altro potrebbe fare, ed ecco che April riapre gli occhi.

Grazie al cielo non ha nessuna lesione grave, e si sta riprendendo piano piano, affianco al suo ritorno di fiamma Matthew, che sinceramente mi piace e mi fa piacere che stanno ancora insieme (ANCHE SE I JAPRIL VABBE).

Sono davvero sollevata e contenta dopo questo episodio perchè so che non muore April, e se se ne va mi sta anche bene, tutto basta che non muore. Ero troppo in ansia all’idea di poterla perdere e di non poterla pensare felice mentre si gode la vita.

 

ARIZONA ROBBINS

Quest’altra donna.

Sapevo che tornava la Herman e io amo questa donna, l’ho amata nell’undicesima stagione e l’ho amata in questo episodio. La sua curiosità, il suo senso dell’umorismo, le battute sui ciechi.. LA AMO.

Poi ci voleva proprio lei per far aprire gli occhi alla piccola Robbins sul fatto che non può abbandonare chirurgia fetale, che è troppo brava e ci tiene troppo per rinunciare, anche se lo farebbe per Sophia.

Parlando della Herman, è venuta al Grey Sloan per paura di avere un altro tumore al cervello, cosa che fortunatamente non si è avverata (una gioia), ma principalmente voleva parlare con Arizona, voleva sapere come stava andando, voleva ringraziarla e farle i complimenti.

La cosa più bella che potesse mai succedere è sapere che la Herman ha in mente di aprire un centro per aiutare le donne dove si insegnerà chirurgia fetale e Arizona potrà operare e salvare la vita di moltissimi bambini e mamme.

E ovviamente, voleranno a New York loro due con Sophia, in modo tale da riuscire ad accontentare tutti.

I AM SO PROUD OF MY BABY.

Non potrei essere più felice per lei, immaginavo sarebbe andata a New York, ma questo colpo di scena è stato fenomenale, e la Robbins si merita l’opportunità di mantenere il suo lavoro di chirurgo fetale anche a New York, nella clinica Robbins-Herman.

Più si avvicina il finale, più Shonda mi fa avvicinare Arizona ed April, che in questo episodio più di qualsiasi altro episodio mi hanno uccisa e fatta piangere davvero troppo.

Non bastava il fatto che Jackson ha pregato per lei, adesso ci si mette anche Arizona che non smette di piangere affianco al letto di April.

Mannaggia a voi, mi farete morire giovane.

Ora, direi che sono pronta per finire qui la recensione di quest’episodio straziante ed infinitamente lungo. Alla prossima settimana CON L’ULTIMA RECENSIONE DELLA 14ESIMA STAGIONE.

 

-Miriana

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Miriana Zibardi, anche soprannominata Simba, amante folle di serie tv! Potrei stare al pc a guardarmi episodi da mattina a sera. Ecco la mia vita.