Io, Leonardo - Intervista
Film,  Interviste

Io, Leonardo – Intervista

Dopo la recensione di Io, Leonardo, possiamo arrivare all’intervista che ha coinvolto Luca Argentero, il protagonista del film e Jesus Garces Lambert, il regista. Noi di The Redheads Diaries abbiamo avuto l’opportunità di porre qualche domanda a quest’ultimo, che è stato molto gentile e disponibile nel rispondere.

Potrete trovare, inoltre, alcuni interrogativi posti sia all’attore che al regista al termine della proiezione e durante la conferenza stampa, riportati dopo la galleria di foto.

Buona lettura!

Io, Leonardo – Intervista

La prima domanda che abbiamo posto al regista è stata questa: Perché la voce narrante doveva essere un altro personaggio e non un narratore canonico? Lambert avrebbe risposto dicendo che doveva essere la coscienza di Leonardo a raccontare se stesso ed i suoi fallimenti. L’impianto narrativo non doveva essere convenzionale. La sua figura doveva emozionare e bisognava identificarlo come una persona con tanti fallimenti.

La seconda domanda è stata invece questa: Perché ha deciso di rompere gli stereotipi?

Il regista ha voluto puntare sull’essere umano, sul raccontare l’artista e non solo le opere. Nel film hanno usufruito infatti delle parole originali di Leonardo, che sono state ovviamente modernizzate per il linguaggio odierno, perché, anche se questo è un film in costume, doveva avere un linguaggio contemporaneo e presentare Leonardo come una figura moderna.

Gli abbiamo poi chiesto di un aspetto particolare del film, che potrebbe risultare spoiler per qualcuno, quindi vi invitiamo a saltarla se non volete rovinarvi l’effetto sorpresa.

Perché Leonardo è l’unico a rimanere giovane, mentre tutti gli altri attorno a lui invecchiano?

Il motivo è che Leonardo rimane nella sua mente, quindi si vede sempre uguale nei vari momenti della sua vita. Egli viaggia nel tempo e nello spazio nella propria testa, quindi non invecchia mai. Allo stesso modo, anche noi stessi ci immaginiamo nel modo in cui siamo adesso, in questo preciso momento della nostra vita, non da bambini o da anziani.


Io, Leonardo – Intervista

Dopo la proiezione del film, c’è stato un botta e risposta fra Argentero, Lambert ed una giornalista. In particolare, è stato chiesto come mai la scelta fosse ricaduta su di un attore definito “giovane e bello” per il ruolo e cosa avesse lasciato all’attore la preparazione su Leonardo. Argentero avrebbe risposto che all’inizio si sarebbe chiesto come fosse possibile racchiudere la vita di Leonardo in 90 minuti e come potesse studiare tutta la sua vita nella sua interezza. Non ce n’è stato però bisogno, perché i dettagli gli sono stati forniti già pronti per il film, dato che la figura di Leonardo era già stata studiata a monte. Il regista avrebbe aggiunto che, il motivo per cui hanno scelto Argentero è che volevano riportare il carisma e la genialità di Leonardo e Luca era perfetto, perché ha sempre dato una certa tonalità ai propri personaggi. Le descrizioni di Leonardo sono uguali al personaggio creato dall’attore, secondo il regista. L’intento del film era quello di donare cultura e di emozionare con l’arte. Inoltre, ha ringraziato tutta la sua squadra, i produttori e le eccellenze italiane che hanno partecipato.

Argentero avrebbe poi risposto alle domande poste da una rappresentante del gruppo Bosch, che è partner del film. All’inizio gli è stato chiesto quali consigli potesse dare ai giovani talenti e l’attore avrebbe risposto dicendo che a lui hanno sempre dato consigli tecnici riguardanti le scene che stava girando, non qualcosa di diverso da questo. Ha ricevuto fiducia dai regista ed è proprio l’atto di responsabilità e fiducia a creare la voglia di fare in un giovane attore.

Egli avrebbe realizzato di poter svolgere questo lavoro dopo i primi successi, ossia quelli di Lezioni di Cioccolato e Solo un padre, pellicole strutturate di cui egli era il protagonista. L’esperienza era andata bene e quindi ha pensato di poter svolgere questo mestiere.

Argentero avrebbe poi dichiarato che la vita con lui è stata gentile, non ci sono state occasioni in cui si è dovuto rialzare per via di uno schiaffo troppo forte.

Secondo lui, il film rappresentava un Leonardo molto turbato, ma una persona incredibile, che oggi starebbe dietro ad un computer ad inventare qualcosa di geniale.

L’attore ha poi ringraziato Bosch per aver voluto investire in questo film con la loro tecnica, definendo tutto questo come commovente.

 

Erica

Articoli correlati:

Io, Leonardo – Recensione

Scrittrice, serializzata e lettrice accanita.