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Little Women (2017),  Recensioni,  Telefilm

Little Women (2017) – Recensione 1×03

Ciao ragazzi, eccomi come promesso a parlare con voi dell’ultimo capitolo di questa meravigliosa mini serie:

Little Women

Innanzitutto voglio condividere con voi quanto mi sia piaciuta, nonostante le trasposizioni cinematografiche/televisive non siano mai all’altezza del libro da cui provengono, questa serie è riuscita ad entrarmi dentro regalandomi davvero tante emozioni facendomi persino venire voglia di rileggere il libro (che è già finito nel mio carrello di Amazon) e di scrivere più di quanto io già non faccia.

Bando alle ciance comunque, cominciamo a parlare davvero di questo “series finale” che mi ha rubato decisamente molte lacrime.

Come ultimo capitolo di questa storia, siamo ormai giunti alla trasformazione in donne di quelle che avevamo conosciuto inizialmente come “ragazzine” (piccole donne, appunto) e vediamo ciò che la vita a riservato ad ognuna di loro.

Per non dimenticare nulla, suddividerò la recensione in quattro, tanti paragrafi quante sono le sorelle March, cominciando dalla più sfortunata:

Beth

Beth, la timida della famiglia, è sempre stata una sorta di personaggio marginale, non solo all’interno dello show ma anche all’interno della sua stessa famiglia.

A riconferma di questo è la scena in cui, dopo che ci è stata mostrata un po’ della vita ricca ed avventurosa delle sue sorelle, la vediamo stesa sul divano, sotto gli occhi malinconici di sua madre.

Non a caso, quest’ultima afferma di essere sempre stata convinta che tra tutte Beth sarebbe stata quella a rimanere in casa, senza costruire nulla al di fuori del tetto condiviso con i suoi genitori; persino Jo, che ha sempre sostenuto di non volere nessuno nella sua vita e nel suo cuore, nell’immaginario di sua madre avrebbe avuto tutto questo eppure, Beth no.

E si sa, le mamme hanno una sorta di sesto senso per queste cose e infatti, la sorte di Beth si rivela più sfortunata nel corso degli anni, portandola ad una morte prematura.

Ora, alzi la mano chi come me ha pianto come una bambina durante la scena della sua morte e soprattutto, durante quella in cui per la prima volta vediamo davvero la madre delle ragazze crollare e fare un discorso straziante in cui disperata, dice che presto non potrà essere sua madre e non potrà più proteggerla.

Povera Beth.

Il suo personaggio mi fa un’estrema pena perché ha abbandonato la vita prima ancora di riuscire a capire quale fosse la sua strada, prima di trovare l’amore e di arrivare a raggiungere i suoi obiettivi o almeno, a scoprire quali fossero.

Parliamo poi di un personaggio che invece è stato il primo ad “avere tutto”, come viene definito:

Meg

Dopo avermi fatto perdere 10 vite per il falso allarme della morte di Brooke, la vita della mia cara ex Emma Duval e di Wren Kingston, procede felice e circondata dall’amore dei loro due gemelli.

A dir la verità non abbiamo molte informazioni sulla loro vita se non che sono felici e hanno (alla prima botta, come se dice a Roma), sia un maschietto che una femminuccia.

Una fortuna per la piccola Meg che, a differenza di sua madre, dovrà sopravvivere solo una volta al parto e non quattro!

Parliamo poi della mia non preferita.

Amy

Lo so ragazzi, non posso farci niente.

Mi sono legata al dito il momento in cui ha reso cenere il romanzo di sua sorella e non sono più riuscita a superarlo, soprattutto perché Jo è la mia preferita ed Amy sembra rubarle tutto da sotto il naso, senza preoccuparsi delle conseguenze delle sue azioni.

L’abbiamo visto nel momento in cui ha bruciato quel libro, in quello in cui ha preso il suo posto come tutrice di sua zia e in questo episodio… beh, cominciamo dal viaggio in giro per il mondo.

Premettendo che Jo era stata particolarmente sgradevole nei confronti delle sue potenziali compagne di viaggio e che non sia stata una scelta di Amy quella di partire, non apprezzo comunque che lei, di fronte alla reazione di sua sorella non abbia battuto ciglio.

Nonostante la voglia e tutto il resto, possibile che non le importasse neanche un po’ del modo in cui questo facesse sentire sua sorella?

Lo stesso, quando ha accettato di sposare Laurie anche se, IN FONDO, IN FONDO, IN FONDO, IN FONDO, non è stato poi così tragico come immaginavo.

Amy ha sempre tenuto a lui e dopo tutti quegli anni in cui Laurie ha tenuto il suo cuore in mille pezzi a causa di Jo, era giusto che qualcuno finalmente si accorgesse di lui (io l’avevo già fatto ma Jo non ha voluto ascoltarmi!!!!)

Passiamo infine alla mia preferita, che ho citato in tutti i paragrafi e che è la vera protagonista della storia:

Jo

La prima cosa che voglio dire è:

io non lo accetto.

Forse sua madre aveva ragione ed erano troppo simili ma come ha potuto tutto ciò non diventare Canon? COME?

Laurie è l’uomo perfetto, quello dolce, generoso, che ti urla il suo amore e che nonostante tutto è sempre lì per te. Quindi, perché Jo?

Non so voi ma io ho pianto per circa il 99% delle loro scene, in modo particolare quella condivisa al parco, in cui lui le chiede se ama il professore (non accetto nemmeno questo, per la cronaca) e quella finale, dopo il matrimonio con Amy quando le confessa che ha provato a smettere di amarla e che ora è certo che non potrà mai davvero riuscirci.

Ora, non lo condanno per aver sposato Amy e aver detto quelle parole a Jo. Non credo che lui abbia mai preso in giro Amy e credo fosse giusto dire quelle cose a Jo, era l’unico vero modo per chiudere definitivamente quel capitolo e, come affermato da lui, non  parlarne più.

E per ucciderci tutti, ma dettagli.

Anche se la mia morte credo sia sopraggiunta nel momento in cui lei ha confessato a sua madre che se lui glielo avesse chiesto di nuovo, lei avrebbe detto si.

Non per le giuste ragioni, lo so, lo so. Ma è uguale. Sono triste e li amerò per sempre.

E nonostante il professore sia carino, simpatico e quellochevepare, il mio cuore sarà sempre Jorie (?)

Amore a parte comunque, la vita di Jo è stata quella che sicuramente ha avuto più soddisfazioni.

Non solo è riuscita a raggiungere il suo obiettivo di diventare scrittrice ma ha anche aperto una scuola in onore di sua sorella per insegnare ai bambini.

quante volte devo ripetervi che è il mio personaggio preferito?

Alla fine ha avuto tutto quello che voleva e anche di più (un marito, dei figli) e nonostante le difficoltà che la vita le ha riservato è riuscita a cavarsela e a diventare una donna (non ti perdonerò mai lo stesso per Laurie.).

 

Ho amato questi tre episodi e credo che ognuno di voi, se non lo ha già fatto, dovrebbe concedersi tre ore per vedere questo gioiellino che sicuramente, proprio come ha fatto con me, sarà in grado di regalarvi molto.

Con questo vi saluto e vi auguro un buon anno, che come per le nostre Little Women, il 2018 possa riservarvi tante sorprese e soddisfazioni.

Ci vediamo nel 2018,

Veronica.

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Scrittrice, Blogger e telefilm addicted: un mix letale che fa di me il Big Boss delle Redheads Diaries.