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Lucifer,  Recensioni,  Telefilm

Lucifer – Recensione 5×11

Benvenuti siiiori e siiiiore alla recensione della 5×11 di Lucifer, Faccia da Diavolo.

Vi dirò, mi era mancato il mio diavolo preferito. Mi era mancato ‘Amen’, e Linda, e Maze. Ma iniziamo.

Previously, on Lucifer.

Ci eravamo lasciati con la notizia sconvolgente dal fatto allucinante. 

Ultima canzone dell’episodio musical (e devo dire che hanno rischiato un capitombolo trash anni 90, ma il cast ha retto), grande momento di commozione, papà Dio versione peracottara tra le lacrime confessa a Lucifer che lui vuole, col cuore, non avere più il controllo su di lui, ma…

STA PERDENDO IL CONTROLLO DEI SUOI POTERI.

E poi, se ci pensate, è un po’ quello che ha affrontato anche Lucy durante la prima parte della stagione, quando fondamentalmente ha trasferito il suo mojo alla detective Decker. Che vogliano giocare su questo parallelismo? Vedremo.

Lucifer 5×11 – Intro alla recensione

La prima scena si apre con una divertentissima rottura della quarta parete – non nel senso classico, non alla Frank Underwood per intenderci – ma interrompendo la colonna sonora, con tutti i dubbi e le incertezze di Lucifer, mentre cerca di convincere il fratello a fare fronte comune e affrontare il padre. Ho amato.

lucifer 5x11 recensione

I colpi di scena iniziali

Tra le scene più epiche, c’è questa conversazione molto strana tra Dan ed Dio. Cioè, effettivamente Dan si è portato a letto la tua ex moglie, è un po’ strano come rapporto.

E poi succede una cosa strana.
Dio lo fa esplodere.

Lo ripeto, nel caso in cui sia sfuggito: DIO HA FATTO ESPLODERE DAN.

#luciferedit from Get Cape. Wear Cape. Fly.

All’inizio ho pensato che fosse una visione. Avete presente, quell’espediente (anche registico) che ci fa capire che uno si immagina qualcosa, ma in realtà nella vita reale non è successo?

Invece no, era successo.

Dio lo ha ricomposto, crede che sia tutto ok, ma si vede subito che Dan ovviamente ha riportato dei traumi per questa cosa.

Ad ogni modo non siamo neanche arrivati alla sigla che ci hanno mollato già un altro colpo di scena.

Si presenta sulla scena del crimine. Lucifer è preoccupato per il genere umano, teme che possa far esplodere qualcun altro, così, come una pallina antistress. E Dio gli dice con tutta tranquillità:

“No, non preoccuparti sono diventato mortale.”

Siamo alla sigla ragazzi. Gli sceneggiatori vogliono la nostra salute mentale, ci sono tutte le premesse.

Lucifer 5×11 la recensione: Faccia da Diavolo

Come al solito, ogni caso all’interno della serie servono a fare da da specchio per affrontare le issue dei protagonisti. Partiamo dai personaggi che hanno avuto poche scene ma molto significative.

DAN

Dan è un personaggio che ovviamente ha dovuto scontrarsi col fatto che è andato a letto con la ex moglie di Dio.
La cosa lo ha ovviamente messo in soggezione, ma ancora di più non ha aiutato il fatto che Dio lo ha fatto esplodere in preda a un piccolo incidente con i suoi poteri.
Nonostante sia stato presentato agli spettatori come ‘un sogno che non si è avverato’, ed è così che Dan lo percepisce, una parte di lui è convinto che Dio lo abbia fatto davvero esplodere. Non se la beve che sia stato tutto un sogno.

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Perciò vive in questo stato eterno di limbo in cui pensa che andrà all’Inferno, pensa che Trixie andrà all’Inferno, per essersi comportata male a scuola: per tutta la puntata assistiamo alla sua paranoia e alla sua psicosi, che raggiungono apice e scioglimento quando acquisisce la consapevolezza che effettivamente lui ha amato tutte le versioni di Charlotte, sia quella di Dea creatrice dell’universo, sia la Charlotte vera e propria. Avrebbe rifatto tutto, senza rimorsi.
Ed è lì che Dio, a sorpresa, ammette di non essere stato un buon marito, e che Dan aveva sopperito alle sue mancanze.

LINDA

Linda riesce come suo solito a fare chiarezza nell’animo dei personaggi.
Uno di questi è Trixie, che viene sospesa da scuola per aver ammanettato una compagna: le fa capire che tutta questa rabbia repressa è dovuta a qualcosa che Trixie stessa non vuole ammettere.

CHLOE

Chloe invece, è una delle poche volte in cui si identifica tantissimo con l’assassina del nostro caso, perché si sente a volte di dover portare un carico di responsabilità troppo grande.

Infatti, la sua confessione a cuore aperto con Trixie ci fa commuovere tantissimo, anche perché di per sé il suo personaggio in questo episodio non ha avuto un grande impatto e un grande spessore, lasciando posto ad altri di avere un’epifania degna di questo nome.
Uno di questi per esempio è Maze.

MAZE

È tormentata dal fatto che Dio le abbia dato una risposta criptica, e non appena scopre che quel Dio onnipotente che si è presa gioco di lei non ha più i suoi poteri, da bravo demone che si rispetti, la prima cosa a cui pensa è vendicarsi.

Ma nel momento in cui ha trovato Dio, inerme, solo come un povero vecchio, non riesce ad ucciderlo. Anzi, ascolta la conversazione che lui intrattiene con Trixie e, commossa, decide di risparmiarlo.

Alla fine dell’episodio vedremo che in realtà Dio l’aveva sentita, sapeva che lei lo aveva risparmiato, ma le ha fatto anche intendere (ed ecco la sua catarsi) che in realtà i miracoli avvengono tutti i giorni, senza che lui schiocchi le dita per farli avverare.

Perché in fondo un Angelo ha avuto un bambino da una mortale, Lucifer si è innamorato e quindi, perché un demone non può far crescere un’anima dentro di sé?

LUCIFER

Lucifer è un personaggio che in questo episodio si è messo sotto tutta un’altra luce. È il figlio responsabile, preoccupato. È in vesti in cui non siamo abituati a vederlo.

Non appena suo padre viene ferito durante una retata, lui subito corre in suo aiuto, mostrando anche la sua faccia malvagia. La cosa stupisce enormemente Dio: bisogna dire che il padre non aveva mai visto con la sua faccia demoniaca e rimane perplesso. Perché mai si è scelto questo volto?

Quando poi Dio decide di andare a cercare i suoi poteri, Lucifer si preoccupa: pensa che sia solo, che sia spaventato, che sia soltanto un povero vecchio senza più punti di riferimento. Vediamo in realtà tantissima umanità in lui, come preoccuparsi del suo vecchio padre, ma anche tanta umanità in Dio.

DIO

Dio, d’altro canto, è una figura emblematica in questo episodio: non vi nascondo che ha avuto degli alti molto alti, e dei bassi molto bassi.

Gli sceneggiatori si sono divertiti a renderlo una spalla comica e se all’inizio poteva essere simpatico, a metà episodio era già incredibilmente scocciante.

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Non è possibile passare da un Dio onnipotente, onnisciente, con un certo carisma, a farlo sembrare semplicemente un povero svampito. È normale che abbia perso i suoi poteri, ma un certo savoir-faire, un comportamento che ha avuto per millenni, non può essere smontato così facilmente, semplicemente con la privazione dei suoi poteri.

Però, pian piano, anche lui acquisisce spessore nel corso dell’episodio: sia attraverso la sua chiacchierata con Trixie, sia attraverso la rivelazione a Maze, ma soprattutto nell’ultima scena, quando parla ad Amenadiel e Lucifer.

Decide, quasi come un qualsiasi uomo mortale, di ritirarsi, di andare in pensione.

Lucifer 5×11 – Le conclusioni alla recensione

L’unica cosa a cui riuscivo a pensare era che fosse incredibilmente poetico il fatto che anche lui si era deciso a prendersi una pausa proprio sulla Terra, proprio una volta a contatto con gli umani e con le sue debolezze.

Per quanto Lucifer odi ammetterlo, lui e suo padre si somigliano più di quanto crede.

Non resta che aspettare il prossimo episodio per vedere dove la storia ci porterà, finora c’è così tanto a cuocere…

Ma allo stesso tempo mi domando: e Michael? Se ne starà davvero buono a seguire le istruzioni di papà?

Non credo.

– Fabiola

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Mi chiamo Fabiola, sono un'appassionata di cinema e serie tv proprio come voi, con un'insana ossessione per le gif, proprio come ogni fan di Supernatural. Ho studiato inglese e russo, marketing e mi piacerebbe andare sulla Luna, non è che avete un biglietto in più?

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