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Outlander – Recensione 3×10

Ciao Sassenachs! Bentornate in una nuova recensione di Outlander, spero che l’episodio sia stato di vostro gradimento. Iniziamo subito!

Heaven & Earth

Ormai solo tre episodi ci separano dalla fine della terza stagione, eppure, ad essere sincera, non ho ancora visto niente di eccezionale. Non odiatemi, ma questo è quello che ho pensato, almeno finché non sono arrivata quasi a fine episodio, ma procediamo per gradi.

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Claire, nonostante il rifiuto iniziale, inizia a fare il suo mestiere e a curare i malati, assistita da un giovanotto molto carino ed educato, Elias, che non la abbandona neanche per un secondo. Un vero gentiluomo e anche il mio personaggio preferito di questo episodio.

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Dall’altra parte, trvoiamo Jamie che si ribella con il capitano della nave su cui si trova perché scopre che ha fatto un patto con il capitano dell’altra nave, quella in cui si trova Claire, per assistere gli appestati e finisce in gatta buia. Impotente dietro le sbarre, chiede aiuto a Fergus, che non vuole aiutarlo perché è troppo pericoloso.. Jamie arriva persino a ricattarlo, promettendo di  dargli la benedizione per il suo matrimonio con Marseli in cambio della propria libertà, ma il giovane si oppone perché se qualcosa dovesse andare storto la sua amata resterebbe sola e indifesa su una nave piena di pervertiti.

Jamie riesce comunque ad impartire una lezione sull’amore a Fergus. Nessuno ama come lui.

“Jamie: Questo prova che non sai cos’è l’amore.

Fergus: Non lo intendete veramente, milord. Come potete dire così?

Jamie: Perché se così fosse, avresti mosso cielo e terra. Avresti rischiato l’arresto e la morte. Perfino l’inferno. E l’avresti fatto con la facilità di quando ti pungi con uno spillo. Mi avresti liberato e aiutato a salvare la donna che amo dai suoi rapitori. Finché non rischi tutto, non puoi parlare di amore.”

Un bellissimo discorso, intenso e veritiero… se non fosse che Fergus ama Marseli e quindi Claire non è la donna che ama, ma le vuole solo bene. Capito Jamie? E poi, devo aggiungere, che tutto questo “smuovere cielo e terra” non te l’ho visto fare, Jamie, e questo conferma sempre di più il mio pensiero su di te: è finito il tempo delle liti, delle battaglie e dell’azione, ora te la cavi solo con le parole, ma con i fatti, per niente.

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Il mar morto

Nonostante i suoi sforzi, Claire non riesce a salvare tutti, quindi presto il mare diventerà la tomba di molti uomini. Nel frattempo, la nostra eroina, riesce a trovare l’uomo che ha contagiato tutta la ciurma e scopre anche qualcos’altro. A bordo della sua nave, si trova l’uomo che aveva dato fuoco alla tipografia di Jamie, un tale Harry Tompkisn, il quale riconoscendolo, aveva informato gli Inglesi, che non appena sarebbero giunti in Giamaica, lo avrebbero arrestato per poi impiccarlo per alto tradimento. A quanto pare, il passato torna sempre a trovare il povero Jaime. Claire deve trovare un modo per informare suo marito, ma come fare? È semplice: “Le mie capre hanno bisogno d’erba“. Più tardi capirete.

“Ciò che è morto non muoia mai”

Arriviamo ora al momento più triste dell’episodio. Mentre, a poco a poco, i malati si riprendono, in silenzio, un’anima pia e pura se ne va, lasciando questo mondo. Sto parlando del povero Elias, che si ammala di febbre tifoidea sotto gli occhi noncuranti di Claire, che credendolo solo stanco, lo manda a riposare. La scena più bella di tutte: Claire che, come una madre, lo guida verso il Paradiso, il posto che merita.

“Claire: Elias?

Elias: Madre?

Claire: Si, Elias. È la mamma. È ora che torni a casa.”

Anche se dentro di me, sapevo che il povero Elias, di soli quattordici anni, avrebbe fatto questa fine. Ed è con questa scena che mi sono ricordata che stavo guardando Outlander. Finalmente, dopo tanto tempo, ho riconosciuto la serie che tanto amato. Dire che ho pianto è un eufemismo.

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Annekja

Ricordate questo nome, perché sarà lei la vera eroina di questo episodio. Annekeja, è una donna che si trova a bordo della nave inglese con suo marito e le loro caprette, il cui latte mantiene in vita tutti gli uomini ammalati di febbre tifoidea, dal momento che il latte delle capre è l’unico liquido disponibile a bordo. Claire fa la sua conoscenza e e sin da subito la donna si rende gentile e disponibile e sarà proprio lei ad aiutarla a fuggire.

La frase più significativa, ma allo stesso tempo più criptica sarà proprio “Le capre hanno bisogno d’erba“. Claire, non capisce che cosa voglia dire la donna, anche perché non parla benissimo la sua lingua, ma capirà al momento opportuno. La donna voleva dire che presto le capre sarebbero scese sulla terra ferma perché avevano bisogno di cibo ed era proprio in quel momento che Claire sarebbe dovuta fuggire. E questo è proprio quello che accadrà. Una volta scesi a terra, Claire, fingendo di pascolare le caprette come Heidi, sarebbe potuta scappare in modo tale da avvertire Jaime del pericolo incombente. Qualcosa andrà storto: il capitano inglese la scopre e la riporta a bordo della sua nave.

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“(Ri)tentar non nuoce”

Secondo voi, sarebbe bastato un ammonimento per fermare Claire? Ma anche no. Grazie ancora una volta all’aiuto di Annekja, Claire riesce finalmente a fuggire dalla nave con una zattera di barili che la donna le ha gentilmente fatto trovare. Con un salto ed è in mare diretta verso la terra ferma.

Ed è così che si conclude questo decimo episodio. Ecco cosa vedremo nel prossimo.

https://www.youtube.com/watch?v=vOvg0TTiPTE

Aspettate un momento, ma Jamie, in tutto ciò, che fine ha fatto? Ovviamente è stato liberato, grazie alla coppia di neo sposini, Fergus e Marseli, che riescono a convincere il capitano della nave a lasciarlo libero. Ora datti da fare mio piccolo ginger e non deludermi!

                                     “Jamie: Avete la mia benedizione”.

E tante grazie! Sassenach, vi do’ appuntamento alla prossima settimana, come sempre.

Antonietta

 

Scrittrice, Blogger e telefilm addicted: un mix letale che fa di me il Big Boss delle Redheads Diaries.