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Patrick Melrose,  Recensioni,  Telefilm

Patrick Melrose – Recensione 1×04

Credo che l’episodio di Patrick Melrose di questa settimana sia stato quello più incomprensibile e intricato ed infatti è da ieri che sto pensando a cosa dovrei dirvi dato che, davvero, non lo so. Troppi i pezzi mancanti, troppi i tasselli che non ci sono stati forniti ma che, credo, saranno resi noti la prossima settimana nel finale.

“Mother’s Milk” ha girato intorno alla figura della madre di Patrick che si è resa ancor più controversa di quanto non fosse stata in gioventù e per questo quasi totalmente inaccessibile. Proverò a recensire nel miglior modo possibile ma, vi avverto, il compito da assolvere sarà arduo e vi chiedo scusa già in anticipo nel caso in cui dovessi risultare più incomprensibile dell’episodio stesso…potrebbe anche essere un effetto voluto, no?!

Non siamo più negli anni ’80 ma nel 2003, Patrick è diventato avvocato, ha sposato Mary e ha ben due bambini, entrambi maschi, apparentemente sembra star bene ma, con il passare dei minuti, scopriamo che non è affatto così e che a causa del passato di cui non si è ancora liberato beve ancora e quotidianamente si concede una dose di psicofarmaci e non per sballarsi come faceva prima ma per bisogno perchè sta, palesemente, non riuscendo più a controllarsi e perdere il controllo per lui vuol dire cedere alle tentazioni e all’alcol e allontanarsi dalla vita che, non sappiamo come, si è costruito con Mary.

Il rapporto tra Patrick e Robert, il figlio maggiore, ha qualcosa che mi fa storcere il naso, il bambino sembra quasi spaventato dal padre, soprattutto quando c’è un contatto fisico tra i due o il padre tenta di avvicinarsi o di ricevere un abbraccio o di giocare insieme e non capisco come mai. Thomas, il più piccolo, dorme tranquillamente tra la mamma e il papà mentre Robert esordisce con frasi sibilline piene di significati nascosti e sembra insofferente quando il padre è con lui…vorrei tanto capire il perchè dato che non penso sia successo qualcosa di grave tra padre e figlio…qualcosa di simile a quello che è successo a Patrick. E’ vero, la sofferenza covata può avere dei risvolti drammatici, può rischiare di portare un uomo alla follia, alla perdizione, può farlo crollare nella depressione o farlo annegare nell’alcol e nelle droghe e può, purtroppo, rendere una vittima un carnefice con il passare del tempo, soprattutto se il disagio di base non è stato accettato, trattato, curato e assorbito ma non credo sia questo il caso o meglio, voglio sperare di no.

Scena che è l’emblema di questo mio pensiero è quella in cui Patrick si butta in piscina tenendo tra le braccia un Robert che cerca in tutti i modi di staccarsi dal padre che, successivamente, si immerge nell’acqua per urlare in maniera inudibile…e non scordate la scena in cui si sovrappongono Patrick bambino e Robert intenti a saltare sul pozzo chiuso…vedo troppe somiglianze…troppe e non sono per niente tranquilla.

Una cosa che mi ha inquietato parecchio è stato il sovrapporre immagini di David a quelle di Patrick come se il figlio crescendo avesse assimilato delle caratteristiche del padre rendendole proprie e sappiamo bene quanto tutto questo sia un problema, Patrick ha sempre cercato di allontanarsi il più possibile dalla figura del padre non riuscendoci molte volte, basti pensare alla scena del primo episodio in cui era alla ricerca di una dose di droga e ripeteva la frase “O il meglio o il nulla” (si, la frase non era precisamente questa, lo riconosco ma il senso si), ed ora è diventato una caricatura del padre? Mi sembra assurdo.

Altre scene che mi hanno lasciato con l’amaro in bocca sono state quelle tra Patrick e Julia…sappiamo che quei due hanno avuto sempre una sintonia incredibile e hanno condiviso i momenti folli insieme ma…ma dov’è finito il Patrick che ha mollato Julia durante il sesso mentre erano ad una festa per i principi morali? Dal suo viso avevamo potuto vedere quanto si fosse distaccato, almeno mentalmente da quella donna, ed ora li ritroviamo, vent’anni dopo, super amici e amanti…WTF? Insieme, c’è da dirlo, sono meravigliosi ma non capisco perchè allora Patrick ha sposato Mary e perchè Mary, che sa cosa succede tra il marito e Julia, stia zitta e non se ne sia già andata con i figli. Alla fine dell’episodio ha dato una specie di ultimatum a Patrick facendo anche capire che non sta più insieme a lui nè per amore nè per compassione ma solo per obbligo morale e per, forse, quello che c’è stato un tempo tra di loro, nemmeno più per i figli che, secondo Mary e secondo noi tutti, stanno subendo negativamente l’influenza del padre che, purtroppo, nemmeno in loro presenza si limita nell’urlare, nell’inveire o nell’usare parole non consone per dei bambini piccoli.

Devo dirlo, Julia e Patrick son davvero belli insieme ma penso che il loro tempo sia passato anzi, che non sia mai venuto davvero…e questo di certo non mi sembra il momento più giusto, Patrick ha bisogno di aria fresca, non di un tuffo nel passato, passato che l’ha trascinato nel baratro da cui l’ha tirato fuori Mary con i loro bambini. La scena della mattina dopo è stata molto tenera, piena di emozioni e di sentimenti non espressi, gli occhi di entrambi trasmettevano tanto, erano strabordanti di detti e non detti e lì si, avrei voluto che Patrick si alzasse e andasse dalla moglie a dire che il loro matrimonio non poteva andare avanti, non con quello che prova per Julia. Nota dovuta: scusatemi ma i baci tra questi due sono stati allucinanti, ti incitavano a baciare qualcuno…sarà stata colpa di Mr. Cumberbatch? Mi sa di si.

La scena in cui Patrick ha chiamato Julia con le lacrime agli occhi mi ha fatto capire ancor di più quanto Patrick stia male e abbia bisogno di qualcuno che lo ami davvero per com’è…e infatti cerca Julia e non la moglie…spero ci spieghino cosa è successo in questo buco temporale.

Ma veniamo ad Eleanor…l’abbiamo ritrovata invecchiata, malata e sofferente, intenta a vendere la tenuta di famiglia diseredando di fatto Patrick e i suoi stessi nipoti. E qui entra in gioco la figura di Seamus, una specie di sciamano che assicura a chi fa parte dei suoi corsi di ritrovare la strada giusta, la pace interiore…e non dico altro che stavo già per strangolare st’idiota che si prende gioco di povere persone malate e anziane che si affidano a lui. Seamus è diventato il proprietario della casa dei Melrose e la scena in cui Patrick attacca l’uomo insieme a Mary e al piccolo Robert è stata sicuramente una delle mie preferite, dico sul serio, Robert è straordinario, ha un carattere forte davvero invidiabile ma qualche problema di fondo, purtroppo, c’è.

Eleanor ha chiesto a Patrick di essere uccisa ma perchè ora?

Per Patrick sembra la scelta giusta ma…cosa succederà davvero?

Abbiamo scoperto, come avevamo immaginato, che Eleanor ha abbandonato Patrick quando era piccolo e l’ha lasciato con il padre che poi ha continuato ad abusare sessualmente del figlio cosa che, se la madre l’avesse portato via, non sarebbe successa, non oltre una volta, almeno. Dal modo di parlare con Robert si vede che i sensi di colpa di Eleanor sono davvero profondi ma, purtroppo, i sensi di colpa non bastano e non servono a nulla, non più. Il fatto che abbia continuato a ripetere al nipote: “Non mi lasciare” è emblematico…

Un’ultima scena di cui voglio parlare è quella in cui Patrick imprigiona un piccolo scorpione in un bicchiere di vetro per poi liberarlo…come se fosse stata una metafora del veleno di famiglia che ora è libero di scorrere o di estinguersi autonomamente.

Beh…io vi aspetto nell’ultima recensione la prossima settimana, il viaggio è stato troppo breve ma così immenso da essermi sembrato lunghissimo e non potrei non esserne felice.

Voto all’episodio: 8 e mezzo 

Irene

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Salve, sono Irene e non ho mai amato definire la mia persona e ciò che faccio. So solo che ciò che viene scritto, nel momento stesso in cui viene composto, non è più solo mio ma anche di chi legge. Sono curiosa di sapere in che modo lo sarà. Meglio nota come vulcano d'idee o l'Arti(coli)sta per un chiaro e semplice motivo: la scrittura è il mio elemento, l'arte che mi scorre nelle vene, il modo più realistico e spontaneo che ho di vivere.