Sex Education – Recensione Season 1

Ciao ragazzi, benvenuti in quella che in realtà è una recensione abbastanza inaspettata. Generalmente, quando comincio una serie, so sempre se alla fine scriverò una recensione per parlarne con tutti voi, oppure no.
Con Sex Education invece le cose sono andate diversamente e mi sono ritrovata, a metà stagione, con il bisogno di parlarvene e di confrontarmi con voi, come mi accade solamente quando una serie mi colpisce davvero.

Ma bando alle ciance, parliamo di questa nuova serie originale Netflix, sbarcata sulla piattaforma lo scorso 11 Gennaio. Cercherò di non fare spoiler, in modo che anche chi non ha visto la serie possa leggere questa recensione e chissà, magari darle un’occasione!

Sex Education

La serie britannica, composta da 8 episodi (ergo, non avete scuse per non guardarla essendo così breve!) si preannuncia già dal trailer come uno show senza peli sulla lingua che a tratti ricorda un’altra serie, sempre made in casa Netflix, uscita non troppo tempo fa: Everything Sucks.

Sex Education va a snocciolare quelli che forse sono i maggiori tabù della nostra società e li porta sullo schermo con ironia ed estrema profondità. Per quanto infatti ci troviamo nel 2019, sono ancora tante le cose che molti vedono come un tabù, qualcosa di cui parlare sottovoce, senza farsi sentire. Una tra queste è sicuramente la masturbazione femminile, che viene appunto affrontata in uno degli episodi, ma non solo!

È proprio questo aspetto di novità e di parlare finalmente del sesso come qualcosa di normale, qualcosa che fa parte della vita di tutti noi, che mi ha spinto ad avvicinarmi alla serie ma non è certo per questo che l’ho amata, così come non è questo l’argomento portante dell’intera serie.

A parer mio infatti, Sex Education si basa non sul sesso ma più in generale sui rapporti.

Rapporti sessuali, sì, ma c’è anche altro. Il rapporto con sé stessi ed il proprio corpo, quello con i propri genitori, quello con le persone del sesso opposto, quello con la propria sessualità e quello con la società.

Ogni tipo di rapporto viene affrontato in questa serie, mostrandoci temi importanti come l’aborto o le famiglie formate da genitori dello stesso sesso.

Ogni personaggio all’interno della serie, così come ogni persona nel mondo in realtà, è impegnato in più rapporti e la serie si concentra in particolar modo su questo, dandogli voce e facendoci appassionare ai personaggi. Prendiamo ad esempio Otis, il protagonista della serie e dispensatore di consigli.
Sotto una certa luce, Otis è un po’ come tutti noi: bravissimo a dare consigli agli altri ed incapace di seguire lui stesso quei consigli. Ma non è solo questo. Il suo personaggio è molto più complesso e nel corso degli otto episodi vediamo il modo in cui affronta tutti i rapporti che sono presenti nella sua vita: quello con il suo corpo, col quale è in conflitto a causa dei ricordi del passato, quello con la madre, quello con il suo migliore amico e quello con l’altro sesso.

Diversi rapporti che spesso e volentieri finiscono per intrecciarsi tra loro e che contribuiscono a rendere Sex Education una serie che funziona.

Ma non solo, a funzionare bene in questa serie è anche la fotografia (con dei colori meravigliosi) e la colonna sonora, sempre adatta (ed altrettanto meravigliosa).
Insomma, una serie che vi consiglio senza riserve. Sappiate solo che se dal trailer vi aspettavate qualcosa di divertente e leggero, non è così: Sex Education tratta tanti temi importanti con il giusto tatto ed è molto di più di una mini-serie sul sesso.

Oh, e mi raccomando: evitate di guardarla in compagnia dei vostri genitori!

E per chi invece l’ha già vista: a voi è piaciuta? Cosa ne pensate?
Fatemelo sapere lasciando un commento qui sotto e fatemi sapere anche quali sono le vostre coppie preferite -io forse sarò un po’ prevedibile ma spero nei Matis nella prossima stagione!-.

In orario è tardi,

Veronica.

 

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