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Skam – Recensione 4×05

War doesn’t start with violence. It starts with misunderstandings and prejudice. 

Questo episodio di Skam è stato meraviglioso e tragico al tempo stesso e, per la seconda volta dall’inizio di questa quarta stagione, mi sono ritrovata in forte conflitto al pensiero di dover scrivere la recensione perchè, nonostante io sia una che affronta continuamente temi difficili sia per sua scelta sia per una sua innata sensibilità ed empatia ed una che cerca di farlo nel miglior modo possibile, alcune tematiche mi lasciano comunque impensierita dato che voglio cercare di trasmettere il mio pensiero e le mie emozioni al massimo della loro forza e condividere tutto ciò con voi anche per confrontarmi con altre persone che la possono pensare diversamente da me ed è giusto che sia così visto che Skam ci regala continui insegnamenti sulla diversità che ci rende perfetti e che non deve privarci di avere dei rapporti, quanto meno civili, con chi non è come noi ma non per questo deve essere considerato meno giusto o addirittura sbagliato.

Dopo quest’immenso preambolo posso iniziare la recensione, scusatemi in caso di tedio infinito ma sentivo il bisogno di dirvi ciò che ho scritto sopra.

Sana 

In questa puntata Sana è stata davvero combattuta e si è ritrovata ad affrontare una forte crisi interiore che si è esternata prima di tutto nella discussione molto vivace con sua madre e poi semplicemente con la sua delusione evidente grazie solo alle espressioni facciali e al linguaggio degli occhi ed in questo modo, in un certo senso, Sana ha di nuovo interiorizzato le sue emozioni ed i suoi sentimenti non riuscendoci più perfettamente come ha sempre saputo fare almeno nelle situazioni in cui non era in raccoglimento con se stessa.

La prima scena su cui mi voglio soffermare è proprio quella iniziale in cui vediamo la nostra protagonista mentre sta pregando ma la sua preghiera è intramezzata dai suoi pensieri rivolti ad Yousef e ciò ci fa capire il suo conflitto interiore che la sta davvero disturbando, che le sta togliendo la tranquillità e che le sta facendo mettere in discussione, come è giusto che sia, ciò in cui crede, compresi i suoi valori.

Come è giusto che sia perchè è naturale che una ragazza giovane voglia avere informazioni sempre più precise in merito a quello in cui crede e combatte e che possa trovarsi in disaccordo con determinate questioni, visto che, a prescindere dalla propria religione, dalla società, dalle idee del mondo che ci circonda, ogni persona ha il diritto di domandare e di decidere cosa è giusto per se stessi, cosa vada bene per noi e cosa no, ciò che ci rende felici e cosa non rappresenta il nostro modo di essere o il nostro futuro o la nostra felicità, perchè, senza di essa, ogni decisione perde di significato e di valore, essere felici è più importante di qualsiasi altra cosa anche se, naturalmente, nel percorso di ognuno di noi capiteranno le decisioni prese a malincuore, la vita non è sempre giusta e dobbiamo trovare sempre il modo di uscirne fuori e di trovare il lato felice anche nelle questioni dolorose o ingiuste.

Ora, la smetterò di fare la filosofa in ogni recensione? Forse no…ma sono fatta così, mi piace dire e diffondere ciò che penso, come dovrebbero fare tutti, comunque, andiamo avanti.

 

Voglio unire questa prima scena a quella in cui Sana discute con la madre perchè è ciò che ha fatto uscire fuori, finalmente, i sentimenti contrastanti di Sana in presenza di sua madre che è stata trovata a frugare tra le cose della figlia, cosa giustificabile data la preoccupazione che prova ma ingiustificabile perchè è in totale contrapposizione con la fiducia che professa di avere nella sua secondogenita ma, per fortuna, le ha chiesto scusa perchè è una brava mamma ma è umana e, naturalmente, come tutte le mamme sbaglia ma (non come tutte le mamme) è capace di chiedere scusa e di far capire a sua figlia che la fiducia non è intaccata ma che è stata solo la sua ansia e preoccupazione a farla agire (e non nascondo il fatto che possa ricapitare in futuro, sempre per i motivi detti prima).

La seconda scena di cui voglio parlare la unirò ad una delle scene finali dell’episodio perchè sono collegate.

All’inizio vediamo una Sana che ha qualche brutto presentimento in merito al discorso del bus e vediamo anche una Noora un po’ titubante e strana che sinceramente non mi ha convinto, così come è successo per Chris, Eva e Vilde…c’è qualcosa che non mi torna e come abbiamo visto alla fine della puntata, Sana non aveva torto, anzi.

La delusione di Sana è stata così palpabile da farmi piangere e trascinare dietro per molto tempo una sensazione di tristezza/malinconia/delusione/rabbia/sconcerto/consapevolezza del fatto che il mondo non cambierà se non ci mettiamo in gioco noi stessi, se non combattiamo, se non muoviamo i fili che porteranno al vero cambiamento e non a quella specie di finta convivenza civile che mi fa solo innervosire, la falsità è una di quelle cose che non solo reggo male ma che mi hanno anche schifo e pena e, al tempo stesso, mi fanno rendere conto della vera natura di alcuni e determinati esponenti del genere umano che mi fanno vergognare certe volte.

Ora, Sana ha voluto credere nella lealtà e nella sua buona fede tallonata continuamente dal tarlo del dubbio per quanto riguarda Sara ed i suoi comportamenti ma non ha minimamente dubitato delle sue amiche, proprio perchè crede nella bontà delle persone e pensa che tutti si comportino come lei fa o farebbe in determinate situazioni ma, purtroppo, si è resa conto, nel modo più tremendo possibile, che le persone non sono come tutti si aspettano, che non si può sempre credere nel bene prima che nel male solo in base al principio del “Fidarsi è bene, non fidarsi è meglio” (e vi parla una che ha fatto della fiducia data e ricevuta il suo centro di vita e che crede sempre nelle persone nonostante i dubbi e le perplessità che mi sorgono con le sensazioni a pelle e che si è presa delusioni e batoste e che, nonostante questo, crede fermamente nelle persone anche in quelle che non se lo meriterebbero, così come non meriterebbero le mille possibilità date loro ma…non divaghiamo), che dobbiamo scindere e non farci “fregare”, passatemi il termine, dalla nostra natura perchè non sono tutti come sembrano, non sono tutti come vorremmo che fossero o come dovrebbero essere.

Le sue amiche nascondono qualcosa ed è evidente, non so fino a che punto ma il discorso che Sana ha origliato dai bagni ci ha fatto capire che è stato firmato un contratto e che il vero capo del Bus non era mai stata Sana ma Vilde e, adesso mi sorge una domanda, se è stato firmato davvero, perchè l’hanno fatto? Perchè non hanno detto niente a Sana, perchè le sue amiche hanno fatto una cosa del genere?

 

Ed il tutto è avvalorato dal fatto che le ragazze abbiano smesso di ridere nel momento in cui sono arrivate Sana e Noora (il che mi fa pensare che Noora non sappia niente dato che nella scena finale le due ragazze che sparlano di Sana dicono che però Noora è carina e questo vuol dire che sappiano tutto solo Vilde, Eva e Chris, almeno così sembra ma c’è sempre quella scena in cui Sana e Noora sono sedute sul davanzale della finestra e quest’ultima mi è sembrata davvero strana e poco reattiva alle domande/esitazioni di Sana…che ragionamento complesso e controverso sto facendo, lo so, ma è ciò che è trasparito dalle varie scene).

La terza scena su cui mi vogliono concentrare è quella in cui Sana e Elias giocano a basket e poi si siedono sulle altalene come due bimbi che sono cresciuti ma che vogliono ancora consolarsi e parlarsi come quando erano due piccoletti che correvano e si rincorrevano per poi finire a litigare e fare la pace come solo due fratelli sanno fare.

 

Ho amato tanto Elias in quelle sequenze perchè si è rivelato essere un ottimo fratello che, a prescindere da tutto, vuole la felicità per sua sorella e sa che Yousef potrebbe essere il ragazzo giusto per lei e ho seriamente amato il fatto che le abbia aperto gli occhi sull’apparenza e su ciò che è davvero.

Tante persone professano e ostentano la loro religione e poi sono le prime a rinnegare il proprio Dio e le proprie usanze che nel nostro mondo e nella nostra società si sono perse quasi completamente, quanti si ritrovano nei propri luoghi di culto per sola apparenza? E quanti continuano a perseguire gli ideali religiosi in cui credono anche fuori da quei luoghi? Quanti, invece, li perseguono senza praticare?

Tutto ciò che succede intorno a noi non ha mai una spiegazione unica e non siamo nessuno per giudicare senza conoscere perchè, il più delle volte, potremmo rischiare di sbagliare e di prendere un abbaglio e la dimostrazione vivente ed evidente è proprio Yousef che incarna la sua religione con i fatti e non con le parole perchè sono i fatti ciò che contano, con le parole siamo tutti bravi ma con i fatti in quanti lo sono?

Concludo questo mega spazio dedicato a Sana con il rapporto che ha con Noora e quello che ha con Yousef.

Noora e Sana sono meravigliose insieme ed io apprezzo davvero il loro legame, già nella scorsa puntata sono state un duo inscindibile e Sana che l’aiuta e cerca di farla distrarre (anche se stava cercando anche di dimenticare Yousef) è stata l’amore ma ora sono usciti fuori i segreti che avevo detto avrebbero danneggiato in qualche modo il loro rapporto e stiamo solo a quota uno dato che il secondo segreto è quello che riguarda i sentimenti di Sana per Yousef che io credo Noora abbia capito in qualche modo e mi auguro davvero che il bacio con il nostro ragazzo non sia stato una specie di vendetta per il fatto che Sana non le abbia detto nulla della nuova fidanzata di William perchè in quel caso mi deluderebbe parecchio e sapete già che, nonostante il mio folle amore per lei, ci sono già rimasta male per i suoi comportamenti durante e dopo il processo a Nikko.

Sana ed Yousef sono anime gemelle e spero che troveranno un modo per stare insieme alla fine perchè se lo meritano entrambi e perchè sarebbero la dimostrazione che il più delle volte l’amore può tutto.

Come avrete notato, non ho ancora parlato della scena finale e mi riferisco a quella della rissa ma per concludere il paragrafo “Sana” devo per forza dire che la scena in cui si ritrova con le mani sporche del sangue di Isak, il suo amico, una persona a cui vuole davvero bene, mi ha distrutta perchè Iman è stata eccezionale e si è immersa nel ruolo alla perfezione facendomi venire i brividi trasmettendomi tutta l’ingiustizia e la consapevolezza che il mondo sta andando a rotoli e che le diversità devono essere accettate al più presto possibile per quanto sia difficile e quasi impossibile, dati certi soggetti.

EVAK + SCENA FINALE

Io sono davvero in difficoltà in questo momento, sto piangendo e sono felice al tempo stesso e non so davvero come dirvi quello che penso ma ci proverò cercando di dare il meglio di me, per quanto possibile.

La serata karaoke sarebbe dovuta essere motivo di incontro e di unione e la canzone scelta da Even ha colpito davvero non solo i ragazzi presenti alla festa ma anche noi telespettatori per non parlare di me, quella canzone è la mia vita, rappresenta il mio stile di vita, il mio modo di pensare, il mio auspicio per un futuro roseo e felice in cui tutti potranno sentirsi liberi di esprimere se stessi senza essere giudicati o additati come sbagliati o impuri, senza scatenare una guerra, piccola o grande che sia, senza creare dei divari così profondi da poter difficilmente o impossibilmente essere colmati.

La scena è stata importante sia per gli Evak sia per ciò che ci ha trasmesso ed insegnato o che almeno aveva intenzione di fare.

Even inizia a cantare puntando i suoi occhi su Isak come a volersi dare la forza necessaria per continuare e non crollare perchè in quel momento si stava esponendo e aveva bisogno della sua linfa, della sua forza, dell’amore che lo spinge a combattere e a non gettare la spugna, quell’amore che lo tiene in vita e lo fa restare in piedi anche quando è difficile, anche quando sente di non farcela e così lo guardava per infondersi fiducia e forza per continuare nel suo intento ed ecco che arrivano, quasi nel momento opportuno o meno, dipende dai punti di vista, i ragazzi del suo vecchio gruppo, quelli che l’hanno fatto tanto soffrire, che l’hanno fatto sentire sbagliato e “sporco”, che hanno rischiato di portargli via il suo bene più prezioso e cioè la sua stessa vita.

 

E’ evidente il suo shock tanto che non riesce più a continuare a cantare, il suo sorriso si gela sul suo viso e muta in un’espressione di indifesa paura e consapevolezza del fatto che i demoni del passato in modo o nell’altro ritornano sempre alla nostra porta e che vanno esorcizzati e affrontati in ogni maniera possibile e con qualsiasi mezzo.

 

Isak si fa subito avanti perchè vede il suo ragazzo in estrema difficoltà e sa che hanno bisogno di continuare quel gioco, quello che fa vivere loro la vita minuto per minuto senza farsi bloccare dalle difficoltà, affrontandole come quei bimbi a cui due pezzi della pista su cui corrono le macchinine si sganciano e loro si trovano a dover rimetterli insieme per continuare la corsa che tanto li faceva sentire vivi e felici.

Quel gioco è la salvezza di Even perchè agganciando i suoi occhi a Isak è come se agganciasse il suo stesso essere a quello di Isak, proprio come accade per i pezzi della pista che separati causano incidenti e creano scompiglio interiore ma che uniti creano la magia più grande e forte che possa esistere al mondo:

La forza dell’unione.

 

Ciò che ho apprezzato follemente è stato il fatto che Magnus, David e Mahdi abbiano iniziato a cantare seguendo Isak ed Even, dimostrando il loro appoggio e l’immenso affetto che provano per quei due ragazzi che sono visti come diversi ma che rappresentano ciò che al mondo manca e cioè l’amore che batte qualsiasi cosa, le differenze, le diseguaglianze, i pregiudizi e gli ostacoli che la vita ci mette davanti ogni giorno della nostra esistenza e come un’onda di giustezza e unione, il loro canto si è esteso a tutti i presenti facendomi sentire parte di quel momento perchè il mio corpo è stato attraversato da un calore immenso.

…calore che mi ha riscaldata per poi trasformarsi nel gelo più profondo vedendo Isak insanguinato e sanguinante ed i ragazzi che erano coinvolti in una rissa con Elias, Michael e gli altri, escluso Yousef (il che ha dimostrato quanto Yousef sia davvero ciò che Elias diceva che fosse e cioè una splendida persona che rispetta tutti) che è corso a chiamare Sana per far bloccare i pugni e le intimazioni.

 

Ecco cosa mi ha fatto arrabbiare e deludere irrimediabilmente…se dopo la pausa dovessimo scoprire che il motivo della rissa è stato il fatto che Isak ed Even siano gay e che quei ragazzi se la siano presa con Isak solo per la questione che li ha separati da Even nel passato potrei davvero non ritornare sui miei passi perchè, a prescindere da ciò in cui si crede, non accetto nè condivido nè capisco nè giustifico la violenza gratuita basata sull’odio che provano i razzisti e gli omofobi e, in questo giorno (17 Maggio Giornata Mondiale contro l’Omofobia perchè il 17 Maggio 1990 l’OMS – Organizzazione Mondiale della Sanità – ha eliminato l’omosessualità dall’elenco delle malattie mentali) non posso proprio evitare di dire ciò che sto dicendo dall’inizio della recensione, dall’inizio di questo percorso, dall’inizio di qualsiasi mio discorso sulle diversità e sull’odio causato dall’omofobia perchè, ci tengo a sottolinearlo, per difendere i diritti delle minoranze non bisogna per forza farne parte perchè siamo noi, siamo la maggioranza a dover far capire agli altri facenti parte di essa che essere diversi non è sinonimo di essere sbagliati e lo ripeterò fino alla fine dei tempi, fino a che avrò la forza di farlo e, potete starne certi, l’avrò fino a quando avrò vita e mi batterò sempre per diffondere questo slogan:

“DIVERSO E’ GIUSTO, DIVERSO NON E’ SBAGLIATO. W LA DIVERSITA’ PERCHE’ E’ CIO’ CHE CI RENDE PERFETTI”  

Bonus:

  • Finalmente è ritornato Eskild, quanto mi era mancato, la nostra queen, la nostra trash drama queen, voglio più scene con lui presente perchè è una ventata di aria fresca, è una boccata di ossigeno e di favolosità di cui abbiamo sempre bisogno.
  • Henrik Holm che canta deve essere dichiarato patrimonio dell’Umanità così come Tarjei perchè mi hanno davvero emozionata troppo e i loro sguardi sono stati talmente vividi da rendere reali le emozioni dei loro personaggi.

Con ciò vi saluto e vi ricordo che Skam è in pausa e ritornerà il 26 Maggio.

Imagine there’s no countries
It isn’t hard to do
Nothing to kill or die for
And no religion too
Imagine all the people
Living life in peace…

You may say I’m a dreamer
But I’m not the only one
I hope someday you’ll join us
And the world will live as one.

Irene

 

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Salve, sono Irene e non ho mai amato definire la mia persona e ciò che faccio. So solo che ciò che viene scritto, nel momento stesso in cui viene composto, non è più solo mio ma anche di chi legge. Sono curiosa di sapere in che modo lo sarà. Meglio nota come vulcano d'idee o l'Arti(coli)sta per un chiaro e semplice motivo: la scrittura è il mio elemento, l'arte che mi scorre nelle vene, il modo più realistico e spontaneo che ho di vivere.