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Supergirl – Recensione 4×07

J’onn che piange, Manchester che rivela la sua vera natura e Lena che racconta la morte della madre per me sono state troppe emozioni messe insieme. Mi ritiro per piangere in un angolo!
Ok, scherzo anche se tutto sommato dai miei occhi sono uscite le cascate del Niagara, ma forza e coraggio ed entriamo nel vivo della recensione di questo settimo episodio della quarta stagione di Supergirl.

La scorsa volta ho elogiato il personaggio “Manchester”, bene in parte continuo a farlo nonostante tutto perché a differenza dell’Agente della Libertà ha un certo fascino e carisma da vendere. Non ho di certo gradito il suo atteggiamento nei confronti di Supergirl, l’ha tradita approfittando della sua estrema bontà e fiducia. Lei tende sempre a vedere il buono in tutti offrendo anche seconde possibilità. L’ha fatto anche stavolta cercando di mettere da parte i dubbi che aveva. Non gliene faccio una colpa, Kara è fatta così ed è ciò che la rende unica e credo che in fondo nel suo cuore continui a riservare delle speranze nel ragazzo.

Il mio pensiero è simile al suo, Manchester ha ucciso delle persone accecato dalla rabbia, ha abbracciato il lato oscuro convinto di riuscire a liberarsi del dolore della perdita di Fiona solo una volta che avrà ucciso Ben. Siamo tutti consapevoli che alla fine non andrà così, la ferita potrà anche smettere di sanguinare ma la cicatrice che si porterà sul cuore non andrà mai via. Una cosa non mi è chiara, sto parlando dell’amplificatore di empatia che ha piazzato sul petto di J’onn. È stata una scena strana, l’ho trovata inopportuna, non riesco a coglierne il senso. Il pianto del marziano mi ha spezzato il cuore, le sue lacrime accompagnate alle scuse verso Kara sono state un pugno nello stomaco. Due anime pure che si abbracciano perché entrambe sono state manipolate da qualcuno in cui hanno creduto.

Per quanto riguarda James, penso se la sia un po’ cercata, d’altronde non capisco cosa sperasse di trovare in un gruppo di fanatici pazzi.
Ed eccomi giunta a parlare di Lena Luthor, una donna con alle spalle un passato che l’ha segnata profondamente. I momenti trascorsi con il soggetto 0331 si sono rivelati i miei preferiti, i più veri e umani. Da una parte Lena che sin dall’inizio ha cercato di mantenere le distanze da Adam che al contrario ha provato da subito ad instaurare un rapporto con lei.

Alla fine ha compiuto la missione, non solo ha aperto il suo cuore raccontando il suo dolore ma è riuscito anche a farlo fare a Lena. Insieme hanno condiviso degli attimi che per sempre rimarranno nel cuore di lei che per la prima volta si è sentita capita da qualcuno. Il suo esperimento non è comunque andato a buon fine, Adam è deceduto lasciandola con un vuoto dentro e un senso di colpa che mi auguro la spingano a sfuggire dal lato oscuro sempre pronto ad attenderla dietro ogni angolo.

 

 

-Marta

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Mi chiamo Marta, amo il contatto con la natura e gli animali. Mi piace leggere e scrivere, ma sopratutto fare maratone di serie tv. Il mio genere preferito? Sicuramente l'horror!