Supernatural - Recensione 15x03, The Rupture
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Supernatural – Recensione 15×03, The Rupture

Bentornati ad una nuova recensione di Supernatural, stavolta parleremo del terzo episodio della quindicesima stagione, The Rupture, in cui ci siamo commossi per un sacrificio, abbiamo salutato dei vecchi amici e ci siamo chiesti se sia giusto dare fuoco a noi stessi per tenere gli altri al caldo.

Ma ora, parliamone per bene.

Il sacrificio di un vecchio soldato

Supernatural - Recensione 15x03, The Rupture

Questo episodio mi ha colpita molto. Abbiamo perso due dei nostri nel giro di poco e Belfagor ci ha tradito tutti (sì, ho sperato fino all’ultimo che non lo facesse perché mi stava simpatico, ma nel profondo sapevo che sarebbe finita così). Per quanto riguarda Rowena, dirò solo due parole ora: credevo che sarebbe morta per via della profezia, ma solo alla fine della stagione. A questo punto mi viene da chiedermi se la rivedremo comunque in qualche modo negli ultimi episodi o se il suo arco narrativo si è semplicemente concluso qui (e si è concluso benissimo, ma ne riparliamo più avanti). Fra tutte le morti, quella che mi aspettavo ora è stata quella di Ketch.

Ketch non piaceva forse a nessuno – a me non molto -, ma non possiamo negare che il suo sacrificio per i Winchester è stato emozionante. Era doveroso, secondo me, spendere del tempo per ricordarlo, perché da un po’ aveva ormai cambiato squadra e ha cercato in tutti i modi di aiutare i due fratelli, portando anche un pizzico di simpatia dato dai suoi battibecchi con Dean e le sue battute con l’accento british. Devo dire che per un attimo ho creduto si sarebbe salvato dando ad Ardat qualche informazione falsa, ma alla fine non ci è riuscito. Anche il suo arco narrativo era giusto si concludesse ora, dato che alla fine il suo personaggio non aveva più niente di particolare da dare.

Il tradimento demoniaco

Supernatural - Recensione 15x03, The Rupture

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Sì, Belfagor è morto e sì, ci sono rimasta male. Credo che solo questo riassuma la mia reazione a quello che è successo. Il punto è che, occupando il corpo di Jack, sapevo che probabilmente alla fine avrebbe fatto qualcosa di negativo e saremmo arrivati inevitabilmente a questo momento. Non vi nego che la sua simpatia mi mancherà e che speravo avrebbe aiutato i Winchester, ma ho anche apprezzato questo risvolto della storia. Belfagor avrebbe voluto contenere dentro di sé le anime infernali per diventare una specie di dio e questo non doveva succedere per nessun motivo al mondo. Per ironia della sorte, è stato proprio Cas ad ucciderlo (e sinceramente, credo sia stato un colpo da maestro), ad uccidere Jack. Comunque, il fatto che alla fine abbia cercato di raggirare Cas dicendogli d’essere Jack me l’ha fatto disprezzare un po’ di più.

La saga dei fantasmi si è conclusa qui ed in effetti, Belfagor non avrebbe potuto fare più di così.

La morte è un tramite infinito

Supernatural - Recensione 15x03, The Rupture

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In The Rupture non abbiamo detto addio solo ad un vecchio soldato e ad un demone traditore, ma anche ad una brillante strega. Ripeto che mi aspettavo la morte di Rowena causa della profezia, ma non credevo che la sua ora sarebbe arrivata così presto. Ormai era diventata parte della famiglia anche lei, percorrendo la stessa strada di Crowley, che l’ha portata a stare dalla parte dei Winchester. Il suo percorso è stato uno dei migliori di Supernatural senza ombra di dubbio. Mi sono chiesta, se alla fine sia stato Sam ad ucciderla perché la profezia era corretta o perché l’ha voluto Rowena, in fin dei conti, per un motivo o per l’altro. Il punto è che Sam non avrebbe voluto farlo, ma si è ritrovato a scegliere fra la dipartita di un’amica e l’essere il salvatore del mondo. Come al solito, Supernatural ci mette di fronte ai grandi crucci del mondo, su cui ci si è sempre interrogati (mi ha ricordato molto una scena di The Imitation Game). Sam non ha solo scelto di salvare Dean, ma il mondo intero e purtroppo, ha dovuto sacrificare un’unica persona. Non aveva altra scelta. Su questo mi trovo d’accordo con Dean.

Comunque, Rowena ha poi lasciato l’ultimo sacchetto per la risurrezione e si è gettata nella ferita della terra per fare in modo che tornasse tutto come prima. La morte è stata il tramite infinito di ogni cosa. Ha salutato i Winchester come avrebbe fatto Crowley ed in quel momento, ho avvertito gli occhi inumidirsi. È stata una scena davvero toccante.

Dai fuoco a te stesso

A quel punto, gli autori hanno pensato bene di darci un motivo per arrabbiarci e dimenticare l’ultima scena di The Rupture. Castiel ha finalmente un vero confronto con Dean, anche se non mi ha soddisfatta molto, perché non hanno davvero parlato di Mary, Jack e tutto quello che è successo. Dean, poi, che di solito urla e parla con il cuore, non ha sprecato quasi per niente fiato. Io personalmente amo molto Dean e mi trovo quasi sempre d’accordo sulle opinioni che ha rispetto a delle questioni delicate, ma stavolta non lo capisco proprio e mi ritrovo ad essere dalla parte di Castiel. Credo che la spaccatura creatasi fra di loro servirà a far capire a Dean quanto abbia davvero bisogno di Castiel, che sono una famiglia e che il suo errore è stato quello di non parlare prima, ma non di uccidere Mary. Mentre, per quanto riguarda Belfagor, ha preso la decisione giusta e basta. Per quanto mi sia dispiaciuto vederlo andare via ed abbia criticato aspramente Dean per questo, devo anche dire che è sbagliato continuare a dare fuoco a se stessi, solo per tenere gli altri al caldo. Dean ha bisogno di tempo per riesaminare la sua posizione e capire che deve scusarsi con Castiel, quindi è giusto che per ora Cas stia lontano dai fratelli, mentre cerca di capire cosa fare con i suoi poteri. Comunque, Belfagor non aveva ragione, perché i Winchester sono sempre stati la sua famiglia, non l’hanno usato, però ora Dean è accecato dal lutto e non riesce a realizzare che sta sbagliando.

Arrivo al punto: per Dean è più facile incolpare Cas di tutto ciò che è successo, dalla morte di Mary a quella di Rowena, pur di non affrontare le sue emozioni riguardo a ciò che è accaduto e questo è perfettamente da lui. Quello che non è da lui, invece, è andare oltre tutto ciò lasciando andare via Cas, uno di famiglia sin dalla notte dei tempi. Questa sua scelta non la capisco e non la condivido, ma credo che ben presto capirà d’aver sbagliato e cercherà di nuovo Castiel per chiedergli scusa. Imbottigliare le proprie emozioni e dare la colpa agli altri è sempre la via più facile, ma non è quella giusta e per quanto quest’ultima possa essere impervia, non possiamo trovare una scorciatoia.

Bonus

Giusto perché noi fan di Supernatural amiamo soffrire, vi ricordo un paio di parallelismi fra The Rupture ed altri episodi della serie. Il primo è fra Rowena (15×03) e Crowley (12×23), che hanno salutato i fratelli dicendo Addio, ragazzi (Goodbye, boys) prima di morire. Questo ha fatto abbastanza male.

Il secondo è fra Rowena e Sam, che si è gettato nel vuoto nella quinta stagione (5×22).

Vi lascio con il promo del quarto episodio di questa stagione, intitolato Atomic Monsters:

Qualora vi foste persi le recensioni degli episodi precedenti, potete trovarle qui. In attesa della prossima volta, fateci sapere la vostra riguardo a The Rupture lasciando un commento qui sotto oppure sulla nostra pagina Facebook.

Alla prossima!

Erica

Laureata in Lettere. Scrittrice, serializzata e lettrice accanita.