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The 100 - recensione 7x14
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The 100 – Recensione 7×14, “A Sort of Homecoming”

Ciao a tutti ragazzi e bentrovati in una nostra nuova recensione di The 100, oggi parliamo della 7×14, A Sort of Homecoming, un episodio che purtroppo conferma l’orrore che è questa settima stagione.

Siamo tornati sulla Terra, in fondo era giusto finire la serie dove tutto era iniziato. Questa, infatti, è forse l’unica decisione che condivido con gli sceneggiatori in tutta la stagione.

Proprio sulla Terra ritroviamo Gaia, scomparsa per non si sa quanti episodi, ma fortunatamente per lei sono passati solo pochi giorni. Il discepolo che l’aveva trascinata nel portale è morto, non sappiamo né che faccia avesse né perché l’abbia aggredita alle spalle e teletrasportata, ma dettagli. Mi chiedo anche come mai non abbia provato ad usare il casco per cercare di scappare, ma sinceramente è l’ultimo dei miei problemi.

ECHO E OCTAVIA

I veri problemi di A Sort of Homecoming sono Octavia ed Echo. Mi dispiace, ma non ci sta proprio la loro reazione alla notizia che Clarke ha ucciso Bellamy. Non solo non ci sta, ma la trovo anche un po’ ridicola.

Iniziamo da Octavia, che è la sorella di Bellamy, non una lontana parente, non un’amica, la sorella. La sua reazione è stata farsi un pianto e perdonare Clarke perché la capisce. Ma che cosa ti vuoi capire? Ti ha ammazzato Bellamy, non puoi correrle incontro ed abbracciarla, non ha senso. Anche se in fondo la capisci perché, in qualche modo con Hope ti senti allo stesso modo, non ci sta, non ci sta mai nella vita una reazione così.

the 100 recensione 7x14

Peggio di Octavia, ed era veramente difficilissimo, è stata Echo o, per meglio dire, Ash. Un personaggio che tenta l’omicidio di massa a Bardo, condannando gente assolutamente innocente, non può perdonare Clarke così facilmente! Non può farlo in generale e meno che mai dopo due secondi che lei lo ha confessato. Mi dispiace essere ripetitiva, ma non avrebbe mai dovuto avere una reazione del genere, come non non ci sarebbe mai dovuta essere una stagione finale come questa.

HOPE E JORDAN

D’altri tempi mi sarei lamentata per una coppia come questa, nata ad esattamente due episodi dalla fine senza nessuna possibilità di essere sviluppata, ma ripeto, i problemi sono altri. Comunque spiegatemi che senso ha dare ad Hope e Jordan il lieto fine che non meritano. Nulla contro i personaggi, ma si sono visti veramente poco e hanno fatto poco e nulla di rilevante, eccetto Hope che ha fatto solo guai.

Ancora non è successo nulla tra i due, ma siamo andati molto vicini ad un bacio ed è chiaro che li rivedremo e che finiranno insieme. Nonostante le mie critiche, fatemi sapere qui sotto o nella nostra pagina Facebook se vi piace o meno questa ship.

GABRIEL E MADI

Domanda, ma The 100 che problemi ha con le morti? Una decente riusciamo ad averla oppure no? Anche Gabriel, purtroppo, è passato a migliore vita ed il modo in cui questo è avvenuto è stato veramente ridicolo. Oltre che Gabriel è sopravvissuto ad una sorta di coltellata che lo ha trafitto da parte a parte, ma poi ha anche la forza di aggredire Sheidheda, che per inciso poi lo pugnala ancora e ancora e ancora e ancora.

Comunque, Gabriel si sacrifica e Madi decide bene di mandare a quel paese il suo sacrificio e quello di Bellamy. La figlia di Clarke si è consegnata a Bill di sua spontanea volontà per evitare che altre persone si sacrificassero per lei. Secondo voi, adesso, quanta gente morirà per salvarla? Sono aperte le scommesse.

Bene ragazzi, anche questa recensione della 7×14 di The 100 è terminata. Io vi saluto e vi do appuntamento alla prossima settimana con il penultimo episodio della serie!

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Ciao a tutti! Sono Sara, il Braccio Destro dei Redheads Diaries, vivo a Roma e, come potete immaginare, sono una telefilm addicted. Le mie serie preferite sono, Game of Thrones, Blindspot, This is us e talmente tante altre che sono impossibili da elencare. MIO MARITO È CISCO RAMON!