The Originals – Recensione 5×08

Amanti di The Originals, bentrovati per parlare dell’ottavo episodio della quinta stagione di questa meravigliosa serie, intitolato ”The Kindness of Strangers”.

Sfortunatamente, a causa di imprevisti per niente graditi, la scorsa settimana non sono riuscita a recensire il settimo episodio che ha però avuto una grandissima importanza e proprio per questa ragione volevo, prima di cominciare a parlare di quello di questa settimana, spendere qualche parola in proposito: gli episodi che seguono una grande morte, quella di uno dei personaggi fondamentali per l’intera storia, sono sempre i più complessi e delicati perché bisogna esser capaci di rendere onore a quel determinato personaggio con un gran tributo, e devo dire che non sono stata affatto delusa sotto quest’aspetto. Hayley rimarrà un gran pezzo di cuore, sia per noi che per i personaggi di questa serie e il messaggio mi è arrivato forte, gli autori ci sono riusciti.

In ”The Kindness of Strangers” continua ad esser forte la presenza di Hayley, tramite ricordi, parole spese per lei, flashback, e credo che sarà così fino alla fine della serie come giusto che sia, ma d’altra parte i nostri originali si ritrovano ad affrontare l’ennesima sfida: si ritrovano tutti e cinque, con l’aggiunta di Marcel, intrappolati in una Chambre de Chasse e per fuggire da lì devono ritrovare delle chiavi nascoste in un luogo o oggetto particolarmente significativo per ognuno di loro così da aprire la porta creata appositamente come via di fuga.

Devo dire che vedere Klaus, Elijah, Rebekah, Kol, Freya e anche Marcel insieme è stato un gran colpo al cuore, non mi aspettavo questa improvvisa reunion (anche se le motivazioni non sono per niente positive) e la cosa mi ha reso non felice, di più.

Come anticipavo prima, i Mikaelson non si ritrovano lì per le ragioni più rosee, ma perché una strega ha deciso di assorbire, di riprendere il potere contenuto all’interno di ognuno di loro e quella persona è la ragione per cui tutto ha avuto inizio, ossia Hope.
La piccola strega ha deciso di mettere fine a questa storia della maledizione, rischiando non solo la sua vita (sappiamo cos’ha dovuto passare con tutta la storia dell’Ombra), ma anche quella dell’intera popolazione di New Orleans. Non mi aspettavo venisse spalleggiata da Freya che solitamente si è sempre ritrovata dalla parte di chi, come Klaus, ha cercato di proteggere Hope dai pericoli più piccoli a quelli più grandi. Mi sono sentita un po’ tradita da lei per aver tramato alle spalle dei suoi fratelli facendo un qualcosa di rischioso perché capisco l’apprensione di Klaus, ma allo stesso tempo non ho minimamente condiviso la scelta di parole dell’ibrido che l’ha accusata di guardare ai suoi interessi quando la strega ha SEMPRE messo al primo posto la famiglia, a discapito di tutto. Klaus poteva dirle di tutto ma questo proprio no.
Ad ogni modo non credo ci sarà una sostanziale faida tra di loro, era la rabbia del momento a parlare, e sono sicura che sapranno come chiarire.

La ricerca delle chiavi per fuggire via da lì, da’ anche modo ad alcuni di loro di parlare: Elijah si relaziona con Kol, gli chiede come mai è l’unico tra tutti che non è mai andato a trovarlo in Francia, cosa li distanzia; si confronta poi con Marcel sul perché non riesce a ricordare nulla, dato che l’incantesimo ha funzionato perfettamente, e l’unica ragione per cui non lo fa e che, in qualche modo, si sta trattenendo dal ricordare. Ma l’interazione che più mi è piaciuta, parlando sempre di Elijah, è stata quella avuta con Klaus quando, guardando un pupazzo appartenente ad Hope, Klaus gli ha raccontato di come il nome di sua figlia l’avesse indirettamente scelto lui. Quel flashback ha fatto lacrimare un po’ tutti, non provate a negarlo.

Anche Marcel e Rebekah si sono finalmente rivisti e, innamorati come sempre, non sono riusciti ad evitarsi più di tanto. Marcel sta ancora cercando di capire come mai la vampira lo abbia lasciato solo quel giorno al municipio, ma non fa che ottenere risposte vaghe, almeno inizialmente. E’ lui però ad aiutare Rebekah con la chiave, dato che quest’ultima è stata nascosta nell’esatto posto in cui il vampiro nascondeva le lettere d’amore per la vampira tanto tempo fa.
Non smetterò mai di desiderarli insieme, sono una delle coppie che più mi piace in The Originals, ma non so se Rebekah cambierà idea: la vampira è sempre legata all’idea di famiglia, di una vita umana, un qualcosa che decisamente non può avere e per cui continua a soffrire; d’altro canto, Marcel è perfetto per la vita da vampiro e le due cose non solo sono in netto contrasto, ma Rebekah non vuole riversare la sua sofferenza su di lui e fin quando non ci sarà un cambiamento definitivo da una delle due parti, non so se ci sarà un’effettiva possibilità di rivederli insieme.

Senza la minima ombra di dubbio, la parte più emozionante e straziante dell’intero episodio è arrivata verso la fine quando, una volta trovate le chiavi, riescono ad aprire la porta che li farà tornare alla realtà ritrovandosi però nel famoso labirinto mentale di Elijah. Ogni porta lì presente è destinata ad ognuno degli originali, solo ad Elijah tocca quella rossa che proprio non riesce ad aprire, ma Klaus, incitato da Rebekah, non lo abbandona nonostante tutto e lo trascina con sé attraverso la sua porta.
Il ritorno alla realtà non è solo un ritorno fisico: tornato a New Orleans, i ricordi investono Elijah uno dopo l’altro, fino ad arrivare alla morte di Hayley. La reazione del vampiro mi ha colpita così tanto da farmi piangere, il dolore che ho visto nei suoi occhi mi ha fatta tremare e il tutto grazie all’immensa interpretazione di Daniel Gillies che mi ha fatto provare ogni singola emozione come fosse mia.

Una volta tornato in sé, non mi aspettavo da Elijah un comportamento diverso da quello che ha effettivamente avuto: ovviamente ha portato la cura ad Antoinette, non l’avrebbe mai lasciata sola a morire, ma non è allo stesso tempo riuscito a rimanere con lei, proprio non ce l’ha fatta.
Si è invece rifugiato a casa della sua Hayley, lì dove è stato inciso il suo nome, lì dove c’è stato il suo vero funerale, nel Bayou.
Come credete che farà Elijah ad elaborare quel che successo alla donna che ama? Riuscirà a smettere di incolparsi? Lo vedo così distrutto che non so dare una risposta definita a queste domande.

Klaus, a sua volta, ha pensato a lei durante l’intero episodio, con l’aggiunta di molteplici flashback che ci hanno rimandato a momenti passati insieme e che ci hanno spezzato il cuore un altro po’. Ripensando al pessimo rapporto che avevano quando questa serie ha avuto inizio e costatando invece adesso com’è cambiata la situazione, mi viene voglia di tornare indietro nel tempo e ricominciare tutto dal principio perché non posso accettare un The Originals senza una Hayley che interagisce con Klaus. Sono diventati parte fondamentale della vita dell’uno e dell’altra e l’ibrido dovrà farsi forza tanto quanto suo fratello per andare avanti senza di lei. Il vederlo commuoversi mentre apriva la prima di tante lettere che Hayley gli aveva scritto, è stata una delle cose più preziose di sempre.

L’episodio si conclude con un’atmosfera stranamente tranquilla: tutto sembra andare per il meglio e anche Hope sta bene, ma il fatto che ci venga solo detto e che non ce l’abbiano fatta effettivamente vedere mi fa sorgere qualche dubbio. Non ci resta che attendere il prossimo episodio, intitolato ”We Have Not Long To Love”, per vedere che piega prenderà la storia.

                                                                                                                              – Federica. 

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