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The Vampire Diaries: Julie Plec rivela perché l’ottava stagione non poteva che essere l’ultima

Dire addio a The Vampire Diaries è stato davvero difficile. Una parte di me voleva che lo show continuasse per sempre, ma Julie Plec, in un’intervista con The Hollywood Reporter, ha spiegato perché l’ottava stagione non poteva che essere l’ultima.

Ci sono state un sacco di cose che hanno portato a questo [la decisione di porre fine alla serie]. Alcune cose di logistica, alcune di contratto, come: “OK, se questa persona non torna, vale la pena proseguire lo show? Che cosa succede se torna, ma non lo sappiamo fino alla fine?” Un sacco di cose di cui sarebbe stupido non parlare.

Il ragionamento non fa una piega, perché se altri attori principali avessero lasciato lo show, non avrebbe avuto senso continuare. Mi ricordo che Kat Graham aveva dichiarato che, anche se la serie fosse continuata, l’ottava sarebbe stata l’ultima stagione in cui sarebbe apparsa. E come si può avere TVD senza Bonnie Bennett? Tutti i personaggi morirebbero nel giro di dieci minuti, probabilmente.

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Julie Plec ha parlato anche dei temi che hanno accompagnato il telefilm in tutti questi anni. Gli autori hanno affrontato l’idea di altro lato, e di pace, ma non erano entrati nei particolari riguardo l’idea di Inferno in TVD. Quindi, quando hanno deciso di proporre il mito delle sirene nella stagione finale, si sono resi conto che è lì che la storia doveva finire.

Quando si guarda alla sirena e alla mitologia, l’idea ricorrente è che è in qualche modo serva il diavolo.Abbiamo pensato: “Allora, abbiamo avuto l’altro lato e abbiamo parlato di pace. Però non abbiamo mai parlato della versione dell’Inferno di TVD, quindi perché non entrare proprio lì? Ovviamente [abbiamo visitato] l’Inferno l’anno precedente, ma qual è la versione degli inferi di The Vampire Diaries?”. 

La Plec ha poi continuato il discorso, dicendo che avendo introdotto l’argomento di cosa aspetta i personaggi dopo la morte, il passo successivo era mostrarlo.

Una volta che abbiamo iniziato a parlare di ‘inferno’ e di ‘pace’, che è la versione del paradiso di TVD , si sentiva come se stessimo raccontando queste storie sui nostri personaggi che cercano di trovare la loro redenzione finale e la salvezza, che possono essere raggiunte arrivando alla pace o all’inferno. Proprio in questo frangente abbiamo capito che questa sarebbe stata l’ultima stagione. Non si può intraprendere quei viaggi senza arrivare alla loro conclusione, allora perché stiamo raccontando queste storie? Una volta che ci siamo resi conto di aver preso la decisione di finire, abbiamo dovuto avvertire gli attori. Tutte le telefonate erano tipo “Okay, chiamiamolo. Quando abbiamo intenzione di chiamarlo? Come faremo a chiamarlo?”.

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L’ELENCO DELLE COSE NECESSARIE NEL FINALE

Una volta deciso di concludere la serie, era necessario fare un elenco di tutto ciò che avrebbero voluto affrontare. Julie Plec ne ha stilati due: uno su quello che voleva includere nella fine, e l’altro con tutto ciò che non avevano ancora risolto.

Abbiamo avuto due liste di punti: in una lista abbiamo scritto chi volevamo vedere di nuovo. Volevamo una stagione in cui avremmo detto addio ai personaggi più amati che noi ritenevamo importanti per la serie. L’altra, invece, era: che cosa non abbiamo risolto? In 171 episodi, quali sono le domande e i punti che sono rimasti senza risposta? Così ho pensato, e credo, di aver creato un finale più naturale possibile per la serie.

Io ho davvero apprezzato il ritorno di alcuni personaggi storici di TVD. E’ stato davvero bello rivederli un’ultima volta, ma avrei voluto un finale più lungo, proprio come Ian. In ogni caso, un grazie alla Plec è d’obbligo, perché senza di lei non avremmo avuto The Vampire Diaries.

– Martina.

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Vediamo cosa posso dirvi su di me. Studentessa di lingue? Probabilmente non vi interessa. 23 anni? Solo anagraficamente, dentro sento di averne come minimo 80. Telefilm addicted? Duh. Personaggi preferiti? Tutti al cimitero. Le mie ship? Never canon. Insomma, mai? 'Na gioia.