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Ve lo (S)consiglio: “Satanic” edition


Ciao ragazzi, benvenuti nella nostra nuova “rubrica” dedicata ai film di Netflix:

Ve lo (S)consiglio!

Perchè vi parlo di rubrica tra virgolette?
Beh, perchè si tratta di un appuntamento sporadico, senza un appuntamento fisso in cui lo staff di The Redheads Diaries vi consiglierà o sconsiglierà un film presente sulla piattaforma più famosa del momento: Netflix.

Per quanto infatti la piattaforma ci offra già un servizio di “consiglio” in cui ci propone i film in modo da farci sapere sempre cosa guardare (dividendoli per genere e per “simili a”, fornendoci la percentuale di compatibilità con i nostri gusti e consigliandoci anche per il cast presente nella pellicola), non sempre risulta semplice prendere una decisione e non sempre, quella decisione sembra essere quella più adatta per passare la serata in compagnia di un buon film.

Ed è qui che entriamo in gioco noi e la nostra rubrica.

PS: La rubrica contiene SPOILER!

Il film di cui vogliamo parlarvi oggi è

Satanic.

Premetto che il film in sè non mi è dispiaciuto in modo particolare; è una pellicola corta e si guarda con leggerezza (già, horror e leggerezza non dovrebbero andare d’accordo) ma ha tanti problemi di struttura che mi porta oggi a Sconsigliarvelo.

Perchè?

Ve lo spiego subito.

Satanic racconta la storia di quattro ragazzi diretti al Coachella che decidono di deviare la loro destinazione per fare  un “tour dell’occulto” nei luoghi legati al satanismo.

I personaggi sono abbastanza banali:

  • Abbiamo la dark interessata all’occulto (qui iniziano i clichè),
  • Quello che  sembra essere il suo fidanzato, attirato dall’oscuro quanto lei,
  • Il cristiano, inizialmente contrario ma che si lascia trasportare con semplicità,
  • La ragazza che apparentemente dovrebbe essere la “ragione del gruppo” che si rivela in realtà solamente la più lamentosa.

Per più di metà, il film ha un andamento lento in cui i protagonistii si limitano a visitare i luoghi legati all’occulto che però non risultano affascinanti agli occhi dello spettatore in quanto privi dell’oscurità di cui gli amanti del genere avrebbero bisogno.

Nella maggior parte dei casi, la vena oscura viene solamente descritta dai protagonisti ma senza suscitare il risultato sperato: in alcun modo infatti, le descrizioni dei protagonisti riesconoa a catapultare lo spettatore verso quell’oscurità necessaria in un film horror.

Abbiamo una “svolta” nella trama solamente nel momento in cui, contro ogni ragione logica, i quattro ragazzi decidono di seguire il proprietario di un negozio legato al satanismo che li aveva precedentemente cacciati e minacciati con tanto di coltello.

Ora, stiamo parlando di ragazzi giovani ma comunque in un’età vicina a quella adulta: possono davvero essere così stupidi?
Una stupidità che non permette allo spettatore di empatizzare con i ragazzi, che incarnano perfettamente tutto ciò da non fare in un film horror e che si rispecchia in praticamente tutto il film.

Ad esempio, durante quello che sembra un apparente sacrificio: la ragazza riesce a liberarsi e loro, invece di scappare, gridano a dei satanisti armani, facendosi scoprire.

Come se non bastasse, il genio del gruppo, che aveva deciso di filmare il tutto, nella fuga perde il cellulare (che aveva in mano) e questo li porta ad incontrare quella che scopriremo essere il personaggio che darà la svolta horror al film.

O almeno, dovrebbe.

Qui abbiamo l’ennesimo colpo di genio dei protagonisti che decidono di prenderla con loro, nonostante consapevoli che si tratti di una satanista abbastanza fuori di testa e di assecondare le sue idee malsane.

Quale persona intelligente accetterebbe di fare una seduta spiritica con una satanista?
Si, i due fidanzatini si rifiutano inizialmente di prendere parte alla cosa per poi cambiare idea senza nemmeno troppo impegno da parte degli altri.

Da qui, capiscono che la ragazza ha qualcosa che non va e scoprono pestando un satanista (un omone grande e grosso, armato di coltello che scappa impaurito davanti a 4 ragazzini) che la loro amica era stata caciata dalla setta perchè voleva spingersi troppo oltre.

Gli ultimi venti minuti circa del film è un susseguirsi di luoghi comuni, strani accadimenti senza un vero e proprio filo logico che vede i ragazzi sentire voci ed essere circondati da strani avvenimenti che li porterà alla morte.

L’apice del trash lo raggiungiamo quando la croce si scioglie tra le mani della ragazza e la rivediamo poco dopo come la bambola del negozio visto ad inizio film, con la bocca cucita e senza braccia. Per non parlare dell’inserimento (senza senso, in quanto non spiegato in alcun modo) del loop temporale.

Una grave mancanza inoltre è il tentativo di risolvere le cose da parte dei ragazzi che sembrano essere in grado solamente dii lasciarsi trasportare dalle decisioni altrui e si rivelano quindi poco funzionali ed interessanti.

Croce a parte, non abbiamo nemmeno uno stralcio di preghiera per contrastare il diavolo, non abbiamo una richiesta d’aiuto o un tentativo di fuga. Non abbiamo una corsa daii satanisti per capire cosa è accaduto e come contrastarlo; una serie di mancanze che si fanno sentire, contribuendo a rendere questo film poco riuscito.

Insomma, una pellicola che poteva avere una buona riuscita, in quanto tratta argomenti molto interessanti nel mondo degli horror ma che non riesce a sfruttarli risultando scontata e superficiale.

Consigliato se non siete dei veri amanti del genere e desiderate un film dai toni “lievemente” oscuri ma sconsigliato se vi aspettate di vedere sangue, maledizioni e terrore.

Veronica.

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Scrittrice, Blogger e telefilm addicted: un mix letale che fa di me il Big Boss delle Redheads Diaries.