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We don’t change: il discorso di Pink ai VMAs sull’accettazione

Il 27 Agosto ha avuto luogo nel “The Forum” di Inglewood, California, la 34th edizione degli MTV Video Music Awards che è stata presentata dalla famosissima cantante, Katy Perry.

Sono state molte le esibizioni a far battere il cuore degli spettatori e di tutti gli appassionati, non solo di buona musica e sano spettacolo ma anche di emozioni vere e messaggi mirati a far riflettere, sicuramente tra le protagoniste indiscusse annoveriamo Alessia Cara e l’inimitabile Pink che ha regalato momenti di puro amore e di speranza.

Pink ai VMAs ha vinto il premio Michael Jackson Video Vanguard Award  e dopo essersi esibita sulle note di un medley dei suoi più grandi successi, è stata annunciata da Ellen DeGeneres per ritirare la meritata statuetta ed è proprio in quel momento che Pink si è aggiudicata il premio di regina della serata (almeno per me).

Ciò che più ha fatto riflettere è stato il suo discorso di ringraziamento che ha avuto come protagonista Willow, la sua bambina che una mattina ha confessato alla sua mamma di sentirsi la ragazza più brutta che lei abbia mai conosciuto, pensiero nato a causa dei commenti, ricchi di cattiveria e mancanza di educazione, dei suoi compagni di scuola.

So di non avere molto tempo, ma recentemente stavo portando mia figlia a scuola e mi ha detto ‘Sono la ragazza più brutta che conosco’ ed io ‘Cosa?’ e lei ‘Sì, sembro un ragazzo con i capelli lunghi’.  Non le ho risposto, ma appena sono tornata a casa ho creato per lei una presentazione in power point con immagini di Elton John, Michael Jackson, George Michael, Prince, artisti che quotidianamente vivono la loro libertà ed hanno ispirato noi. Poi le ho chiesto ‘Come ti sembro?’ e lei mi ha risposto che sono bella, così le ho detto che anche a me dicono che sembro un maschio per il mio corpo, così le ho nuovamente chiesto ‘Mi faccio crescere i capelli per questo motivo?’, ‘Cambio il mio look?’ No? ‘Vedi che riempio comunque le Arene?’ Sì? Ecco, non cambiamo per nessuno, aiutiamo le altre persone a cambiare il modo di poter vedere tutti i tipi di bellezza.

Vorrei che vi fermaste per un momento e lasciaste tutto ciò che stavate facendo per riflettere sulla portata delle parole spese da Pink e su quello che deve aver provato questa bellissima bambina bionda nel sentirsi dire che sembra un maschio e che, di conseguenza, non è poi così carina.

Come vi sentireste se fosse stata vostra figlia o la vostra sorellina minore a dirvi che non si piace per dei commenti ricevuti a scuola?

Io non sono madre e sono figlia unica ma nel leggere e sentire il discorso di Pink ho provato tanta rabbia all’inizio e poi una profonda tristezza per essermi resa conto che nel mondo, purtroppo, c’è ancora tanta discriminazione immotivata e scaturita da alcune concezioni generalizzate che stanno riducendo i nostri figli ad un ammasso di involucri privi di differenze e quasi automatizzati, indottrinati con la teoria del bello e con la smania della perfezione, comandati solo dalle apparenze e da ciò che per la massa è giusto o gradevole da guardare, semplicemente perchè insegnare ai propri figli che bisogna accettare le differenze e le diversità è troppo difficile e spesso scomodo ma, alla fine dei conti i risultati sono questi: una bimba bionda dagli occhi azzurri si sente brutta, anzi, mi correggo, si sente la bambina più brutta che lei abbia mai conosciuto perchè i suoi compagni di classe dicono che sembra un maschio.

Dato che a sei anni i bambini seguono l’esempio dei propri genitori emulando le loro azioni e condividendo i loro pensieri che rappresentano la verità assoluta, soprattutto a quell’età, in questa prima parte voglio proprio dedicarmi ai genitori di bimbi piccoli e di giovani ragazzi che sono quel che sono proprio grazie alla famiglia e a ciò che sentono in casa e che, una volta diventati adulti, dovranno essere in grado di insegnare ai propri figli a non discriminare le persone solo per l’aspetto fisico, il colore della pelle o la lingua parlata e per essere capaci di ciò hanno e avranno bisogno degli strumenti giusti e della guida dei propri genitori.

Se in famiglia c’è una categorizzazione distinta e separata per maschi e femmine, i bambini penseranno che gli uomini con i capelli lunghi siano brutti perchè sembrano donne e, viceversa, che le donne con i capelli corti siano brutte perchè sembrano uomini.

Insegniamo ai piccoli di casa che non devono esistere queste differenze e che ognuno è libero di vivere liberamente e spontaneamente ogni aspetto della propria vita, a partire dal proprio corpo, arrivando allo stile di vita e passando per la moda ed il modo di vestire e truccarsi. Se sono gli adulti i primi a classificare gli esseri umani per come vivono o come si vestono o, peggio ancora, se sono loro a omettere questi insegnamenti che, a parere di chi scrive, dovrebbero essere dei capisaldi della vita di tutti i giorni, o permettono che scivolino nella non considerazione perchè visti come non fondamentali, i giovani penseranno che sia giusto differenziare le persone in base a futili metri di giudizio oppure crederanno che quella differenziazione non sia così dannosa e che quindi comunicarla nei modi più disparati a chi li circonda non sia offensivo, discriminante e, a volte, motivo di sofferenza più o meno esplicata.

Nella seconda parte, invece, voglio rivolgermi ai giovani, quelli che si chiudono in se stessi, che pensano di sapere già tutto del mondo e di come affrontarlo, anche quando ferisce, e che si sentono grandi per parlare con i propri genitori delle offese che ricevono e che esteriormente nascondono a tutti i costi mentre interiormente sono causa di distruzione emotiva e, di conseguenza, di un abbassamento più o meno critico dell’autostima.

Non permettete a nessuno di dirvi cosa sia bello e cosa non lo sia, non lasciate che ciò che gli altri pensano entri troppo profondamente nel vostro io, nella parte più nascosta del vostro cuore e della vostra mente, non fatevi abbattere dai pregiudizi e da chi vi parla inneggiando solo agli stereotipi confezionati e siliconati che sembrano perfetti quando in realtà non è oro tutto ciò che luccica.

Ricordate che le pietre più preziose sono proprio quelle che brillano all’interno e che la bellezza non è tutto, non troverete mai scritto in un mio articolo frasi moraliste del tipo: “La bellezza non conta, l’importante è che tu sia bello/a dentro” visto che non è così, a tutti piace sentirsi bene con se stessi, migliorarsi ed apparire al meglio di sè ma non possiamo puntare tutto sull’involucro perchè se non si hanno valori ed idee proprie non si va da nessuna parte, come si suol dire: “L’abito non fa il monaco”.

Nella terza ed ultima parte voglio porre l’accento su di un argomento ancor più delicato, forse:

La diversità 

Quante volte sarà capitato di sentirvi dire: “A me così non stai bene o cambi o arrivederci”, “Se non cambi continuerai ad essere infelice”, “Sei rimasta sola perchè non vai bene agli altri” ?

Credo che, almeno una volta nella vita, queste frasi abbiano risuonato nelle mente di chiunque o per aver ricevuto queste “perle” da qualcuno che credevamo volesse il meglio per noi e che fosse legato a noi da un affetto immenso o per rimuginazioni personali scaturite da debolezze insite nel proprio essere o come conseguenza di affermazioni esterne.

Bene, se qualcuno vi chiede di cambiare, NON FATELO.

Se qualcuno vi dice che siete sbagliati e che per stare bene dovete cambiare, NON FATELO.

A meno che questi consigli non escano dalla bocca di chi vi ama davvero, non cambiate mai per volere altrui, men che meno per volere degli stereotipi che aleggiano intorno a noi come dei veri e propri fantasmi causa di incubi, se volete cambiare fatelo per voi stessi e per vostra decisione, non permettete a nessuno di comandarvi o di farvi sentire inferiore, debole, brutto o, addirittura sbagliato, non lasciate il potere ad altri che non siano voi stessi e, soprattutto, non soffrite per quello che vi dicono, so che è difficile e che all’inizio piangerete o ci starete male ma passerà perchè vi renderete conto che essere voi stessi è ciò che vi farà sorridere per tutti i giorni della vostra vita e che, essere diversi, anticonvenzionali, straordinariamente stravaganti e fuori dal coro, è la più grande benedizione che potrete mai ricevere.

Ciò che rende il nostro mondo meravigliosamente magico è il non essere tutti uguali, la natura ha voluto che non esistessero due esseri umani identici in gusti, passioni, carattere, bellezza ed idee quindi la domanda con cui questo articolo terminerà sarà questa:

“Vi piacerebbe vivere in un ambiente in cui tutti sono uguali e perfetti?”

La diversità è ciò che ci rende potenti e ciò che ci fa svegliare la mattina con uno scopo e con la voglia di combattere nel nostro piccolo affinchè il mondo diventi un posto migliore quindi, non cambiate e lottate per dimostrare che essere uguali è sbagliato, non il contrario.

Cara Willow, sei bellissima.

Irene

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Salve, sono Irene e non ho mai amato definire la mia persona e ciò che faccio. So solo che ciò che viene scritto, nel momento stesso in cui viene composto, non è più solo mio ma anche di chi legge. Sono curiosa di sapere in che modo lo sarà. Meglio nota come vulcano d'idee o l'Arti(coli)sta per un chiaro e semplice motivo: la scrittura è il mio elemento, l'arte che mi scorre nelle vene, il modo più realistico e spontaneo che ho di vivere.