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Il Gatto col Cappello, recensione: un’avventura tra magia, divertimento e felicità

Il Gatto col Cappello, recensione: un’avventura tra magia, divertimento e felicità

Può un gatto un po’ strambo, confusionario e pasticcione risollevare il morale dei bambini tristi?

Questo è il difficile compito che il Gatto col Cappello dovrà affrontare per dimostrare il proprio valore al suo capo e non perdere il lavoro. Ci riuscirà?

Il Gatto col Cappello, presentato in anteprima al Cinema Adriano di Roma il 28 ottobre e in uscita nelle sale il 5 novembre, distribuito da Warner Bros. Pictures, è una commedia fantasy d’animazione, ispirata al celebre personaggio creato dal Dr. Seuss. Diretto da Alessandro Carloni ed Erica Rivinoja, vede Stefano Fresi prestare la voce al protagonista nella versione italiana.

Il Gatto col Cappello: una storia per bambini, ma anche per adulti

Pur essendo un’adulta, devo ammettere che la storia raccontata è coinvolgente e, in alcune scene, emozionante. Il messaggio che vuole trasmettere non è rivolto soltanto ai bambini, ma anche a noi adulti, che spesso dimentichiamo gli eventi del passato che hanno contribuito a renderci ciò che siamo oggi.

Forse, proprio per questo, la storia e il suo messaggio sono più adatti a un pubblico un po’ più grande, oppure a bambini dai dieci anni in su.

Chi ha già un passato ricco di esperienze probabilmente comprende meglio il significato profondo della vicenda. Eppure, i momenti di pura evasione e divertimento sono alla base del film ed è proprio questo insieme di emozioni a coinvolgere sia i piccoli sia gli adulti.

A colpire è anche lo stile dei disegni, che distingue i protagonisti, caratterizzati da un’estetica quasi bidimensionale, dagli altri animali antropomorfi, colleghi del Gatto.

Divertenti sono soprattutto le scene in cui il Gatto manifesta tutta la sua preoccupazione nel voler restituire gioia e sorrisi ai piccoli protagonisti, finendo però per combinarne di tutti i colori e creare situazioni comiche.

A fare da contorno alla narrazione c’è una colonna sonora allegra, con canzoni che i bambini ricorderanno anche dopo la fine del film.

Convincente anche il doppiaggio, in particolare quello di Stefano Fresi, musicista, cantante e attore, che ha dato voce e personalità al protagonista.

Alcune scene mi hanno particolarmente emozionato, soprattutto il momento in cui il rapporto tra madre e figli si ristabilisce proprio grazie all’intervento di questo sgangherato gatto.

Ma il cappello cosa c’entra? È proprio quello che permette al Gatto, anche se non sempre con i risultati sperati, di compiere le magie con cui cerca di risollevare le situazioni.

Il Gatto col Cappello visto con gli occhi di una bambina

Questa volta ho portato con me una piccola spettatrice di cinque anni che, quando l’ho intervistata, mi ha sorpreso per la sua capacità di osservazione critica sulle vicende narrate, dalle quali è rimasta coinvolta fino alla fine.

Si è divertita molto guardando le magie del Gatto, ma le è piaciuto particolarmente il pesciolino rosso, che cerca di essere la voce della ragione e vuole proteggere i bambini. A un certo punto riesce persino a fare una “magia” nei confronti di un altro personaggio che, fin dall’inizio, si mostra scontroso con loro.

Ho quindi deciso di farle qualche domanda.

«Matilde, ti è piaciuta la storia? Come ti sono sembrati i personaggi? E ti è piaciuto come sono stati disegnati?»

«Sì, la storia è molto bella e i personaggi mi sono piaciuti tutti, specialmente il Gatto che voleva portare felicità a tutti quanti. Ma anche il pesciolino rosso era molto carino. E i disegnatori sono stati molto bravi e hanno creato dei bei personaggi, divertenti e comici».

«Ma c’è stata una cosa che non ti è piaciuta?»

«Sì, il mostro, ma poi come in tutte le storie…».

«Matilde, secondo te, consiglieresti ai tuoi genitori o a quelli dei tuoi amichetti di vedere questo film?»

«Sì, certo, perché vedere questo film può fare capire che cosa può rendere felici sia i piccoli che i grandi».

Ascoltando Matilde ho compreso qualcosa a cui non avevo prestato abbastanza attenzione: tutti abbiamo bisogno di essere felici.

Magari, quando non lo siamo, potremmo incontrare qualcuno che ci indichi la strada per diventarlo o ci dia la chiave per trovare la felicità.

Forse è proprio questo il messaggio che Il Gatto col Cappello vuole comunicarci.

Scritto da Daniela Dardari

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