È disponibile il videoclip ufficiale di Giornate perse, il nuovo singolo di Marco Mengoni, uscito venerdì scorso sulle piattaforme di streaming e download e in rotazione radiofonica, di cui vi spiegheremo il significato in questo articolo. Diretto da Giulio Rosati e nato da un’idea dello stesso Mengoni, il video accompagna il brano con un racconto visivo dedicato all’attesa, al tempo che sembra fermarsi e alla possibilità di trovare il coraggio di ricominciare.
Il significato del video di Giornate perse di Marco Mengoni
Il videoclip si apre in un luogo quotidiano: una vecchia sala d’attesa di un ufficio postale, dove Marco Mengoni è seduto e rimane quasi immobile. Intorno a lui, però, tutto cambia. Le persone entrano ed escono, la sala si svuota e si riempie continuamente, mentre un effetto time-lapse restituisce la sensazione di un mondo che procede a una velocità vertiginosa.
Il cantante sembra così trovarsi in una dimensione sospesa, incapace di seguire il ritmo di ciò che gli accade intorno. La scena cambia improvvisamente e Mengoni si ritrova nel profondo universo, dove fluttua tra riflessioni e incertezze. Dopo questo passaggio, precipita e viene catapultato nuovamente nella realtà.
Le immagini seguono il percorso interiore evocato dalla canzone: attraversare un periodo complesso, fermarsi a fare i conti con i propri pensieri e trovare una direzione per ripartire. Il tempo trascorso in attesa non è necessariamente tempo inutile, ma può diventare lo spazio in cui emergono domande e consapevolezze prima di una nuova scelta.
La regia di Giulio Rosati traduce questo passaggio attraverso il contrasto tra l’immobilità iniziale, il movimento frenetico delle persone e la dimensione irreale dello spazio.
Come è nata la canzone di Marco Mengoni
Giornate perse è stata scritta da Marco Mengoni e Jacopo Ettorre, con la composizione di Giovanni Pallotti, Vanegas ed Edwyn Roberts. La produzione è firmata da Giovanni Pallotti e Marco Mengoni, con la co-produzione di Vanegas.
Il brano si muove tra una dimensione acustica e una produzione contemporanea, mantenendo al centro una scrittura intima. Il tema è quello della libertà di esprimersi senza lasciarsi condizionare dalle pressioni esterne, utilizzando la propria voce come strumento di verità e comunicazione.
Nella sensibilità cantautorale del pezzo trova spazio anche un riferimento a Lucio Dalla, omaggiato attraverso la sua scrittura e il suo universo musicale. Un richiamo che si inserisce nel dialogo tra vulnerabilità e maturità presente nella canzone.
Giornate perse anticipa Allo Sbagliato
Il nuovo singolo si inserisce anche nel percorso creativo che accompagna Allo Sbagliato, il progetto che dal 5 novembre al 19 dicembre ospiterà Marco Mengoni per una residency di 26 spettacoli, di cui vi abbiamo già parlato in un precedente articolo. Quando il cantautore non sarà sul palco, il programma prevede appuntamenti di musica, comicità e altre forme di intrattenimento, con artisti italiani e internazionali.
Tra gli ospiti annunciati figurano Benjamin Clementine, Nuzzo e Di Biase, MACE, Clap! Clap! e Federico Buffa, con un reading dedicato proprio a Lucio Dalla dal titolo “Il futuro è tra mezz’ora”. Il cartellone comprende inoltre nomi della nuova scena musicale italiana e della stand-up comedy.
L’idea alla base del progetto è quella di proporre esperienze da vivere senza distrazioni digitali, lasciando spazio alla presenza e al ricordo condiviso. Un contesto che si collega alla riflessione sul tempo suggerita da Giornate perse, tra momenti di pausa, cambiamenti e nuove possibilità.
Scritto da Erica De Matteo
