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Movieland: obviously no spoiler – Foglie al vento

Qualche settimana fa ho preso coraggio e sono andata al cinema a vedere un film che aveva le giuste caratteristiche o per stendermi emotivamente o per farmi prendere a picconate gli alluci dalla noia: sto parlando della chicca finlandese, Foglie al vento.

Foglie al vento

Foglie al vento

Ciao a tutti ragazzi e benvenuti in quella che vorrei diventasse una rubrica, spero, almeno qui, di essere puntale nella pubblicazione. Mi sono promessa di andare al cinema molto più spesso e buttare giù due righe ogni tanto può essere il giusto stimolo per mantenerla.

Foglie al vento è uscito sotto natale, ma sono venuta a conoscenza della sua esistenza solo di recente perché è un film che passa un po’ inosservato, tanto è vero che non tutti i cinema lo danno, nei grandi multisala infatti non passa neanche per sbaglio e, a parer mio, è un vero peccato.

My Movie, che di solito mi trova d’accordo nelle valutazioni, l’ha quotato molto alto, ma io non lo trovo un capolavoro della scienza e della tecnica ma una cosa ve la posso assicurare, uscirete dalla sala facendovi delle domande e questo è ciò che il cinema dovrebbe fare: far riflettere gli spettatori.

Ansa e Holappa, entrambi molto solitari, si innamorano al primo sguardo e durate tutta la pellicola ci immergiamo nelle loro vite e nei loro sentimenti. Una serie di vicissitudini farà in modo di allontanarli e avvicinarli rendendo il film un turbinio di emozioni.

Il titolo originale, Kuolleet Lehdet, la cui traduzione letterale è “foglie morte”, lascia spazio alla fantasia nel decifrare quale possa essere il significato del film. Se pensassimo solo al titolo in italiano, potremmo dedurre che il regista volesse far trasparire il messaggio di poter solo reagire alle vicissitudini della vita, mentre Foglie morte potrebbe rappresentare la vita solitaria di entrambi i personaggi che senza qualcuno al proprio fianco con cui relazionarsi sono emotivamente morti.

Non ho apprezzato troppo come viene trattato il tema dell’alcolismo, ma il regista, Aki Kaurismäki, è stato definito da molti un grande bevitore. La sua visione mi ha lasciata un po’ interdetta e nonostante abbia mostrato una sfaccettatura molto interessante dell’argomento, non mi trovo d’accordo su come è stata raccontata.

Quello che invece ho apprezzato tantissimo è il personaggio femminile di Ansa, pronta a mettere il cuore in gioco ma allo stesso tempo determinata e decisa nel sapere chi vuole (o non vuole) al suo fianco. La pellicola non fa grandi giri, è diretto e arriva subito al punto, tant’è vero che è uno dei film più brevi che abbia mai visto: appena un’ora e venti minuti! Chiaramente non ha un ritmo serrato, ma è gradevole da vedere.

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Ciao a tutti! Sono Sara, il Braccio Destro dei Redheads Diaries, vivo a Roma e, come potete immaginare, sono una telefilm addicted. Le mie serie preferite sono, Game of Thrones, Blindspot, This is us e talmente tante altre che sono impossibili da elencare. MIO MARITO È CISCO RAMON!