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"Capitolo Trentasei"
Chilling Adventures of Sabrina,  Recensioni,  Telefilm

Chilling Adventures of Sabrina – Recensione “Capitolo Trentasei”

“Capitolo Trentasei”, l’episodio che non avremmo proprio dovuto vedere e, soprattutto, non con quella fine ma andiamo per ordine.

"Capitolo Trentasei"

L’episodio mi è piaciuto veramente molto, costruito sicuramente bene e l’evoluzione è stata coerente con il personaggio di Sabrina, quasi mi aspettavo di vederla sacrificarsi proprio per quel senso di giustizia e di responsabilità che l’hanno sempre contraddistinta.

Mi è piaciuta ogni singola scena e ho avuto anche la sensazione di aver capito come avrebbero potuto fare per riparare una situazione così tragica se solo avessero avuto modo di poter girare una quinta stagione che, ricordiamo, era quasi certa insieme alla sesta.

Netflix ha deciso di cancellare la serie a luglio quando le riprese erano terminate mesi prima e ciò ha causato l’avere un season finale, questo “Capitolo Trentasei”, come series finale e, ovviamente, la questione non ha reso felici i fan.

Parto dal presupposto che è sempre brutto quando una serie non ha la conclusione immaginata dai creatori quindi era prevedibile il disappunto per questo finale che può essere considerato tale anche se non era quello che avremmo voluto, proprio parlando della storyline eh.

Ora però ho bisogno di dire quello che penso da quando ho visto la scena finale del “Capitolo Trentasei”.

Credo che sia stato fatto un errore e non di poco conto.

Non è accettabile che Nick sia morto subito dopo Sabrina e non è neanche lontanamente ammissibile romanticizzare un suicidio o il lasciarsi andare e non proteggersi dai pericoli pur di raggiungere la persona amata che è morta.

Non sono chiare le dinamiche della morte di Nick avvenuta in questo “Capitolo Trentasei”, il Mare della Tristezza potrebbe essere una metafora per indicare lo stato di infinita tristezza in cui si è ritrovato dopo la morte di Sabrina e la risacca potrebbe essere essere un modo per far capire che non ha retto a tal punto di infrangersi contro la propria stessa morte pur di rivedere la donna amata.

Non possiamo dare per scontato si tratti di suicidio, potrebbe davvero esistere un Mare della Tristezza come le Montagne della Follia visto che son stati menzionati entrambi con le lettere maiuscole iniziali.

Nick potrebbe semplicemente non essere riuscito a salvarsi per una risacca o potrebbe aver cercato la morte non difendendosi, non voler salvarsi per ricongiungersi con Sabrina.

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Non credo molto si tratti della seconda ipotesi anche se, appunto, si basa su un fatto concreto perchè son quasi fermamente convinta del fatto che si tratti di suicidio o di essersi lasciato andare non preservandosi dalla morte, essendo uno stregone avrebbe potuto fare qualsiasi cosa e, invece, nel caso si sia trattato di un’eventualità simile, non ha fatto nulla.

Il ricongiungimento avvenuto nel “Capitolo Trentasei” è stato molto dolce ma, sinceramente, la modalità con cui è avvenuto mi hanno proprio devastata ancor di più per il messaggio che si rischia di mandare agli adolescenti e alle persone fragili che potrebbero star vivendo la morte di una persona cara, soprattutto per la situazione mondiale attuale.

Certo, a marzo la pandemia era appena cominciata però, insomma, a prescindere da ciò, un messaggio simile è sempre dannoso e potenzialmente pericoloso soprattutto considerato il target degli spettatori di Chilling Adventures of Sabrina.

Nick avrebbe potuto continuare a vivere nel nome di Sabrina e concretizzando tutti gli insegnamenti di Sabrina e dell’amore che ha imparato sia a provare che ad accettare.

Avrebbe potuto trovare un modo per riportarla in vita, avrebbe potuto fare tante cose TRANNE PENSARE AL SUICIDIO E METTERLO IN PRATICA.

La morte non è una soluzione, morire non risolve i propri problemi, non è morire il modo per andare avanti, non si deve pensare alla morte nemmeno nei momenti più critici e devastanti, anzi.

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E mi dispiace davvero stia passando un messaggio simile, è come se non avesse nemmeno considerato il sacrificio di Sabrina, è come se, in un certo senso, avesse sminuito la stessa morte di Sabrina che sapeva di morire.

Ecco perchè non capisco la reazione di Sabrina al vedere Nick in Paradiso, seriamente, essere contrariata un po’ di più le avrebbe fatto male? Non stiamo parlando di una situazione momentanea o temporanea o, almeno, in quel momento non avrebbero proprio potuto pensare ad un modo per ritornare nel mondo dei vivi altrimenti Nick non avrebbe pensato di uccidersi o di lasciarsi andare.

Non voglio assolutamente passi questo messaggio, la vita è un dono in qualsiasi momento e non posso proprio accettare una scena simile senza reagire.

In ogni caso, la scena della morte, del sacrificio di Sabrina che abbiamo visto durante il corso del “Capitolo Trentasei” mi ha spezzato il cuore, in particolare modo quando stava salutando per l’ultima volta la sua vita da mezza strega e mezza umana e tutti i co-protagonista della sua stessa esistenza e io ho iniziato a piangere come una fontanella rotta.

Per non parlare poi di quando Hilda toccava la pelle ghiacciata di Sabrina, di quando Zelda pregava Ecate di tenere in vita la nipote che ha cresciuto come una figlia.

Ho raggiunto un picco di lacrime e tristezza infinita quando Nick è ritornato nel momento esatto in cui Sabrina è spirata dopo aver salutato per due volte Nick, seguendo il pensiero del “una volta non è abbastanza”.

Nick l’ha sempre salvata e non è riuscito a tornare in tempo per salvarla un’altra volta e credo si sia sentito in colpa ma non avrebbe dovuto, Sabrina sapeva che sarebbe morta, si è fatta forza per infonderne negli altri e per salvare il mondo ma sapeva già di star andando incontro al proprio destino e Nick non avrebbe potuto metterci meno tempo.

Se devo dirla tutta son delusa sia dalla scelta di Nick sia da ciò che è accaduto a Lilith, nemmeno il vederla al funerale di Sabrina mi ha fatto sentire meglio.

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Ha ucciso il proprio bambino, e in questo “Capitolo Trentasei” ha infilzato Lucifero con la lancia di Longino nei due punti di maggior sensibilità e vulnerabilità, nelle cicatrici delle sue antiche ali, l’ha bandito dall’Inferno, è diventata Regina, a quanto pare, in sostanza, si è messa al pari del carnefice che l’ha fatta soffrire per secoli.

L’unica cosa per cui mi è piaciuta è stata il riprendersi i propri poteri con la forza visto che Lucifero non aveva alcun diritto di privare la prima strega dell’essenza che l’ha resa tale.

Insomma, hanno rovinato anche uno dei miei personaggi preferiti e no, non mi piace affatto.

Tutto è bene ciò che finisce bene ma di certo per Sabrina e Nick non è finita proprio benissimo in questo “Capitolo Trentasei”.

Sabrina ha scelto la propria strada altruisticamente, rinunciando a Nick, alla propria vita, alla propria famiglia, agli amici pur di salvare l’Universo intero dal Vuoto mentre Nick, egoisticamente, ha pensato solo a se stesso e alla propria sofferenza e non si è reso conto di aver reso vano il sacrificio di Sabrina almeno per quanto riguardava il tenerlo in salvo.

Forse in questa scelta possiamo definitivamente capire il personaggio di Nick che mette davanti al proprio bene quello di Sabrina e che, pur di non rinunciare a lei è capace di uccidersi per poterla rivedere.

"Capitolo Trentasei"

Non poteva stare senza Sabrina e non voleva lasciar Sabrina sola e ha compiuto una scelta da egoista/altruista assolutamente sbagliata.

Non si rinuncia mai alla propria vita, si continua a vivere ricordando quella persona e portando avanti ciò che si è diventati anche grazie a quella persona, la propria vita non finisce col finire della vita della persona amata.

Voglio concludere con ciò che secondo me sarebbe accaduto dopo il finale.

Io credo che Zelda avrebbe chiamato Mambo Marie ovvero il Baron Samedi, il traghettatore dei morti, per cercare una soluzione per riportare indietro Sabrina e Nick e così avremmo avuto anche un lieto fine per Zelda.

E, comunque, gran bel percorso per Sabrina, piango difficilmente per la morte di un personaggio ma devo dire che questa piccola biondina mi ha fatto affezionare e mi rallegrato le giornate dandomi tantissima forza, non credo la dimenticherò facilmente.

Voto all’episodio: 8 ma avrei bisogno seriamente di almeno un film conclusivo per dare un degno finale ad una serie che merita e ho adorato il fatto che la storia sia stata narrata da Mary Wardwell perchè, alla fine, non ha comunque vinto il male.

Colgo l’occasione per ringraziare a nome mio, di Veronica e di Giusy tutti coloro che ci hanno seguito in questo viaggio che pensavamo sarebbe durato molto di più, non avrebbe nessun senso scrivere senza di voi e ricordate che noi Redheads siamo sempre aperte al confronto costruttivo. Sarebbe proprio bello sapere cosa avete pensato voi del finale.

Un bacio forte e alla prossima serie, per quanto riguarda me ci leggiamo durante il fine settimana visto che sta per ritornare Riverdale.

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Irene

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Salve, sono Irene e non ho mai amato definire la mia persona e ciò che faccio. So solo che ciò che viene scritto, nel momento stesso in cui viene composto, non è più solo mio ma anche di chi legge. Sono curiosa di sapere in che modo lo sarà. Meglio nota come vulcano d'idee o l'Arti(coli)sta per un chiaro e semplice motivo: la scrittura è il mio elemento, l'arte che mi scorre nelle vene, il modo più realistico e spontaneo che ho di vivere.