Next to Normal
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Riverdale – Recensione 5×18 “Next to Normal”

“Next to Normal” è, secondo me, uno dei migliori episodi della quinta stagione di Riverdale…se non il migliore in assoluto ma aspetto il season finale per esprimermi in maniera definitiva.

Next to Normal

Non è un caso che l’episodio migliore abbia avuto come protagoniste indiscusse Alice e Betty Cooper, le vere regine, capaci di reggere un intero show senza farne percepire il peso.

Ovviamente sapete quanto io ami anche altri personaggi ma loro due rappresentano davvero Riverdale per me e sono stata felice di averle viste interpretare un momento non solo tragico ma dannatamente reale che può essere vissuto da chiunque nell’arco di una vita: la morte di una persona cara.

Polly Cooper con “Next to Normal” ha definitivamente salutato Riverdale e credo davvero non ci sarà spazio per colpi di scena riguardo la sua morte.

Normalmente io non apprezzo gli episodi musicali ma, in questo caso, ho adorato la decisione di trasmettere le emozioni provate da chi resta in vita e deve fare i conti con la morte, con il lasciare andare, con il lutto, con i ricordi e con la mancanza di forza di andare avanti.

Next to Normal

In “Next to Normal” l’oblio stava per ottenebrare la mente di Alice che non riusciva più a distinguerà la realtà dalla fantasia, dall’amore, dai ricordi e dalla nostalgia, riusciva a vedere tramite gli occhi del passato ciò che non sarebbe più potuto ritornare perchè cercare di rendere reale ciò che non lo è spesso è l’unica chiave per andare avanti, per trovare una ragione di esistere e di non impazzire pur arrivando al punto di perdere contatto con la realtà e di perdere davvero il senno, nei casi più gravi.

Alice Cooper avrebbe voluto solo avere una famiglia normale e, invece, si è ritrovata con una vita lontanissima dalla normalità…ma qual è la normalità?

Cosa può definirsi davvero normale?

Credo che ognuno di noi riesca a costruire una propria normalità che non è assoluta e non vale che chiunque, la normalità è estremamente personale e quella che appartiene a me non è detto che rispecchi i canoni di un’altra persona.

Quello che conta non è avere una vita normale nell’accezione generale con dei parametri stabiliti poi da chi? Dalla società o dai pregiudizi e dai preconcetti che una società accetta per buoni e giusti?

Ciò che conta è che ognuno di noi accetti la normalità dell’altro e lasci vivere senza porre limiti o restrizioni perchè fino a quando la mia normalità e il modo di essere non ledono la tua normalità e il tuo modo di essere e quindi la tua vita, tu non sei nessuno per sindacare in merito.

Alice e Betty non hanno vissuto una vita normale ma la loro normalità è avvicinarsici tanto quanto basta per potere vivere felice e supportandosi a vicenda.

Amo davvero il rapporto madre e figlia che son riuscite a costruire nel corso del tempo e sono certa che insieme riusciranno ad andare oltre mantenendo sempre vivo il ricordo di chi le ha lasciate ma essendo in grado di vivere e non solo di sopravvivere nonostante tutto ciò che hanno vissuto.

Vedere il distacco dalla realtà di Alice reso in maniera così vivida mi ha fatto davvero pensare a quanto possa essere straziante ed estraniante sia per chi vive un dolore simile sia per chi non solo lo vive ma deve affrontare la sofferenza psicologica di una persona cara che si sta rifugiando nella propria mente e nei propri ricordi pur di sfuggire alla realtà.

La sofferenza poi porta, molto spesso, ad incolpare le persone a noi vicine pur di sentire meno dolore, pur di trovare una giustificazione plausibile alla realtà, a ciò che non si vuole e non si può accettare e sentire Alice dare la colpa della morte di Polly alla propria figlia, arrivare a rinfacciarle la l’assenza durata sette anni innescando i sensi di colpa mi ha davvero trafitto il cuore, non credevo che Alice sarebbe potuta arrivare ad accusare Betty di una cosa simile, sono sincera ma sono anche consapevole che quello sia stato il primo passo per iniziare a ritornare nella realtà e…va bene così.

Next to Normal

L’importante è che, nonostante tutto, alla fine si siano ritrovate e si siano promesse di non lasciarsi sole e si siano promesse di ripromettersi sempre di esserci l’una per l’altra, sono felice che Kev in questo “Next to Normal” sia riuscito a ridare forza a Betty anche se…credo che avrebbe dovuto farlo anche Jug, in particolar modo e non perchè io sia follemente innamorata dei Bughead ma perchè è quello che ha vissuto più da vicino le fasi della vita di Betty e i momenti più difficili quindi mi aspettavo un altro tipo di supporto da parte sua ma…a quanto pare stanno per ritornare i Barchie quindi…non sarebbe potuta andare diversamente…

E, a proposito di coppie, io non riesco a credere a ciò che ho visto.

I Varchie si son lasciati senza alcun motivo e dopo una fatica immensa per ritrovarsi…si son resi conto da un momento all’altro di avere ormai poco in comune e di volere cose diverse dalla vita? L’amore spesso non basta…o forse se non basta non è davvero amore…dipende dal momento della vita in cui accade di dover compiere determinate scelte e dipende da tanti altri fattori.

Next to Normal

Toni e Fangs si sono innamorati piano piano, a quanto pare, e dopo aver avuto un figlio insieme se ne sono resi conto e hanno deciso di viversi questo sentimento e di crescere questo bambino come coppia e non solo più come genitori e, sinceramente, non me l’aspettavo e sono ancora convinta che quello non sia amore ma tanta stima, tanto affetto, tanta condivisione e l’amore che solo due genitori possono provare per ciò che stanno vivendo, condividendo insieme al proprio bambino.

Per un momento ho pensato a Kevin…cosa sarebbe successo se Kevin e Fangs fossero rimasti insieme? Toni sarebbe stata comunque la madre del piccolo, ovviamente, ma se Fangs si fosse davvero innamorato di Toni?

Next to Normal

Naturalmente è solo un pensiero flash, con gli “e se…” non si va da nessuna parte ma mi sarebbe piaciuto vedere quel tipo di dinamica, sono sincera…non sono la sceneggiatrice quindi passiamo oltre, chissà cosa il futuro riserverà a questa nuova coppia.

Per quanto riguarda Jug e Tabitha, ero sicura sarebbe successo quello che è davvero accaduto tra loro due e, vi dico la verità, non mi dispiacciono ma non mi piacciono nemmeno.

Next to Normal

Tempo fa avevo detto che mi sarebbero piaciuti insieme ma, in questo momento, e in “Next to Normal” non mi hanno convinto più di tanto.

Forse dipende tutto dal “sarò perfetto/a per te” che, secondo me, è un presupposto sbagliato per una relazione perchè non credo si debba cercare di essere perfetti per qualcuno ma, semplicemente, impegnarsi e, soprattutto, amare la persona che hai vicino per il suo essere imperfettamente perfetta per te nonostante i pregi e i difetti e per questo credo non siano ancora pronti e, sempre secondo me, non lo saranno mai perchè non solo loro l’endgame.

Mi piace MOLTO Tabitha ma non è LA persona di Jughead, non in quel senso almeno.

E spero che possano restare amici se dovessero lasciarsi perchè Jug merita una persona meravigliosa come Tabitha nella propria vita e viceversa.

Voto all’episodio “Next to Normal”: 8 e mezzo, sono davvero soddisfatta questa volta.

E voi cosa pensate di questo “Next to Normal”?

Next to Normal

Intanto vi lascio al promo del season finale “Riverdale: RIP(?)” in attesa della messa in onda e della mia ultima, per questa stagione, recensione di Riverdale.

Ma il disagio di questa scena?! A chi di voi non è mai capitata una cosa simile?!

Irene

Salve, sono Irene e non ho mai amato definire la mia persona e ciò che faccio. So solo che ciò che viene scritto, nel momento stesso in cui viene composto, non è più solo mio ma anche di chi legge. Sono curiosa di sapere in che modo lo sarà. Meglio nota come vulcano d'idee o l'Arti(coli)sta per un chiaro e semplice motivo: la scrittura è il mio elemento, l'arte che mi scorre nelle vene, il modo più realistico e spontaneo che ho di vivere.

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